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martedì 8 maggio 2018

Il '68: una porcheria nel suo 50° anniversario.


La scintilla è lì, il 3 maggio 1968 alla Sorbonne icona francese dai tempi di San Tommaso, e la motivazione giusta e sacrosanta: la libertà di studio e di insegnamento. La stessa dei moti studenteschi del 1229, sempre alla Sorbonne, che videro sulle barricate con gli studenti, in sua difesa, tra gl'altri, appunto l'aquinate che per l'occasione uscì con il suo scritto più accorato: “Contra impugnantes Dei cultum et religionem” (all'epoca Tommaso era un grande ed inviso progressista). Nel '68 sulle barricate con gli studenti ci sono professori ed intellettuali non meno famosi e significativi di Tommaso ai suoi tempi (ne cito solo alcuni): un giovane e brillante Michel Foucault autore di testi come “Sorvegliare e punire”, “Il potere psichiatrico” “La storia della follia” “L'ermeneutica del soggetto”; 


una già attempata Simone De Beauvoir icona del femminismo francese e della resistenza; il suo compagno di sempre, amico di Foucault, Jean Paul Sartre: “L'essere ed il nulla”, “La Nausée”, “Les mains sales”. Tuttavia, se nel 1229 la sommossa raggiunge intensità significative, essa si appella però direttamente alle massime autorità civili e religiose, il Re ed il Papa, per i propri diritti, mentre invece nel 1968 le rivendicazioni assumono assai presto connotazioni antisistemiche tout court dove il sistema è avversato perché tale. Il “maggio francese” diventa una cassa di risonanza in cui confluisce tutto un filone iniziato negli anni '50 e '60 con forte diffusione grazie soprattutto, ancor prima che all'università, alla musica ed al cinema. Tra le icone più celebri i Beatles, i Rolling Stones, Bob Dylan, i Queen; per il cinema il 


celebre “Pat Garret e Billy the Kid” e le tante interpretazioni di John Wayne. La concezione che ritroviamo è però a ben vedere più datata e la si ritrova in pieno in quei figli deviati dell'Illuminismo che furono i romanticisti, in particolare ben ritroviamo molto di Nietzsche e di Leopardi. La radice filosofica la ritroviamo in una non corretta lettura di Platone già ai tempi del Rinascimento. C'è la cristallizzazione del pensiero di Platone ne “La Repubblica o sulla giustizia”, “Il Simposio”, “ il “Teeteto”, il “Gorgia”. In particolare la concezione – al pari che in Nietzsche, Leopardi e nelle correnti anni '50 e '60 - astratta dell'uomo che di fatto è sradicato dalla famiglia, dalla patria, dalla storia. Da qui una concezione del diritto e della giustizia falsati. Correttamente nei “Lineamenti di filosofia del Diritto” (ma anche nell' 


“Enciclopedia”) Hegel osserva come sia con la nascita della Famiglia, primo nucleo della società e dello Stato che il diritto passi da astratto a diritto concreto. Platone invero fa anch'egli questo passo quando nel suo ultimo scritto (fu trovato “addormentato” mentre ne ricorreggeva il testo già ultimato), i “Nomoi”, le Leggi, si chiede quale debba essere non il diritto astratto e lo Stato ideale, bensì il diritto concreto nello Stato storicamente dato. Non c'è più, come negli scritti di prima, l'Eros che è anche pederastria o omosessualità, bensì amore di coppia – eterosessuale – finalizzato alla procreazione. E' il punto che Nietzsche e Leopardi (di entrambi sono note le tendenze 


omoerotiche) e le correnti anni '50 e '60 così come il '68, rigettano. L'uomo che ne risulta è un uomo sradicato senza famiglia, patria e storia, quello riproposto da tanti media di oggi e celebrato perché utile al capitalismo. E di fatto, come ha ben evidenziato più di una indagine economica, i sessantottini sono i “ribelli” più ricchi nella storia della Francia: una sommossa radical chic come acutamente osservava Pier Paolo Pasolini: “La piazza borghese contro i poliziotti proletari”. Con il rigetto del diritto che passa alla concrezione con la famiglia, si pongono le radici dei movimenti LGBT, Gender, matrimoni gay, uteri in affitto, concezione in provetta e quant'altro. L'esito più nefasto è la rottura 


dell'equilibrio tra persona e società, che, se è vero che prima era un tantinello spostato sul lato della società, adesso lo è sulla persona. Ma così il concetto stesso di persona è mutato radicalmente. La società invece è distrutta con tassi di geriatria e decessi che non possono essere più pareggiati dalle poche nascite. Insomma si porta avanti una ideologia di disidentità e di morte. E, forse, non è un caso che siano dei satanisti Mick Jagger degli “Stones”, Freddie Mercury dei Queen, Bob Dylan e John Lennon. Vogliono, come tutto il '68, collocarsi “oltre”, superare, andare “al di là”: stanno uccidendo il nostro mondo a cominciare dalla Famiglia, dalla Patria, dalla Cultura, dalla Persona. Solo in Italia ogni due anni scompare per 


denatalità una città come Messina, 350.000 abitanti. Se si fosse gettata un'atomica se ne parlerebbe tra duecent'anni, così non dice niente nessuno... Al tempo con l'immigrazione ne sorge un'altra di 250.000 abitanti: una vera sostituzione etnica. Ecco la realtà dell' “oltre”. Michel Houellebecq bene descrive il '68 come “l'anno della catastrofe, che ha lasciato solo miseria, individualismo e violenza”. In sintesi: il 68? Una Porcheria.
francesco latteri scholten.

lunedì 31 luglio 2017

Mons. Antonio Livi e Gianni Vattimo.


“... mi scusi, ma... Monsignore o Professore?” ebbi a chiedergli in uno dei tanti incontri che per motivi accademici ebbi con lui. “Professore, perché il ruolo, insomma è quello” mi rispose sornione. C'è il nome di un altro Professore dal quale entrambi prendiamo le distanze, seppure per motivazioni diverse, e quel nome è Immanuel Kant anche se bisognerebbe invero andare più indietro ed arrivare ad un illustre allievo dei Gesuiti: Cartesio. Io da Kant mi distanzio con Freud ed insieme a Edith Stein (Santa, Martire e Dottore della Chiesa) perché come il Padre della Psicanalisi ha dimostrato inconfutabilmente, le categorie prime da cui parte la nostra mente non sono lo Spazio ed il Tempo (che anzi nulla significano e sono categorie del Mondo esterno), bensì l'intensità dei vissuti e delle pulsioni attive all'atto dell'evento esperienziale. Il Professor Livi se ne distanzia in molti e diversi punti ma anche, segnatamente, in quanto origine della teologia di Carl Rahner. Sebbene per molti versi si distingua nettamente dal Filosofo tedesco, qualcosa anche lo rassomigliava: i Professori tutti erano sostanzialmente puntuali e seri, ma lui particolarmente. Non ci regolavamo l'orologio, come facevano con Kant, ma ci fu una sola volta in cui arrivò in serio ritardo, al punto che dopo una buona mezz'ora stavamo già andandocene, quando improvvisa, una delle ns staffette di sorveglianza poste alle due rampe di scale sui lati del corridoio cui si accedeva alle Aule, diede l'allarme. L'immediato seguito di quel fatto stesso però lo distanzia nettamente da Kant. Entrò in Aula, ovviamente non trovò nessuno dei tanti capannelli, ma solo studenti 


