lunedì 9 novembre 2015

Berlusconi, Salvini, Meloni e la profezia di Montanelli: finirà tutto nel fango e nella m...


"Né unità, né centro: oggi si è dato vita alla Cosa Nera... e meno male che l'abbiamo capito per tempo e ce ne siamo andati..." così il Ministro Angelino Alfano sul nuovo soggetto politico nato dall'abdicazione di Berlusconi a favore di Salvini con il placet della Meloni. Un soggetto nato morto: modello Le Pen, già abbandonato dalla stessa Marine Le Pen oltralpe. "E' la conferma che è finito definitivamente un ventennio che si ispirava invero ad un altro ventennio che l'Italia aveva già visto e che non vogliamo rivedere..." si è commentato altrove. Invero, nonostante la "consegna delle chiavi" e gl'elogi del grande Brunetta lo sparuto discorsetto dell'ex leader rampante delle donnine della Minetti non è riuscito a far breccia tra i nostalgici con l'ampollina di acqua della sorgente del Po in tasca ed i fischi non sono mancati. Il nucleo della questione socio politica ed economica è, seppure per il ns Paese in tono minore, lo stesso che in Francia e ben compreso dalla Le Pen figlia: una forza politica che voglia davvero essere tale e perciò elevarsi oltre le nicchie nostalgiche deve fare i conti con una realtà che è quella della partecipazione operosa e produttiva imprescindibile di milioni di presenze nuove o di seconda e terza generazione di origine estera, così come di una società sempre meno connotata dalla religione cristiana (solo 60 nuove chiese in 10 anni) e sempre più caratterizzata da altre religioni, in primis quella islamica (oltre 10000 moschee nello stesso arco di tempo) e dal secolarismo. Insomma, sono necessari i notevoli tassi di colesterolo di Jean Marie magari accompagnati da diversi bicchieri di buon vino della Borgogna per non avvedersi che quella linea politica coincide di fatto, oltre che con un disastro economico, anche con una vera e propria sanguinosissima guerra civile. Che la linea non potesse approdare a nulla lo aveva del resto previsto già ai tempi del forzismo rampante non un avversario politico o un "rosso" bensì uno dei più lucidi rappresentanti del giornalismo italiano allora vicino al leader ma che per questo se ne dissociò: Indro Montanelli. "Finirà tutto nel fango e nella melma..." aveva dichiarato amareggiato lasciando "Il Giornale". Hanno dovuto rendersene conto poi oltre ad Alfano ed i suoi anche Verdini & C. che sulla via di Montanelli hanno portato con sé l' "altra chiesa" e l' "altra cassa". Sostanzialmente si è assistito all'unione di tre tramonti (economico mediatico, celtico, clerico familistico alla Card. Ottaviani) nella illusione che tre tramonti insieme possano ben fare almeno un'alba. L'alba di cosa?
francesco latteri scholten

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.