venerdì 20 maggio 2016

Marco: come Cicerone e strenuo difensore della Repubblica. Addio Pannella.


"Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Per quanto tempo ancora cotesta tua condotta temeraria riuscirà a sfuggirci? A quali estremi oserà spingersi il tuo sfrenato ardire?..." Così Marco Tullio Cicerone, il secondo grande paladino della Repubblica della classicità antica dopo Platone, nella più celebre delle sue arringhe, quella contro il cospiratore Catilina. E' a lui ed alla sua concezione di "Cives" e di "Civitas" che va l'ammirazione di Giacinto Pannella. Un'ammirazione che è anche ispirazione decisiva, programma di vita e di impegno e battaglia politica in un'Italia segnata, dai tempi dell'assassinio di Cicerone dall'imperialismo e dal feudalesimo. Il nuovo nome, Marco, sarà la cifra di un impegno civile 

e sociopolitico mirante alla Repubblica ed ai suoi valori, quelli de "La prima deca di Tito Livio" di Machiavelli, altro grande e precipuo riferimento. La "Cifra" di Marco Pannella è questa e dunque non c'è un "di sinistra" o "di destra" né, tantomeno, delle svolte e controsvolte. "Di sinistra" è una delle etichette che il "sistema Italia" nella sua radicale feudalità gl'ha attribuito, per poi, nell'irriducibilità del nostro ad essa, affibbiargli l'altra, quella di "enfant terrible". Sì alla Donna per uscire da quella concezione che vedeva ancora ai suoi tempi nella Maria Montessori, la prima donna laureata, una puntini puntini per aver osato iscriversi all' Università e, udite udite, aver osato addirittura essere lei a decidere con chi fidanzarsi o meno... Sì al divorzio per uscire dall'unicità del matrimonio per imposizione; sì all'aborto per uscire dalla realtà delle mammane... Oggi, maggio 2016, anche Papa Francesco avrebbe dovuto incontrarlo, e padre Raffaele Lombardi, portavoce della Santa Sede ne riconosce il valore civico. "Tu devi essere quello che sei e continuare ad esserlo perché la gente sia come te..." gl'aveva detto il suo amico Pier Paolo Pasolini. E così è: se e finché saremo capaci di sussumere in noi il civismo di Marco potrà esserci la Repubblica e la Civitas e si arringherà contro i tanti Catilina di turno, "... le tue trame sono scoperte, non te ne accorgi? Non vedi che il tuo complotto è noto a tutti?" E sembrerà di vedere Marco, in piazza, con il sigaro fumante...
francesco latteri scholten.

venerdì 13 maggio 2016

La Chiesa torna alle origini, Papa Francesco: sì al diaconato femminile.