disciplinatissimi ai propri posti in doveroso silenzio, e, trafelato, con un sorriso che diceva anche “ma a chi volete fregare...”: “Scusate il ritardo... In compenso ho il piacere di potervi presentare il Professor Gianni Vattimo...” Entrambi belli solari. Sì, esatto, proprio “quel” Gianni Vattimo, dopo Colli e Montinari il più autorevole interprete di Nietzsche, e fondatore del “Pensiero debole”. Filosoficamente e teologicamente uno dei suoi più irriducibili nemici. Ne ebbimo una ventina di minuti di bellissima disquisizione accademica ai massimi livelli. Ovviamente la reciproca galanteria accademica lasciò fuori con garbo i veri noccioli della questione, intorno ai quali – i Filosofi, come disse qualcuno, sono come Aquile – ci si limitò a volteggiare a distanza. Alla fine però mi sia lecito dire che la questione vera è quella in cui finì per impantanarsi Sartre. La maggior parte del pubblico non lo sa, ma, in campo di concentramento, Sartre stava per convertirsi e scrisse uno dei pezzi più belli del Novecento sulla Natività di ns Signore. A Sarte però, a differenza che ad Edith Stein il “salto nella Fede” non riuscì. Sarte, come tutti sappiamo restò sempre ateo, anche se a volte “abbiamo vissuto come fossimo credenti” (lo disse in un colloquio con la sua compagna di sempre Simone De Beauvoir). E' il motivo vero – che s'incontra con l'affermazione del Prof. Antonio Livi che la Fede implica la Metafisica – per cui i suoi “Cahiers pour une Morale”, seguito naturale de “L'Etre et le Néant” e scritti subito dopo, uscirono solo postumi. In essi invero Sartre aveva definito “Qualité” ciò che già San Tommaso d'Aquino aveva chiamato “Habitus”, per la qual cosa si trovò esposto al fuoco incrociato 


dei Comunisti da una parte, che lo dissero cattolico integralista mascherato, e dei cattolici dall'altro: se così è perché non vai via da quelli. La “Qualité” porta ovviamente implicitamente in sé una Morale assai vicina per non dire del tutto parallela a quella di San Tommaso. Ma qui la differenza di fondo che porta ad es. me, tramite Edith Stein a San Tommaso e quindi all'affermazione del Prof. Livi, ossia che la fede implica la Metafisica, e, “lo scacco” di Sartre, ma anche di Vattimo (non se ne abbia Professore, il suo “Il soggetto e la maschgera” è uno dei testi più affascinanti che abbia letto). E' il motivo per cui i “Cahiers” usciranno postumi. Sono stupendi. Il problema qual'é? Lo ammette lo stesso Sartre: la mancanza di fondamento. Infatti per Tommaso l' “Habitus” ha un fondamento, Dio; ma Tommaso il salto della Fede, a differenza di Sartre e di Vattimo è arrivato a farlo. Per Sartre questo fondamento non esiste. Su cosa può fondarsi la “Qualité” se Dio non esiste? l'uomo, per definizione (coerentemente anche con Tommaso e la Dottrina cattolica) è l'essere che non ha e non può avere fondamento in sé e se l'avesse sarebbe Dio; la società? Ma se la società – come ebbe a dire Sartre stesso - è quella nazista di Hitler o quella stalinista di Stalin? E allora su cosa? Ecco il perché i Cahiers escono solo postumi. Ma, per chi come Tommaso d'Aquino o Edith Stein, o, lo stesso Sant'Ignazio di Loyola, quel salto è riuscito a farlo, l' “Habitus” ha un Fondamento: Dio. Ora, questo fondamento che è ns Signore è, al tempo stesso, l'irruzione in un orizzonte in cui le posizioni di Sartre, Vattimo, Sosa e compagni sono superate. Si tratta d'altronde di posizioni di cui i più onesti di loro, come Sartre, 


ammettono lo scacco. Si tratta di un orizzonte nel quale è implicito quanto ribadisce Antonio Livi: “I fedeli cattolici (sia Pastori che fedeli) sanno che la verità che Dio ha rivelato agli uomini parlando per mezzo dei Profeti dell’Antico Testamento e poi con il proprio figlio, Gesù (cfr Lettera agli Ebrei, 1, 1), è custodita, interpretata e annunciata infallibilmente dagli Apostoli, ai quali Cristo ha conferito la potestà di magistero autentico per l’evangelizzazione e la catechesi. Agli Apostoli Cristo ha detto: «Chi ascolta voi, ascolta me; chi disprezza voi, disprezza me. E chi disprezza me, disprezza Colui che mi ha mandato» (Vangelo secondo Luca, 10, 16). Il valore di verità della dottrina degli Apostoli e dei loro successori (i vescovi con a capo il Papa) dipende quindi interamente dal valore di verità della dottrina di Cristo stesso, l’unico che conosce il mistero del Padre: «La mia dottrina non è mia ma di Colui che mi ha inviato» (Vangelo secondo Giovanni, 7, 16). Padre Sosa, prigioniero com’è dell’ideologia irrazionalistica (pastoralismo, prassismo, storicismo) è allergico alla parola “dottrina”, ma non si rende conto che con questa sua stolta polemica offende non solo la Chiesa di Cristo ma Cristo stesso.” (Mons. A. Livi, Chiesa e PostConcilio 24.2.2017).
francesco latteri scholten

domenica 30 luglio 2017

Acquedolci, Dario Caroniti e Filadelfio Mancuso al Convegno CISS: il ruolo dell'Università per lo sviluppo del territorio.


L'organizzazione è stata di Agostino Di Lapi del CISS Nebrodi – ma una mano significativa l'ha data il neo Sindaco Alvaro Riolo – l'idea è invece di Francesco Punzo del CISS di Palermo. L'orizzonte, meglio il point de vue, da cui la tematica è stata trattata è quella particolare e tutta sturziana del liberalismo sociale che prende i suoi inizi dalla “Rerum Novarum” e da tutta la successiva dottrina – “Quadrigesimus annus” e “Centesimus annus” per citarne solo alcune – per arrivare ai giorni nostri. Dunque liberalismo che però guarda con attenzione alla dignità della persona. Lo specifica Di Lapi nell'intervento che apre il Convegno. L'Università ha necessariamente un ruolo fondamentale per lo sviluppo del territorio e dunque per la dignità della persona. Dal 1963 alla Harward University è aggiunta alla funzione di trasmissione del Sapere ed a quella di incremento dello stesso, la così detta terza missione (la regolamentazione è del 1980 con il Bayh Dole Act), ovvero il rapporto Università / società e mercato, ovvero tutte le relazioni che l'Università ha con il mercato e la società. In Europa si parla di terza missione a partire da un documento dell'UE del 2000 in cui si proponeva di promuovere l'innovazione in un'economia fondata sulla conoscenza. La prima esperienza italiana è il VQR 2004-2010 poi il decreto legislativo 19/2012 ed il DM 47/2013. “Le Università 


sono creatrici di beni comuni e lo sguardo va rivolto non solo ai risultati economici ma anche a quelli sociali. Nelle “learning society” il perno di tutto diventa sempre più l'uomo e la sua capacità di mettere a frutto le proprie potenzialità non solo conoscitive e creative ma anche etiche. Ciò riporta in primo piano la concezione di Don Sturzo. Sul piano operativo, quello chiamato ad ispirarsi ai valori è centrale invece lo Spin Off, ovvero l'utilizzo imprenditoriale di prodotti e servizi derivanti dall'attività di ricerca dell'Università. L'Università diventa insomma un ponte con le imprese ed il mercato.” L' Avv. Alvaro Riolo, reduce dai primi impegni forti della nuova amministrazione (e dai primi meritati successi, quali acqua, pulitura spiagge e cittadina) indica invece un tema importante cui sinora la politica universitaria non si è dedicata: “si parla spesso di fuga dei cervelli: ebbene si deve mirare invece al ritorno dei cervelli quale del resto anche la politica della UE mira: interazione con gli altri Paesi ma anche ritorno.” Filadelfio Mancuso, Docente di Diritto Commerciale, ha invece messo in luce come proprio dalla “Terza Missione dell'Università sia derivato agli USA uno dei suoi più pregevoli fiori all'occhiello: la Silicon Walley, ovvero l'incarnazione del suo miglior esempio esistente. Esso si attua con Spin Off accademici, tirocini aziendali e 


