mercoledì 11 maggio 2016

Campidoglio, Marchini sostenuto anche da Renzi: Sindaco per Decreto


La campagna per le elezioni al Campidoglio procede forte a colpi di autogol, quali mai la plurimillenaria storia della "Città eterna" aveva visto, probabilmente anche perché proprio questa sua storia che affonda nella notte dei tempi, aveva sempre assicurato una selezione politica connotata se non sempre dall'integrità, perlomeno dall'accortezza politica, come "I discorsi su la prima decade di Tito Livio" di macchiavelliana memoria bene insegnano. Si è iniziato, primo autogol, con il rifiuto della Meloni al sostegno di Berlusconi che ha costretto il Cavaliere a candidare Bertolaso prima e sostenere quindi insieme a quest'ultimo Alfio Marchini, con l'ira di Salvini e Meloni. L'ultimo e più grande ed autorevole autogol, è invece quello segnato da Matteo Renzi in persona. Il Premier infatti, dopo essersi alienato via via simpatie e sostegno di larga parte di coloro il cui sostegno ha fortemente contribuito alla sua ascesa al potere, dal "gruppo" De Benedetti / Repubblica, a parte del "Corriere" etc, ha pensato bene ultimamente di liberarsi anche del sostegno del Vaticano ed a tal fine - ci sarà pure una logica in questo ma mi sfugge - di sostenere quanto più fortemente possibile proprio il candidato più sostenuto dalla Santa Sede per la prima carica della città di Roma: Alfio Marchini. Il genio politico si concreta con una mossa politica delle più profonde: a poche settimane dal voto imporre per decreto l'equiparazione di matrimoni ed unioni civili (vietata dal dettato costituzionale), fortemente osteggiata dalla Chiesa. La presa di posizione del Card. Nunzio Tarantini segretario della CEI non si è ovviamente fatta attendere. Non solo: la Curia, notoriamente un attimino più lungimirante anche di politici un tantinello più svegli, quasi ad anticipare la "mossa" del Premier, già qualche giorno addietro aveva invitato Marchini in Vaticano. Come dire, Renzi ha voluto assicurarsi della certezza prima del voto di avere contro di sé il primo datore di lavoro della capitale ed il suo primo attore culturale e sociopolitico da 2.000 anni. Insomma, per Alfio Marchini il genio politico di Matteo Renzi finisce di fatto per contare ben più di quello del suo più forte sostenitore politico diretto, Silvio Berlusconi: a quanto pare, il nuovo sindaco di Roma è stato già fatto: per dercreto.
francesco latteri scholten

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