Il modello è quello della Chiesa Anglicana. Si va avanti o si torna indietro? E, Papa Francesco è un progressista o un reazionario? Probabilmente sono vere tutte e due le cose e la Chiesa nella sua storia bimillenaria ha conosciuto un evolversi tale che se si rapporta la sua attuale strutturazione a quella originaria della comunità degli Apostoli ed alle comunità cristiane dei primi secoli si resta alquanto perplessi. Il sì di Francesco al diaconato femminile alla vigilia del 13 maggio, Madonna di Fatima, al cui cuore immacolato agl'inizi del suo pontificato Bergoglio ha consacrato il Mondo, riporta in primo piano la più discussa e, da tanta parte della Chiesa, combattuta figura di Maria di Magdala. Probabilmente vicina agli Esseni, donna assai colta e progressista (e per questo contestata e diffamata) autrice di un Vangelo, ovviamente gnostico, era vicina a Gesù almeno quanto (o forse più) del "primo cerchio", i Tre, Pietro, Giacomo e Giovanni. Gl'apocrifi di Filippo e Tommaso la indicano come la "compagna" di Gesù. Apostola instancabile anch'essa e venerata tutt'oggi dalla Chiesa d'Oriente come 13° Apostolo, proprio per la sua brillantezza ed il suo essere Donna fu, dopo la morte e risurrezione di Gesù, costretta alla fuga. E' il 23 maggio quando una barca la lascia con la sua bambina sulle rive della Camargue in Francia nel luogo che da quei tempi sarà chiamato Les Saintes Maries de la mer. Da allora il ruolo della Donna nelle comunità cristiane è andato via via scemando parallelamente alla progressiva collusione con il potere temporale e la strutturazione gerarchica. Si va dal Concilio di Nicea 325, presieduto dall'imperatore Costantino che attenderà tuttavia il letto di morte per farsi battezzare, alla definitiva strutturazione della centralità e primarietà del "Vescovo di Roma" e della gerarchia con Papa Leone Magno (440-461). Papa Gelasio I (492-496) rivendicherà con forza l'indipendenza del potere spirituale. Si tornerà tuttavia ad avere come riferimento pratico il modello imperiale, cosa che porterà allo sfacio della Chiesa arginato con forza da Francesco d'Assisi e dalla corrente da lui iniziata e tutt'oggi proficuamente operosa, cui lo stesso attuale Pontefice (peraltro di Spiritualità ignaziana) si rifà. Un sintomo indiretto della questione della Donna nella Chiesa è anche il dogma dell'Immacolata Concezione: affermato con decisione da uno dei più grandi Filosofi medioevali, Giovanni Duns Scoto, non a caso un francescano, dovrà attendere i clamori di Lourdes nell'Ottocento prima di essere ammesso dalla Chiesa. Dopo il "Totus tuus" di Giovanni Paolo II e le sue forti dichiarazioni da apertura e più spazio alla Donna, rimaste quasi del tutto verbali al punto che qualche commentatore un pò sfacciato aveva sussurrato "... bisogna vedé s'è più spazio da lavà per terra..." sembra che finalmente si vada avanti (o indietro?) per davvero. Personalmente la vedo come la Chiesa d'Oriente: Maria di Magdala 13° Apostolo. Un Grande Apostolo.
francesco latteri scholten.

domenica 8 maggio 2016

Il Brennero e la 127: torna l'Europa dei Medici e dei Fuegger?


Almeno per il momento, con buona pace dei facinorosi delle varie fazioni, il muro al Brennero non si farà. Ci sarà invece una maggiore collaborazione tra le forze dell'ordine italiane ed austriache. Il grave problema migratorio si avvia ad una ulteriore miglioria anche se i problemi di fondo nella crisi mediorientale permangono, così come quelli integrativi tra Oriente e Occidente. La crisi del Brennero è tuttavia il sintomo di una crisi di fondo anche per quanto riguarda l'integrazione in ambito europeo tra i vari Paesi dell'Unione e non solo più segnatamente quelli dell'ex Europa dell'est. In particolare per l'Italia il momento della massima integrazione ed anche della massima espansione sui mercati europei, segnatamente il centro e nord Europa, porta l'immagine ormai sbiadita dagl'anni della mitica 127, il prodotto con cui la FIAT diventa il primo costruttore estero in Germania e non solo. Realizzata non grazie a Gianni Agnelli che la FIAT già all'epoca voleva togliersela, bensì al finanziere palermitano Enrico Cuccia, l'allora avveniristica utilitaria non solo trascinò con sé l'exploit del 


manifatturiero italiano in genere, ma nel suo settore portò alla commissione di notevole componentistica italiana da parte della stessa industria tedesca a cominciare dai marchi di prestigio del settore. Il centro e nord Europa totalizza da solo circa il 50% dell'export italiano. Da allora, siamo a metà degl'anni '70, di acqua sotto i ponti ne è passata e molte cose, soprattutto in ambito economico commerciale, ma anche produttivo industriale, sono cambiate. L'Italia ha preso maggiore coscienza della sua realtà geopolitica, al centro del Mediterraneo, e l'ha tradotta in termini commerciali e così i rapporti con i Paesi mediterranei e per l'Africa non solo con i Paesi affancianti sul mare, ma con il continente in genere, sono assai accresciuti, mentre in parallelo i rapporti 


commerciali con il centro e nord Europa, pur restando assai importanti sono notevolmente decresciuti con minus a due cifre. Il centro nord Europa, e segnatamente la Germania ha invece assai accresciuto il rapporto commerciale con l'Oriente e specialmente la Cina: 1/3 delle BMW ed 1/4 delle VW, ma vale per molti altri manufatti, sono ormai venduti in Cina. L'integrazione, come bene ci hanno insegnato Willy Brandt ed Helmut Schmidt, è anzitutto integrazione economica, questa già all'epoca la chiave della Ostpolitik che portò alla caduta del muro di Berlino. Questa integrazione, che per l'Italia nel centro e nord Europa ha avuto il suo massimo proprio con la 127, bissata dalla Uno, è andata poi sminuendo ed i flussi commerciali tornano a somigliare a quelli dei tempi andati in cui i Medici segnavano l'economia mediterranea ed i Fuegger quella del centro nord Europa da Parigi a Danzica, includendo ovviamente i celebri porti e centri commerciali delle città dell' HANSA, a cominciare da Amburgo...
francesco latteri scholten.

venerdì 15 gennaio 2016

L'Esorcista di Giovanni Paolo II: Padre Matteo La Grua.