Master. Un ruolo importante assume la simulazione dei contesti quotidiani in cui gli studenti andranno a trovarsi nelle realtà lavorative. Il nucleo del sistema è l'interazione tra Docenti e responsabili aziendali nella formazione. E' importante poi che i risultati siano reinvestiti anche nelle società e comunità da cui originano. “In particolare ho partecipato a 2 Spin Off uno per lo smaltimento di rifiuti marini ed uno per apparecchi radiografici tridimensionali, quest'ultimo in collaborazione tra UniME e Chicago University. Non pensiamo di essere la Silicon Walley, ma dobbiamo avere di mira che questa viva di Spin Off.” Dario Caroniti, Docente di Dottrine Politiche, ha invece portato avanti la prosecuzione naturale del discorso, ovvero la credibilità che tutto ciò suppone come fondamentale: “Dobbiamo essere credibili se vogliamo attirare risorse. Altresì fondamentale è un connubbio tra mondo del lavoro e dello studio per dare esperienze spendibili non solo come “curriculum” ma anche come lavoro. Ciò che in USA si chiama Macing. Le aziende infatti non cercano qualcuno che sappia fare tutto, bensì che sappia fare ciò che l'azienda cerca. E, la cultura è fondamentale come dimostra il caso dei Miliardi di Euro della U.E. Fermi a Palermo per l'impreparazione culturale dei ns politici ed amministratori che sbagliano perfino a formulare i bandi per cui poi non si riesce ad avere accesso ai fondi. Gl'Enti Locali non possono divorziare 


dalla Cultura. L' UniME ha fatto passi da gigante arrivando in pochi anni a recuperare posizioni su posizioni sino a classificarsi al 4° posto nelle graduatorie per le opportunità di lavoro. E le aziende lo hanno capito. I ragazzi dei Master in cui c'era il collegamento Università – lavoro sono tutti riusciti ad inserirsi. Si è costruita poi una rete di 15 Paesi europei in cui UniME fornisce studenti per esperienze sia di tirocinio che di apprendistato e poi tornano con le esperienze fatte.” In tema di pragmaticità un altro aspetto è stato invece sottolineato da Marila Re, neo eletta Presidente del Consiglio Comunale di Santo Stefano di Camastra, ossia quello del costo della frequentazione universitaria per gli studenti. “No alla selezione economica: l'Università deve poter essere accessibile a tutti, così come è basilare che le politiche di inserimento non siano calate dall'alto.” La conclusione “ma avrebbe potuto bene essere anche l'introduzione” è invece di Francesco Punzo del CISS di Palermo: “La Dottrina sociale della Chiesa si amalgama assai bene con questi orientamenti, in 


particolare è necessario che le domande che pone un territorio siano disaminate con giustizia e nell'ottica del bene comune e non finalizzate invece a elettoralità ed economismi di basso livello. Di nuovo al centro la responsabilità e la dignità della persona. La funzione della Dottrina sociale è infatti interdisciplinare ed è finalizzata all'amore dell'uomo e della società. Un esempio concreto qui è quello di Alvaro Riolo che ha risanato e reso fruibile un territorio: questa è una forma vera di carità, di quella caritas che deve connotare la politica. E' così che è attuato lo sviluppo di una comunità vera, sviluppo che porta intrinsecamente l'amicizia quale realtà sociale. Di contro tante ns città e cittadine sono caratterizzate dalla rabbia, risultato dell'ingiustizia. La conflittualità infatti nasce dalla mancanza di elevazione...”
francesco latteri scholten

venerdì 21 luglio 2017

Il de profundis del cattolicesimo: il coro di Ratisbona intona le note della teologia della liberazione.


Sono tante più o meno recenti, ma anche antiche, le apparizioni della Madonna e le profezie che danno il crollo del cristianesimo in Occidente e la sua rinascita dalla Russia. La profezia sta indubbiamente avverandosi sotto gl'occhi di tutti. E' sigfnificativo che il cristianesimo rinasca con forza proprio lì dove il marxismo l'aveva praticamente distrutto. E' significativo che ciò avvenga dopo il crollo del marxismo che si era illuso di costruire una società migliore e più giusta ripetendo l'errore di Marx, che, sulla scia della “mano invisibile” di Adam Smith (il laissez faire che tutto si aggiusta), aveva creduto che bastasse a ciò spogliare gli usurpatori e statalizzare i mezzi di produzione. Si è così non usciti dal capitalismo come Marx agognava, bensì soltanto entrati in una sua altra e più perniciosa forma: il capitalismo di Stato. Nel 1989 quel regime è morto ed oggi la Russia sta rinascendo. Una rinascita che vede la Risurrezione forte del cristianesimo. Anche l'altro grande fratello marxista, la Cina, ha decretato ufficialmente con Xi Jinping il definitivo abbandono del marxismo ed il ritorno alla grande storia e tradizione cinese, ossia al confucianesimo. Ma, mentre in Russia si tolgono le statue di Lenin ed in Cina quelle di Mao, paradossalmente, nella Chiesa “Cattolica” il marxismo, con la “teologia della liberazione”, ha saldamente preso piede soprattutto in America Latina, dove a Concordia in Brasile nel 1938 è nato uno dei suoi più importanti fondatori, Leonardo Boff. Nel 1985, l'allora preposto alla Congregazione della Dottrina della Fede, Crad. Joseph Ratzinger lo ha ammonito e l'anno successivo condannato al “silenzio rispettoso”. La condanna, contrariamente a quanto creduto da certa parte dell'opinione pubblica, non avviene ad opera di un reazionario intransigente, di un “pastore tedesco”, bensì da parte del più grande Teologo del Novecento, un progressista, che San Giovanni XXIII aveva chiamato a dirigere i lavori del Concilio Vaticano II proprio per il suo essere progressista. Apertura al progresso ed accettazione di tutto quanto possibile di 


esso, ma tenendo saldamente la mente e gl'occhi a Cristo, al suo Vangelo, alla tradizione bimillenaria della Chiesa. Per questo anche Paolo VI prima e San Giovanni Paolo II poi, hanno fatto riferimento a Joseph Ratzinger. Ma, una teologia, quale quella della “liberazione” cui riferimento centrale è un modello sociologico marxista materialista integralista non è eo ipso accomunabile con il cristianesimo. Leonardo Boff ha però sempre rifiutato i criteri della sociologia cristiana e per questo, coerentemente, nel 1992 ha lasciato il sacerdozio e l'Ordine francescano cui apparteneva. Molti suoi compagni di cordata non hanno avuto la sua coerenza e dall'interno della Chiesa hanno continuato la loro lotta (o guerra?) per la loro “teologia” e sociologia material marxista (che, in quanto materialismo, teologia non è) che non è assimilabile e cumulabile – se ne sono resi conto loro stessi – con la Teologia Cristiana. Guerra a questa Teologia e guerra all'Occidente ed al Nord perchè questa Teologia è quella dell'Occidente e del Nord, un Occidente ed un Nord che non si è mai stati capaci di vedere se non nell'angusto limite dei propri pregiudizi. Un Occidente ed un Nord che non si è mai stati capaci di vedere se non da fuori. Una guerra in cui, al pari della Jihad islamica, si vuole l'Occidente morto, per principio. Un Occidente di cui si vedono i limiti e si negano le grandezze. Ebbene: nessuno più di Joseph Ratzinger, da prima del Concilio, a tutto il suo pontificato, e sino ad oggi, è la migliore incarnazione di tutto ciò. Nessuno più di lui, per questo, va CANCELLATO. Ma, proprio l'Occidente ormai scristianizzato, assai più che la Russia rampante con un risorto cristianesimo o la Cina altrettanto rampante con un redento Confucio, è il terreno ideale per la guerra alla Teologia. Una Germania, oltre che una Francia e Belgio e tanti altri, ormai secolarizzati dove il Cristianesimo è in agonia, è il terreno ideale dove colpire, dove portare a termine la cancellazione. Ed ecco allora che, in nome e sotto l'egida di una “teologia della liberazione” - cui 


afferiscono mercanti di schiavi e speculatori di uomini come Soros, satanisti come Hillary Clinton – il coro di Ratisbona intona l'inno della “teologia della liberazione”, cui fine è appunto la cancellazione. Ma, se alla luce delle profezie e delle apparizioni della Madonna, guardiamo alle immagini della Storia, nell'abbraccio di Papa Benedetto con il Patriarca Russo e con lo stesso Putin non possiamo non vedere il passaggio del testimone. In Russia la Madonna ha schiacciato la testa al serpente marxista che ora grazie a Soros e Clinton è entrato ai massimi vertici della Chiesa. Ebbene anche nella Chiesa al serpente sarà schiacciata la testa, perchè quand'anche egli vi imperasse, impererebbe sul nulla, perchè “sono arrivati molti falsi pastori ma le pecore non li hanno seguiti” e la Chiesa di Soros, Clinton & C. è vuota, come di fatto lo sono sempre di più tutte le chiese. La Russia lo dimostra: le teologie della liberazione possono solo perseguitare e distruggere. La Russia lo dimostra: solo Cristo può riempire la Chiesa: Christus vivit, Christus regnat, Christus imperat. La “teologia della liberazione” può solo fare ciò che sta già facendo con la sua regia e le note del suo nuovo inno il coro di Ratisbona, un tempo il primo al mondo, oggi una farsa che intona una canzonaccia popolare da bettole e bordelli. La vera essenza della “teologia della liberazione” ed i luoghi e le genti presso cui può fare qualche occasionale e sporadico adepto.
francesco latteri scholten


P.S. I 547 casi di violenza e 67 “abusi” riguardano la Vorschule Etterzhausen diretta da Johan Maier e frequentata anche da allievi del Coro di Ratisbona. Ratzinger non c'entra un cazzo. Di più il Card. Muller non è quello che ha insabbiato, bensì quello che ha aperto l'inchiesta... Di più ancora i principali presunti responsabili, tutti laici e della Vorschule, sono morti da decenni... Di più i reati sono prescritti pure essi da decenni... Rete di cazzari.

domenica 26 marzo 2017

La meglio gioventù, Ardeatine: i ragazzi di Roma VIII con Paolo Pace e Nicoletta Latteri incontrano Tina Costa.


Sono tanti, tantissimi, nonostante la marcia sia lunga. Con gli striscioni colorati preparati a scuola, con passione. Colorati e vociosi: “Bella ciao” è il motivo sempre nuovamente ritmato andando di buon passo tra gli applausi della folla plaudente commossa. Presente, con la fascia con i colori della città “er giallorosso de Roma” Paolo Pace, Presidente del Municipio, Nicoletta Latteri, Presidente della Commissione Cultura, e le altre autorità municipali. “Bella ciao” se canta in coro, commossi. A Piazza S. Orosio si incontra anche la banda municipale e così la musicalità assume toni meno improvvisati e più eleganti, ma sempre appassionati. In memoria. Per non dimenticare. Per non dimenticare quel 24 marzo 1944 e 335 tra civili e militari, contrassegnati dalla sola caratteristica di non essere nazifascisti, truicidati con ferocia ed occultati nelle cave Ardeatine. Per 


testimoniare i Valori Veri, quelli da cui è nata la nostra Costituzione e la Nostra Repubblica. Da cui, a Ventotene, è nata l'Europa. A ricordarlo alle ragazze ed ai ragazzi la Staffetta Partigiana Tina Costa. Staffetta, il ruolo che i partigiani assegnavano ai giovanissimi, anche donne, consistente nel curare i collegamenti tra le varie formazioni trasmettendo ordini, informazioni, portando armi e medicinali, materiale propagandistico e culturale. Sono giovanissimi e perciò meno esposti ai rastrellamenti e possono spostarsi facilmente senza troppi controlli. Sono anche donne, a sottolineare che la “donna” è ben altro dalla concezione nazifascista, e che sa impegnarsi a dovere in realtà ben altre dai cliché mussoliniani. Molte, al pari dei ragazzi, hanno pagato il loro impegno con la violenza, la tortura e la morte. 


Tina Costa è stata una di loro. Oggi, ultranovantenne, ma sveglissima è lì con le autorità municipali della Repubblica nata dalla loro lotta, di fronte ed assieme alle ragazze ed ai ragazzi che adesso hanno gl'anni che aveva lei allora... Oggi come allora Tina combatte ancora e con entusiasmo: contro la guerra, la violenza i totalitarismi... Per i Valori Veri, per la Costituzione. E' trascinante. Alla fine tutti hanno voluto stringerle la mano. “Ho sempre ammirato il coraggio delle staffette partigiane, come donne e come combattenti – ha dichiarato Nicoletta Latteri – ma non avrei mai pensato di incontrarne una... E' stata una grande gioia ed un onore: le sue parole contro la guerra e per la nostra Costituzione hanno trascinato i presenti. Quando poi siamo arrivati al Sacrario, a fronte dei racconti fatti dai partigiani e dai loro figli, le reazioni sono state indescrivibili... Abbiamo una bellissima gioventù perché abbiamo avuto chi ha lottato contro il nazifascismo. Grazie al sangue dei nostri martiri abbiamo visto scrivere la nostra Costituzione e nascere l'Italia e l'Europa”. Come hanno detto i ragazzi: “ci hanno sotterrato, ma noi eravamo semi”... C'erano, ovviamente anche FIAP, ANPI ed ANFIM.
francesco latteri scholten

lunedì 14 novembre 2016

Chiesa USA in festa: ns candidato pro vita Donald Trump eletto Presidente.




Un fattore tra i più importanti – anche se tra i più taciuti dai media – che hanno contribuito alla caduta dell'asse Obama/Clinton è stata proprio l'avversione alla cristianità (non solo al cattolicesimo) ed alla religiosità in genere. Paradossalmente, proprio la persecuzione ossessiva di Julian Assange ha fatto sì che l'ultima notizia circa il satanismo di Hillary Clinton esplodesse proprio a pochi giorni dal voto. In tutti gl'ambienti cristiani (ma anche delle altre religioni), è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La caduta dell'asse Obama/Clinton ha aperto nuovi ed importanti scenari per la Chiesa e per la cristianità negli USA. Oggi è un grande giorno per la cristianità e per la Vita ha dichiarato Padre Frank Pavone, direttore di Priests for life, mentre l'’Arcivescovo Joseph E. Kurtz di Louisville, Kentucky, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, insieme alle congratulazioni per la vittoria, ha già delineato un programma di collaborazione ambizioso. La meta infatti è quella di abolire l' “Obama care”, ovvero la 


legge di assistenza sanitaria fortemente voluta da Obama e celebrata anche dalla Clinton come fiore all'occhiello. La Chiesa USA e le altre confessioni cristiane e quelle di altre religioni, ovviamente non vogliono l'abrogazione dell'assistenza sanitaria. Ciò che si vuole è l'abrogazione di uno dei perni – anche economici – dell' “Obama care”. Obama infatti non ha statalizzato l'assistenza sanitaria come la ns stampa ha notiziato, bensì ha semplicemente reso obbligatorio l'acquisto di piani assicurativi in cui una parte economicamente importante è data dal costo dell'acquisto obbligatorio dei farmaci abortivi e delle pratiche abortive. Il costo è addebitato al datore di lavoro e chi si oppone, specie per motivi di coscienza è multato con ammende tali da far chiudere qualsiasi azienda. L'obiezione di coscienza è inoltre perseguita 