"Sono una candela accesa che si sta a consumare..." così Padre Matteo La Grua definiva sé stesso. Don Gabriele Amorth - uno degli esorcisti più noti - lo definisce invece come l'Esorcista più Grande. Giovanni Paolo II lo volle come suo Esorcista personale. Matteo Gregorio la Grua, Frate Minore Conventuale, voti solenni il 19 marzo 1935 presso il Collegio Serafico di Roma, per mandato del Card. Pappalardo, ha guidato il Gruppo Maria del Rinnovamento dello Spirito presso la Chiesa del Sacro Cuore della Noce a Palermo dal 1975 alla sua morte, 15 gennaio 2012. L'Atto che sempre ha connotato in maniera decisa la sua vita è la Preghiera, anche la "Preghiera in Lingue" ma sempre connotata dalla direttiva paolina:"Quando infatti prego con il dono delle lingue, il mio Spirito prega, ma la mia intelligenza rimane senza frutto. Che fare dunque? Pregherò con lo Spirito, ma pregherò anche con l'intelligenza" (Cor. 14, 14-15) Lo ha sempre accompagnato il carisma ed il dono di impetrare la liberazione, la guarigione e la conversione. I fedeli (e non) che hanno potuto beneficiarne sono innumerevoli. "Noi siamo solo di passaggio, non contiamo niente..." era solito affermare ed intanto seguiva le indicazioni dell' Apostolo delle Genti: "Rivestitevi dell'armatura di Dio (...) cinti i fianchi con la Verità, rivestiti con la corazza della Giustizia, avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della Pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del Maligno; prendete anche l'elmo della Salvezza e la spada dello Spirito cioé la parola di Dio." (Ef. 6, 11-18.) Ciò che in questo nostro pellegrinaggio si combatte è il Maligno, anch'esso dotato di armi, la carne e la fame di mondo, ed armatura, anch'essa, scimmiottescamente, composta da 5 parti: la conoscenza del Male, il Potere, l'abisso di Perversione, l'Odio contro Dio, l'Inganno. Gli strumenti più efficaci nella lotta sono l'Amore di Dio, l'Eucarestia, la preghiera in lingue, il Santo Rosario. Eppure, dopo 77 anni di Sacerdozio, il Frate della Noce, poco tempo prima della morte che sentiva ormai prossima, provato dalla sofferenza, dichiarava: "Non cambio un giorno di sofferenza con un giorno di potenza, perché Cristo non salvò il mondo con la potenza, ma con la Croce; non con i miracoli che lo accomunano a Dio ma con la sofferenza che lo ha reso vicino ad ogni uomo nel dolore. Se il Signore mi dicesse di ritornare come prima, nel tempo dei miracoli, io direi di no." Oggi ricorre il quarto anniversario della sua morte.
francesco latteri scholten.

sabato 12 dicembre 2015

Moneta elettronica, il totalitarismo assoluto: il perfetto panopticum.