a norma di legge e con accanimento da parte dell'amministrazione vigente. Ed allora basta “Obama care”, basta attentati alla libertà di coscienza, basta discriminazioni per motivazioni religiose. Sì chiaro e forte ad una nuova legge per l'assistenza sanitaria degna di questo nome. Insieme c'è l'impegno della Chiesa per l'asse centrale della società americana, come di qualsiasi altra: la famiglia. Ad essa ha fatto riferimento particolare il Vescovo Michael F. Burbidge di Raleigh, North Carolina, che ha ricordato come la famiglia sia il pilastro portante della società. Il terzo importante impegno per il quale si auspica il sostegno della nuova Presidenza (che si è fortemente contribuito ad eleggere) è quello della libertà di coscienza e di religione non solo negli states bensì nel Mondo, specie nel tanto bistrattato MediOriente. Programmi dunque vasti ed ambiziosi quelli della Chiesa USA, ma programmi già da sempre portati avanti anche felicemente proprio con Donald Trump. Forti Speranze, ma soprattutto, al momento, grande gioia per le dimensioni schiaccianti della Vittoria: Presidenza, Camera e Senato sono in linea con i programmi sostenuti.
Francesco latteri scholten





venerdì 24 luglio 2015

LSD e apparizioni religiose: "... alle 4 c'è la letterina della Madonna..."


Nelle alte sfere vaticane uno dei primi a non essersi del tutto convinto è stato Joseph Ratzinger il quale, ultimo Papa a portare ancora le scarpette rosse sotto l'abito bianco, procedendo con tatto e con passo felpato aveva indetto una Commissione d'inchiesta ad hoc. Papa Francesco, che non disdegna all'occorrenza di portare sotto l'abito bianco anche buoni scarponi da montagna, è stato più esplicito: "Ci sono quelli che sempre hanno bisogno di novità nell'identità cristiana e hanno dimenticato che sono stati scelti, unti, che hanno la Grazia dello Spirito Santo e cercano: Ma dove sono i veggenti che ci dicono la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio? Per esempio no? E vivono di questo. Questo non è identità cristiana. L'ultima parola di Dio si chiama Gesù e niente di più." Paletto esplicito che del resto la Chiesa ha sempre posto nei confronti delle "rivelazioni private" ed alle quali ha sempre guardato con sospetto. Uno dei punti non indifferenti del problema è che come bene rileva Aldous Huxley nel suo celeberrimo "Paradiso e Inferno", "Il Paradiso così come l'Inferno, psicologicamente e psichicamente sono veri", osservazione del resto fatta anche da Freud e da Jung. Caratteristica fondamentale dell'esperienza indotta da LSD è il senso del preternaturale o del sovranaturale. Questi sono indotti dalla diminuzione dell'attenzione del cervello all'ordinaria percettività la quale attività invece inibisce l'apertura della mente a realtà esteticamente e spiritualmente degne (altro inibitore potente è la nicotina). L'apertura della mente - analoga a quella dell' LSD o della mescalina - può essere indotta anche dal digiuno e dal tormento fisico del corpo, ossia dall'ascetismo: "Se gl'uomini e le donne digiunano e tormentano il proprio corpo (...) è anche perché anelano di visitare gl'antipodi della mente (...) essi sanno che il digiuno ed un ambiente limitato li trasporteranno dove desiderano andare. La punizione autoinflitta può essere la porta del paradiso o dell'inferno..." (A. Huxley op. cit.). Oliver Sacks (nella foto) nel suo famoso "Allucinazioni" riporta tanto le esperienze e gli studi neuropsichiatrici personali, quanto quelli di altri, tra cui ad es. Albert Hoffmann, creatore dell' LSD ed autore di "Memorie Acide". Una delle più significative è quella del suo amico Eric S.: "... ero pervaso da una sensazione di amore e di accettazione totali. La luce era la più bella calda ed invitante che avessi mai percepito. Sentii una voce che mi chiedeva se volessi tornare sulla terra e finire la mia vita o se volessi andare nell'amore e nella luce bellissimi in cielo. In quell'Amore ed in quella luce si trovava ogni persona che fosse mai vissuta. (...) La voce mi disse che gl'esseri umani sono Amore e Luce..." (O. Sacks, op. cit.). E' stato uno dei punti di partenza di Sacks: "Che cosa accadeva nel cervello di un soggetto che sperimentava allucinazioni più complesse, come oggetti, luoghi, figure, facce, per non parlare del Paradiso e dell'Infermo di Huxley? Tutto questo aveva una sua base nel cervello?"(ivi). Ed ancora, "Perché l'LSD era così spaventosamente potente?" Ebbene oggi sappiamo che a monte di tutto questo c'è "l'azione fisiologica dell' LSD, ovvero quella di aumentare i livelli di Serotonina nel cervello", aumento che può essere ottenuto anche con l'ascetismo. 
P.S.: continuerò a fare uso delle droghe di cui sono abituale: caffé (caffeina) e cigarillos possibbilmente cubani (nicotina); mi aiutano in una più sana percezione del concreto, a me delle visioni - paradisiache incluse - non importa nulla...
francesco latteri scholten

Bibliografia: Aldous Huxley "Le porte della percezione, Paradiso e Inferno", piccola biblioteca Mondadori; Oliver Sacks "Allucinazioni", biblioteca Adelphi.

sabato 2 maggio 2015

Parte Expo 2015: "Siam pronti alla Vita, l'Italia chiamò..." 200.000 il primo giorno.


Finalmente al Via, dopo intensi lavori ed anche boicottaggi di ogni genere l'Evento: Expo 2015. In duecentomila i visitatori già al primo giorno. Una coreografia d'eccezione, culminante nel passaggio delle "Frecce Tricolori", ma della quale, personalmente, ciò che più mi è piaciuto (e che probabilmente è stato più azzardato) è stata la variazione dell'Inno di Mameli, dove il crescendo "...siam pronti alla morte l'Italia chiamò" finisce in un decrescendo da cui s'innalza prima debole ma poi determinato un bellissimo "... siam pronti alla Vita". Bellissimo sarebbe che fosse la nuova versione ufficiale del nostro inno nazionale. Esso sintetizza forse nel miglior modo ciò che Expo vuole essere: un nuovo capitolo della cultura dell'economia e della politica italiana e non solo. L'orizzonte infatti è vastissimo: si guarda all'Europa ed al mondo intero. Nuova è la concezione, quella di una maggiore equità e bene lo sottolinea lo stesso Matteo Renzi: "...dobbiamo uscire da una situazione in cui nel mondo abbiamo un Mld di persone che sofforno la fame e la malnutrizione e, di contro, un Mld che ha problemi di obesità che non riesce a risolvere. Dobbiamo costruire un nuovo equilibrio per un nuovo mondo." Concetto ribadito da Papa Francesco: "... bisogna ridurre gli squilibri tra Paesi ricchi e Paesi poveri." Il vero problema, taciuto, ma che emerge proprio dai dati sull'alimentazione è quello degli sprechi: si produce infatti per 12 Mld di persone quando la popolazione globale è di 7 Mld. In definitiva perciò il vero fine di Expo 2015 è un fine ambiziosissimo e che sarebbe un grande successo se fosse realizzato anche solo in minima parte, esso infatti è quello ambito da sempre dalle grandi religioni dell'umanità, ovvero quello dell' "Armonia", dell'equilibrio dell'uomo con il mondo, con gl'altri uomini e con sé stesso. Il Convivio, l'incontrarsi a tavola, è da sempre presso tutti i popoli uno degli strumenti usati con più efficacia ed è questa la scelta che pone l'Italia al centro dell'attenzione del mondo per i prossimi sei mesi di duro lavoro. Una tavolata grandissima cui partecipano oltre 200 Paesi dando praticamente a tutto il mondo la possibilità di sedre al grande Convivio che è visto come inizio di una nuova politica globale dell'alimentazione. Non si tratta soltanto di idealità: sono tantissimi i progetti connessi e quelli che prenderanno avvio proprio da Expo 2015. Il primo successo contro, come sottolinea Renzi, "i sostenitori del partito dei non ce la faremo mai" è già raggiunto: i lavori sono stati ultimati in tempo facendo ricorso anche agli straordinari ed al lavoro notturno. Sacrificio ed abnegazione di tanti hanno portato il loro frutto. Anche in mezzo a tanti boicottaggi, il più vile proprio nella notte antecedente la "Prima" con il sabotaggio da parte di Anonymus - già il nome sa di vigliaccheria - al sito che vende i biglietti; il più inqualificabile l'attacco vandalico alla città di Milano da parte dei Black Blocks. Si tratta insomma di portare avanti e possibilmente vincere la lotta di sempre: quella della Civiltà contro la Barbarie.
francesco latteri scholten

lunedì 9 marzo 2015

Scienza e Anarchia.


"Aspetta un poco, lasciami capire il tuo pensiero, perché al momento non lo comprendo ancora. Tu sostieni che sia giustizia l'interesse del più forte. Ma perché mai Trasimaco? Di sicuro non intendi dire che, per esempio, se Pulidamante, il lottatore di pancrazio, è più forte di noi ed al suo organismo giova mangiare carne di bue, il medesimo nutrimento sia vanatggioso e giusto nello stesso tempo anche per noi che siamo più deboli di lui" "Socrate sei disgustoso! Tu prendi il mio discorso nella maniera migliore per stravolgerlo!" "Niente affatto carissimo!" dissi. "Sei tu che devi spiegarti meglio..."(Platone, Repubblica, libroI). E' solo nel dialogo e con il dialogo, nel confronto continuo e nella continua messa in discussione di tutto e di tutti, anche nell'irriverenza e nella satira, che è possibile innalzarsi al di sopra del livello dell'opinione, della "Doxa" ed assurgere alla scienza e con essa alla Verità, all' "Episteme". E' questa la concezione di fondo del grande Platone. La scienza è per sua natura Anarchica, anti dogmatica e solo un ambiente quale ad es. quello dell'antichità greca classica, quello abbozzato nei grandi dialoghi platonici, era idoneo alla nascita stessa della scienza. E' solo in un contesto simile che può porsi una figura quale quella di un Eratostene che calcolò già all'epoca il diametro della Terra con un semplice gnomone. E l'importanza del fatto non sta tanto nell'accuratezza del risultato ottenuto con uno strumento così semplice ed una procedura altrettale data dalla misurazione dell'ombra, bensì da quanto sta concettualmente a monte di tutto ciò: la messa in discussione di tutto, dell'intera concezione del mondo che si aveva. Sebbene infatti la concezione di una terra piatta al centro del "mondo" fosse già stata messa in forse all'epoca dall'osservazione della tondità dell'ombra proiettata sulla Luna nelle eclissi, la procedura stessa della misurazione della circonferenza terrestre suppone a monte l'ipotesi (ed "ipotesis non fingo" dirà poi Galileo) che tutto mette in discussione, quella appunto della circolarità della Terra. Suppone il porsi e risolvere problemi, passare da forme e livelli operativi manuali a forme di pensiero astratto, da nozioni intuitive alla dimostrazione matematica. E' l'annientamento di qualsiasi dogma: la verità è quella della dimostrazione, relativa ad essa e nei suoi limiti. E' tutto questo che è implicito al semplice gesto, compiuto a mezzogiorno del solstizio d'estate da Eratostene ad Alessandria d'Egitto, di piantare in terra uno gnomone e misurarne l'ombra, sapendo che nello stesso momento a Syene (l'attuale Assuan) il Sole è perfettamente perpendicolare e dunque non dà ombra. Ma se la messa in discussione di ogni cosa è amica della Scienza, ne è anzi il presupposto, e se questa si costruisce contro ogni dogma "in un Mondo che brucia in fretta quello che ieri era Vero..." - come cantava Lucio Dalla - non lo è del potere. Quest'ultimo infatti non ammette la messa in discussione di ogni cosa ed è anzi amico del dogmatissimo e delle eternizzazioni pretestuose e fatue. E lo è tanto più quanto più è totalizzante ed in quanto tale rivendicante per sé l' Assoluto Vero, la divinità, come accadde prima con gl'imperatori romani e poi con i periodi di asservimento alle religioni, il Medioevo. Periodi che coincidono puntualmente con la recessione della scienza sino alla sua estinzione. E solo la caduta di questi sistemi di potere, ed il Rinascimento del "Mondo Classico" riporterà non solo la cultura ma, con questa, un ambito nel quale, di nuovo, la scienza potrà risorgere, ma, ancora di nuovo, dovrà combattere proprio con i suoi nemici oscurantisti di sempre: il "Caso Galileo" (quasi duemila anni dopo Eratostene) ne è l'esaustiva prova. La sfericità della Terra è, nella storia, l'affermazione possibile solo al di fuori dei totalitarismi politici e religiosi, specie monoiteistici. La scienza è Anarchica.
francesco latteri scholten

giovedì 27 novembre 2014

Liberare Fabrizio Corona?


Per la sua bella ex, Belén Rodriguez, senz'altro sì. I legali di Corona, Ivano Chiesa e Gianluca Maris, si sono invece affrettati a chiarire che la pena originaria di 13 anni e due mesi (e non 15 come diffuso da alcuni media), è stata ridotta a 9 anni dal tribunale di Milano. I due legali si distanziano anche dal giudizio di "pericolosità sociale" della Corte rilevando che si riferisce a reltà passate e del tutto superate. Per Belén avrebbero dovuto dargli una salatissima multa e basta ed in proposito la show girl sottolinea che metodi e procedure "lavorative" del suo ex siano sì discutibili ed ambigui ma al tempo stesso usuali nell'ambiente, citando in proposito un episodio con cui un altro fotografo coinvolse sua sorella e lei. Eppure per chi ricorda le vicende dell'epoca, a prescindere dai patiti del gossip per i quali tutto sfocia in belle pagine patinate sulle quali appare solo un Fonzie più biricchino e discolo e tutto il resto sfoca sullo sfondo, la sentenza dei giudici non è poi del tutto priva di fondamento. La pena infatti è cumulativa e riferentesi dunque ad episodi molteplici che vanno ben al di là delle gesta dello "spirto" di Happy Days, arrivando, come specifica la Cassazione, a "estorsioni, ricettazione e spendita di carta moneta falsificata, reati fallimentari, evasioni fiscali, recenti denunce per truffa", reati alquanto cospicui. Fabrizio Corona, per parte sua, ammettendo la propria colpevolezza, nella prima intervista dal carcere di Opera ha dichiarato che il carcere gli è stato di giovamento in quanto lo ha sottratto da un vortice in cui era caduto e di cui era ormai succube: "Il carcere mi ha salvalo la vita. Mi ha fatto tornare con i piedi per terra. È riuscito a fermare un treno in corsa perenne da anni che ultimamente aveva perso sogni, equilibri e alzato troppo l’asticella del limite. Mi ha fatto scoprire il senso della realtà, insegnato a star bene con me stesso e messo nelle condizioni di proseguire nel migliore dei modi lungo la strada della vita quando tornerò libero." In attesa dell'evento il nostro si dà da fare: lavora come portavitto, ha aperto un portale innovativo per i detenuti e raccolto 70.000 Euro per loro; è riuscito a tenere in piedi anche dal carcere la sua azienda e non farla fallire, ad allenarsi fisicamente per almeno un'ora al giorno. "Ho sempre tenuto vivo il cervello e ho ripulito l’anima", dichiara, ma gli manca tantissimo suo figlio e la libertà:"Qui, in parte, è come essere morti"... Un novello Jean Valljean? Se così fosse avrebbe dalla sua il giudizio di Victor Hugo (ed anche il mio...). Glielo auguro. 
francesco latterischolten.

sabato 15 novembre 2014

Chiesa e omosessualità: dai roghi a "Sorvegliare e punire" a "Il potere psichiatrico".