E' un tracciante globale.  Esso include in sé anche quel tracciante geografico, quella specie di GPS, grazie al quale ognuno di noi è, in ogni momento, volendo, immediatamente localizzabile e che ciascuno di noi porta con sé - liberamente - in tasca: il telefonino. In un film di fantascienza datato ormai qualche decennio fa, un meccanismo del genere veniva applicato coercitivamente a carcerati o a persone in libertà vigilata. Se tuttavia il telefonino è un semplice tracciante "materiale", il quale consente la rintracciabilità della nostra persona materiale, del ns corpo e dei suoi spostamenti, la moneta elettronica è molto, molto di più. Essa è infatti un tracciante globale, dunque anche psichico e psicologico sia della persona che di tutti i gruppi sociali. Attraverso essa traspare la totalità della persona: come si muove e quando, cosa fa, cosa e come mangia, beve e dorme, come si veste, se e cosa e come legge, cosa guarda, quali film, se va a teatro o al cinema o allo stadio - e ovviamente dove e con chi - quale musica ascolta e quando etc. Facciamo un esempio concreto, è stata istituita la moneta elettronica. Giovanni si alza al mattino presto e và alla stazione a prendere il treno per Palermo. Alle 7.00 fa il biglietto, ovviamente lo paga e altrettanto ovviamente la moneta elettronica lo registra. Alle 7.08 va a prendere il caffè e il giornale, idem. Alle 9.10 arriva a Palermo, prende un altro caffé ed i cigarillos. Ovviamente paga, e ovviamente la moneta elettronica registra e registra anche a quale bar ha preso il caffé e dove ha comperato i cigarillos e quali cigarillos ha acquistato, come del resto ha già registrato quale giornale ha comperato. Non continuiamo a seguire Giovanni perché già il farlo per questi pochi spostamenti mi ha fatto venire l'angoscia. Si specifica però che - ovviamente - è possibile una traccianza incrociata tra moneta elettronica e telefonino nonché internet. Esce l'analisi dettagliata, non solo degli spostamenti della persona, c'era già, ma l'analisi totale e globale della persona: chi è, cosa fa, come lo fa, addirittura cosa pensa. Attraverso questi dati - si capisce - la persona può poi essere pilotata, in maniera del tutto incognita, ovvero del tutto a sua insaputa, ma, proprio per questo, nella maniera più coercitiva. Il tutto, ancora ovviamente, a spese della persona, come già per il telefonino: è la persona che paga tanto il telefono, quanto la conversazione, quanto la transazione economica. Ma quella economica la paga di più e la pagano di più proprio i più poveri: anche i pensionati e quelli che non ne hanno sono infatti coerciti all'apertura di un conto bancario. Chi guadagna sono, more solito, le banche e le multinazionali, quelli che hanno fatto la crisi che tutti stiamo pagando. Ancora e di nuovo tutti dovremo pagare per loro ed avere ancora meno benefici e più aggravi. In quest'ultimo aspetto il panopticum di Bentham - lo strumento ideale di potere che consente la supervisione totale da parte del supervisore senza che egli, al tempo stesso, possa esser veduto, lo strumento su cui si sono poi realizzate le carceri ed i manicomi, "Sorvegliare e punire", ma anche già prima le biblioteche - è stato addirittura superato: i costi di quello erano infatti a carico dei supervisori, i costi di questi sono addebitati agl'utenti, cioé ai carcerati in cui tutti noi veniamo di fatto trasformati.
francesco latteri scholten.

P.S. Il presente articolo è la ristampa anastatica dell'omonimo già pubblicato nel 2012 e che, vista la cogente attualità dell'argomento e le immutate condizioni, ho ritenuto di ripubblicare immodificato.

martedì 8 dicembre 2015

Giovanni Duns Scoto e la teorizzazione del dogma dell'Immacolata.


"Voluntas divina est causa boni et ideo ipsoquod vult aliquod est bonum." E' l'affermazione dei "Reportata parisiensia" che maggiormente dà conto della linea teologico filosofica che pone un nuovo inizio ed un distacco dalle contemporanee. A lanciarla è Giovanni Duns Scoto, frate francescano nato in Scozia nel 1266 (cica un quarantennio dopo Tommaso) di fatto il maggiore antagonista dell'aquinate. Con lui la separazione tra Teologia e Filosofia, cui già Tommaso aveva preluso, giunge al compimento: l'oggetto della Teologia è Dio in quanto Dio, quello della Filosofia Dio in quanto essere; così anche per l'anima. Scoto è anche il Teologo e Filosofo del primato della Volontà, che è anzitutto volontà divina: Dio crea se lo vuole e crea solo perché lo vuole. Teocentrismo dunque quale rivelato dal Cristo e perciò Cristocentrismo. Il Cristo quale senso e sgnificato di tutto ciò che esiste. Ma, quest'orizzonte pone in una luce del tutto particolare Maria di Nazareth: Madre e collaboratrice per la realizzazione del progetto dello Spirito. Ossia, il concetto dell'immacolata concezione - di cui c'è prefigurazione già nel protovangelo di Giacomo - è la tesi implicita ed al tempo stesso la risultante di tutta la concezione teologico-filosofica del nostro: "Cristo esercitò il più perfetto grado possibile di mediazione relativamente a una persona per la quale era mediatore. Ora, per nessuna persona esercitò un grado più eccellente che per Maria [...]. Ma ciò non sarebbe avvenuto se non avesse meritato di preservarla dal peccato originale". Tuttavia tra dispute teologiche il più delle volte discutibili (per non dire risibili) la Chiesa dovrà attendere ancora secoli sino a quando l'8 dicembre 1854 Papa Pio IX nella "Ineffabilis Deus" accetterà le tesi del francescano scozzese: "...dichiariamo, affermiamo e definiamo la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certo ed immutabile per tutti i fedeli." Pochi anni prima, novembre 1830, nel monastero parigino di Rue de Bac , era avvenuta l'apparizione a Catherine Labouré, mentre quelle a Bernardette Soubirous sono posteriori di 4 anni alla proclamazione. 
francesco latteri scholten