Il ritiro dall'insegnamento di diversi insegnanti di religione a seguito della lettera del responsabile di settore della Curia di Milano, don Gianni Rota, testimonia del fatto che sia perlomeno assai dubbio si trattasse di una semplice indagine informale, come si è poi dichiarato una volta trapelata la cosa. Accresce il sospetto che la lettera sia stata fatta circolare esclusivamente sul portale cui hanno accesso i soli insegnanti di religione tramite password. In essa si dichiara tra l'altro: "Cari colleghi, come sapete in tempi recenti gli alunni di alcune scuole italiane sono stati destinatari di una vasta campagna tesa a delegittimare la differenza sessuale affermando un’idea di libertà che abilita a scegliere indifferentemente il proprio genere e il proprio orientamento sessuale (...)  Per valutare in modo più preciso la situazione e l’effettiva diffusione dell’ideologia del “gender” - scrive la Curia - vorremmo avere una percezione più precisa del numero delle scuole coinvolte, sia di quelle in cui sono state effettivamente attuate iniziative in questo senso, sia di quelle in cui sono state solo proposte (...) Per questo chiederemmo a tutti i docenti nelle cui scuole si è discusso di progetti di questo argomento di riportarne il nome nella seguente tabella, se possibile entro la fine della settimana." La missiva segue comunque il "fuori dalle scuole la legge pro gay" con cui si è intervenuti nell'aprile u.s. contro l' "ideologia del gender" e la legge Scalfarotto cui fine è l'introduzione del reato di omofobia. In proposito bene aveva chiarito Maria Silvia Fiengo dell’Associazione Famiglie Arcobaleno: "Ci preoccupa questa discussione sulla presunta 'ideologia del gender', che in realtà non esiste, e la nuova mobilitazione dal basso sui temi dell'educazione, in una direzione anacronistica ed esplicitamente conservatrice. In realtà, noi stiamo solo cercando di abolire gli stereotipi famigliari e non il 'genere', secondo l’evoluzione naturale della società." Quello "cattolico" è invero un orientamento sociopolitico dunque ben preciso, che trova il suo culmine nella "conversione" dell'ottobre 2011 di Adamo Creato che sarebbe "guarito" dall'omosessualità e dalla pornografia, ed a monte della quale si ritrova la "terapia riparativa" di Joseph Nicolosi, secondo la quale l'omosessualità sarebbe una devianza dovuta a trascorsi famigliari e di relazione problematici; terapia aspramente contestata da tutto il restante mondo scientifico in quanto dimostratamente priva di fondamenti. Gl'episodi citati e la loro tipologia testimoniano invece anzitutto che di episodicità invero non si tratti, ma, di più: provano palesemente che vi sia un orizzonte quale quello già espressamente denunciato da Michel Foucault. La radice infatti è quella di "Sorvegliare e Punire": "Si imprigiona chi ruba, si imprigiona chi violenta, si imprigiona anche chi uccide. Da dove viene questa strana pratica, e la singolare pretesa di rinchiudere per correggere, avanzata dai codici moderni? Forse una vecchia eredità delle segrete medioevali? Una nuova tecnologia, piuttosto: la messa a punto di tutto un insieme di procedure per incasellare, controllare, misurare, addestrare gli individui, per renderli docili e utili nello stesso tempo. Sorveglianza, esercizio, manovre, annotazioni, file e posti, classificazioni, esami, registrazioni. Tutto un sistema per assoggettare i corpi, per dominare le molteplicità umane e manipolare le loro forze..." L'ideologia - perché è di questo che in realtà si tratta - di una volta non è lasciata né abbandonata, è solo che i mezzi di una volta (la tortura, l'incarceramento, i roghi al finocchio) non sono più tecnicamente adeguati: sono più adeguati quelli moderni. E' perciò con questi ultimi che "Bisogna difendere la società" ed un ruolo primario in ciò ha proprio "Il potere psichiatrico", che è un potente intensificatore della realtà preposto al controllo delle forme di identità e di individualità avviato già con le forme di presentazione dei "malati", perfezionato con le pratiche di interrogatorio le quali costruiscono la verità. Insomma, "il fine giustifica i mezzi" e se questi sono inadeguati è giustificato e doveroso cambiarli: "E' necessario che tutto cambi se vogliamo che tutto rimanga così com'è"...
francesco latteri scholten.

domenica 11 maggio 2014

Maggio: in memoria del '68. Lo schifo che c'era prima: casi Montessori e S. Pio.



C'è una scena assai significativa agli inizi di un recente film sulla figura grandissima di Maria Montessori. Essa si rifà in modo sintetico ad una delle tante piccole (ma significativissime) vicende storiche della vita della pedagoga. La giovane Maria è ormai già studentessa universitaria di medicina, tra mille e una discriminazioni puriste perché è donna e "perciò" "inferiore". Tra le sue mansioni anche quella triste di occuparsi della visione dei cadaveri, del loro studio e della loro dissezione a fini anatomo patologici. Le tocca così di doversi occupare della salma di una giovane e bella donna deceduta per lue. Le tracce fisiche del male sono indisconoscibili sul corpo. A quei tempi già esisteva la "Wassermann", la giovane avrebbe dunque potuto essere curata e salvata. Ma non lo fu. Perché? Perché, siccome non era né una stupida, né un'ignorante, se il medico le avesse prescritto il farmaco, ella avrebbe capito. Capito cosa? Che il marito, ufficialmente tanto per bene, era un assiduo frequentatore di bordelli. "Cioè si è deciso di sacrificare la sua vita in tutela delle apparenze sociali del marito", è il commento testuale di Maria Montessori alla vicenda. Ecco il purismo vittoriano nella sua realtà concreta: quello che c'era prima. Ancora, restando alla Montessori, Maria, per quel purismo è una "puttana" e la sua famiglia è una famiglia di libertini. Non perché Maria eserciti la "professione", neppure perché sia una "facile", ma, semplicemente, perché ha la pretesa scandalosa di essere lei a scegliere, a decidere chi, eventualmente possa essere l' uomo della sua vita. Nel foggiano invece, c'è uno sconosciutissimo semplice ed umile fraticello, che ha preso il nome di Pio, il quale esercita in tutta semplicità appunto il proprio lavoro di frate. Celebra i sacramenti, istruisce nella vita spirituale. C'è qualcosa di male? Certo. C'è che gl'ambienti rurali sono piccoli e che la gente vede e parla. E, dice appunto ciò che vede: che il fraticello fa questo e nient'altro. A differenza di diversi prelatie  e preti che sono invece assidui frequentatori di bordelli e prostitute. Siccome la gente sa anche questo e parla anche di questo, coerentemente si rivolge di preferenza al fraticello ed ai suoi confratelli, i quali acquisiscono così, involontariamente, una maggior reputazione ed autorità del tutto non gradite. Ecco allora imbastite storie di donne - ovviamente da chi invece le conosceva assai bene, in senso biblico - le persecuzioni, ovviamente in nome del purismo morale che, com'é logico, i prelati di lì difendono a spada tratta. In nome del purismo anche i processi sommari, a porte chiuse si capisce, senza alcuna possibbilità reale di difesa, anzi con la dovizia della colpevolezza al fine di restaurare la carpita "maestà" dei prelati. La verità, per fortuna, seppure dopo molte vicissitudini e molti anni, nel caso di S. Pio ha vinto. Nel caso della giovane donna il cui cadavere fu disaminato da Maria Montessori invece no. Andarono invece avanti le idee, e il nuovo metodo formativo. Si diffusero in tutto il mondo. In molti e da più parti avevano già iniziato ad occuparsi non solo semplicemente della realtà umana, ma anche della realtà sociale dell'uomo occidentale, nella sua concretezza. E, anche della sua morale. In molti avevano cominciato a denunciarne la ferocia bestiale, specie proprio della morale purista, che faceva appunto foggia di esserlo. Lo aveva fatto Karl Marx, lo aveva fatto più pesantemente, proprio per quanto concerne le realtà psico sociali e culturali Friedrich Nietzsche. Freud, con i suoi studi proprio in quegli anni, dava un supporto tecnico alla concezione nietzschiana. In Francia, cominciavano a dare il loro contributo diversi giovani intellettuali, tra gl'altri: Raymond Aron, Nizan, Jean Paul Sartre e la sua compagna Simone de Beavoir. Ancora in Germania invece, Edith Stein, al secolo Santa Teresa Benedetta della Croce, porterà avanti concezioni per diversi aspetti assai simili a quelli di Maria Montessori. Ma il purismo, cui sul piano socio politico corrisponde il nazifascismo, aveva già cominciato ad avvolgere l'Europa ed il mondo nelle tenebre che culmineranno nella notte del secondo conflitto mondiale. Al termine della notte, i sopravissuti - Edith Stein morirà ad Auschwitz, Sartre riuscirà con un escamotage a fuggire dallo Stalag XII - riprenderanno la loro opera. Si aggregheranno nuove leve, tra essi ad es. il grande Michel Foucault. Il loro motto è quello sartriano, quello che ispira la loro filosofia: "Libertà è Responsabilità". E' questo il motto autentico che ispirerà il Sessantotto. La morale è una morale impossibilmente astratta perché ad essa corrisponderebbe una coscienza senza oggetto. Ma la coscienza è sempre - come già insegnava Husserl - coscienza di qualcosa, dunque non c'è la possibilità ontologica di una coscienza senza oggetto. La coscienza e il mondo sorgono insieme e la coscienza è sempre in situazione. Perciò, ogni situazione costruisce una coscienza e, nello stesso tempo, dà luogo a una morale. La morale nasce dalla prassi sociale individuale, essa è fatticità. Il suo valore supremo è la generosità, che è, a livello storico, accettazione della deviazione del progetto individuale, a livello interpersonale è invece salvataggio ontologico della fatticità dell'altro: Amare è accettare le realtà meno significative dell'altro, la sua finitudine contingente ed al tempo stesso la propria. "La morale è perciò conversione permanente, nel senso di Trockij, rivoluzione permanente" (Sartre, Cahiers pour une morale). Ma non c'è vera conversione di sé se non c'è conversione storica, conversione del mondo. E' questa la conversione autentica, è essa che "scopre che il solo progetto valevole è quello di fare (e non di essere) e che il progetto di fare non può essere universale senza cadere nell'astratto. Dunque il progetto valido è quello di agire su una situazione concreta e di modificarla" (ivi). "La verità non è vera se non è vissuta e fatta" (Sartre, Verité et existence). Sono qui i principi del Sessantotto, il nocciolo della sua morale. Sono i criteri che Raymond Aron, Jean Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Michel Foucault e molti altri porteranno in piazza di persona, a fianco degli operai della Renault, dei loro studenti della Sorbonne e del Collége de France e di tanti altri, soprattutto gente comune. La filosofia dell'Aurora e la sua Morale, contro il purismo, la sua società, la sua cultura e il suo moralismo: il moralismo della Notte. La Notte più buia e fonda dell'umanità. Contro la Notte e il buio, le tenebre e l'oscurità: Viva l'Aurora, Viva il Sessantotto.
francesco latteri scholten.

martedì 25 marzo 2014

Gesù Cristo era Massone?



Sono molteplici gli scritti - dai semplici articoli, ai saggi, ai libri - che si occupano in modo, spesso prettamente scandalistico, ma a volte anche serio, del rapporto tra Chiesa e Massoneria, spesso in maniera diffamatoria per entrambe le istituzioni, con la Massoneria identificata come realtà luciferina e la Chiesa come con essa collusa. In essi si fa quasi sempre leva su diffusi pregiudizi sociali circa entrambe e sullo scandalismo popolare. Certamente rientrano in questo ambito le accuse di contatti massonici rivolte in particolare agli ultimi pontefici - Paolo VI, Giovanni Paolo II, BenedettoXVI, Franceso - e sono diversi e numerosi i documenti (veri o presunti tali) che circolano in rete e tra quelli più scandalistici senz'altro le immagini delle strette di mano massoniche con esponenti della Massoneria. Invero la presunta "luciferinità" è facilmente attribuibile alla presenza in alcuni dei simboli di età medioevale anche del teschio ed alla segretezza dei rituali stessi, che invero di satanico non hanno proprio nulla. Se da tutto questo si prescinde si è ricondotti invece sul piano valoriale e culturale e qui troviamo accanto a divergenze, che in alcuni periodi storici sono state anche di estrema cruenza, pure invece comunanze forti. La Massoneria nella sua forma attuale è infatti fatta risalire comunemente alla Gran Loggia d'Inghilterra di George Payne del 1717, in cui ne sono sanciti i rituali ma soprattutto i valori: Libertà, Eguaglianza e Fratellanza. Da qui i simboli: il compasso, ad indicare il giusto limite verso il proprio prossimo, linea di barriera contro l'errore; il livello ad indicare la difesa contro le seduzioni dell'orgoglio; squadra e filo a piombo le azioni umane secondo equità e giustizia. Se è vero che questi principi hanno trovato estrinsecazione nell'illuminismo e nella forma più cruenta nella rivoluzione francese che ha rovesciato con violenza i regimi monarchici e colpito la Chiesa che arbitrariamente li avvallava, è vero anche che essi non sono in linea di principio in opposizione al vangelo e qui l'appartenenza alla Massoneria di uno dei teologi più insigni, il Card. Newmann è significativa. I contrasti qui riportano invero alle radici più lontane ed antiche della massoneria, siamo al 1006 a.C., il tempo del Re Iram, il quale inviò muratori fenici per la costruzione del Tempio in Gerusalemme. E' questa la radice da cui origina la diffusione massonica nella Grecia e nel Medioriente antico, compresa la Palestina dove è portata avanti dalle comunità dei "Terapeuti" e degli "Esseni" cui sarebbe appartenuto anche lo stesso Gesù di Nazareth. Il ritrovamento, alcuni decenni or sono, presso Qumran degl'omonimi rotoli risalenti al 70 a.C., danno conferma di ciò in quanto contengono pressocché per intero il "Discorso della Montagna" o "delle Beatitudini", nucleo centrale della filosofia di ns Signore. Quanto il contrasto per la concezione teologica anitidogmatica, per la concezione sociale e della donna fosse irriducibile con il dogmatismo, il legalismo e la misoginia giudaica, la Sua crocifissione è lì a dimostrarlo. Invero le prime comunità cristiane, con Pietro, Giacomo e Giovanni, e soprattutto l'apostolo Paolo, portarono ad un sincretismo tra la concezione essenica e quella farisaica, ma come le vicende dello stesso Paolo testimoniano, la cosa non fu affatto del tutto pacifica ed i contrasti tra le opposte concezioni si protrassero invero nei secoli. E, qui è il dogmatismo farisaico a realizzare istituzioni quali l' Inquisizione, è esso unito alla misoginia farisaica a dare le cacce alle streghe e così via. Sono invece personaggi quali Benedetto XIV (Papa dal 1740 al 1758) a riportare in auge la Chiesa: con i concordati con molti Stati, con la riforma delle finanze, con quella dello Stato pontificio, con quella del clero e così via. Certo, è stato un Papa massone, ma, il "Discorso della Montagna" non lo è pure?
francesco latteri scholten.