lunedì 7 dicembre 2015

Francia: stravince la Le Pen, Putin suo finanziatore vero leader d'Europa.


Si chiama Vladimir Putin, finanziatore di oltre un terzo della campagna della Le Pen per le prossime Presidenziali, il vero vincitore di Parigi. Soldi spesi assai bene a giudicare da queste amministrative, seria ipoteca non solo per il voto del 2017, ma anche per l'erezione di un nuovo scenario politico europeo, con un asse Mosca Parigi che si designa successore all'attuale Berlino Parigi. Sostenitore acceso di una concezione non islamica dell'Europa, il Presidente Russo ha sostenuto apertamente la sua Jeanne d'Arc. La Francia è adesso sulla via delineata nell'ultimo romanzo del leader del movimento di "Anticipazione sociale" Michel Houellebecq, "Sottomissione" ossia la traduzione di Islam. La caricatura era apparsa sull'ultimo numero di Charlie Hebdo prima dell'attentato, il quale, come quelli di alcune settimane fa hanno indurito l'opinione pubblica francese portandola proprio sullo scenario di "Sottomissione", collocato in un fantapolitico 2022, anno in cui Marine Le Pen novella Jeanne d'Arc è l'antagonista dello scontro finale con Mohammed ben Habbes, leader musulmano inventato da Houellebecq. I dati reali della società francese mostrano invero che lo scenario è assai meno fantapolitico e futuristico di quanto lo si voglia romanzare: solo 60 nuove Chiese negl'ultimi 10 anni (ma ne sono state chiuse 40), contro ben 10.000 moschee ed una religione islamica di fatto prima religione praticata nel Paese (6 Mln di fedeli contro 1.9 Mln); interi quartieri o cittadine trasformati ormai in quartieri di città islamiche dove la legge di fatto vigente non è più quella sancita dalla Costituzione, bensì la Shaaria. Leaders islamici non solo religiosi ma anche politici ormai non fanno mistero ed anzi dichiarano pubblicamente che la costruzione di moschee e l'emigrazione di massa fanno parte di un progetto politico di islamizzazione dell' Europa. Così ad es. il premier turco Tayyp Erdogan ha dichiarato:"Le moschee sono le nostre caserme, i minareti le nostre baionette, e i fedeli i nostri soldati". Una realtà di fatto a cui solo la Le Pen si è apertamente dichiarata antagonista già da tempo: "Per quelli che amano parlare un sacco della Seconda Guerra mondiale, possiamo anche parlare di questo problema (le preghiere islamiche in strada, n.d.r.), perché si tratta di un’occupazione di territorio. E’ occupazione di sezioni di territorio, di distretti in cui la legge religiosa entra in vigore. E’ un’occupazione. Naturalmente non ci sono carri armati e soldati, ma non di meno è un’occupazione e pesa fortemente sui residenti".  Concezioni "di parte" certamente, da un lato e dall'altro ma nondimeno di peso e di rilevanza politico sociale e testimonianti l'esistenza di disegni religiosi e politici eversivi assai gravi. Comunque sia queste amministrative francesi hanno di fatto accezione straordinaria aprendo uno scenario non solo francese ma europeo e globale del tutto nuovo: lo scenario costruito all'indomani della seconda guerra mondiale è di fatto superato dal leader russo che si profila sempre più come il vero leader dell'Occidente.
francesco latteri scholten