giovedì 14 marzo 2013

Francesco I: Papa un discepolo del Card. Martini al cui funerale Ratzinger fu assente.



Francesco I, un argentino, ma di origini e, soprattutto, di formazione italiana. Una formazione gesuitica del massimo spessore, quella del Cardinale Carlo Maria Martini. Da più parti, con criticismo, si è osservato: "Un Gesuita Papa e per di più con il nome di Francesco ..." La cosa invero non stupisce chi ha avuto l' onore di frequentare le scuole di formazione della Compagnia di Gesù, dove molti degli allievi frequentano realtà francescane, e ciò ha spinto ad una sinergia con esiti positivi. Quello di Martini è stato un insegnamento che ha lasciato una impronta decisiva connotando una teologia progressista, la quale, lasciata alle sue spalle la vecchia concezione autoritativa che si riteneva in "possesso" della "Verità", ritiene invece che il "possesso" della "Verità" appartenga in senso proprio solo a Dio, e che tutte le creature - una concezione francescana -, in quanto tali, siano, in vario modo e grado, portatrici di verità. Il rapporto con i laici ed i non credenti è così invertito. Sorge ora un dialogo che si colloca su un piano nuovo, e, il Card. Martini lo pose in essere in un confronto Spirituale, culturale ed intellettuale amichevole ma profondo con uno degli intellettuali laici forse più noti, specie all'estero: Umberto Eco. Sul piano pastorale di più alto livello questa concezione teologica ha portato alla realizzazione delle "Scuole di formazione politica" dell'Ordine ed al mensile di grande levatura "Aggiornamenti Sociali". Sul piano invece della pastorale più propria, quella in sostegno degli ultimi e dei più bisognosi le realtà di concrezione sono state disparate e molteplici, praticamente in tutti i settori del sociale, specie i più disastrati ed usualmente abbandonati e disertati, tra questi quello delle "favelas" in Argentina, dove ha testimoniato il suo grande impegno proprio Jorge Bergoglio , l'attuale Papa, un uomo già impegnato, come grande moderato, nella "teologia della liberazione". Si tratta di un indirizzo ben più radicale di quello di Martini e che sia Giovanni Paolo II, sia, soprattutto, l'allora capo della "Congregazione della dottrina della Chiesa", Card. Ratzinger, hanno aspramente contrastato, non senza qualche ragione in quanto tra gl'estremisti di essa c'era gente quale ad es. un certo "frate mitra" che andava in giro con quell'arma. Lo stesso indirizzo molto più mitigato del Card. Martini era solo tollerato, ma certamente non desiderato e tantomeno amato. In molti hanno sostenuto che la scelta dei Cardinali e del Conclave indichi la decisione della Chiesa di "voltare pagina", personalmente ritengo invece che a Papa Francesco spetti necessariamente un compito assai più difficile: quello di trovare una sintesi.
francesco latteri scholten

mercoledì 13 marzo 2013

Habemus Papam: Francesco I. Santità ho pregato per Lei e con Lei anch'io.



Una colomba è venuta a posarsi sulla ringhiera del balcone, avanti a me, mentre lavoravo al computer. Il giorno volgeva ormai al declino e, ripensandoci adesso, sovviene il celebre brano dei discepoli di Emmaus. Come loro non ci feci caso, il Conclave chissà quanto sarebbe durato ancora ... Poi una telefonata, un'altra, un'altra ancora ed ancora: abbiamo il Papa. E' accaduto di nuovo: il Papa ci ha uniti in preghiera, tutta la famiglia. Ho pregato con lei per il vescovo emerito di Roma. E' bello: un pontificato inizia con un Pater, Ave, Gloria. Poi, in unione a tutti, per Lei, quindi con Lei ed infine la sua benedizione. Grazie Santità, tutti ne abbiamo bisogno, come tutti abbiamo bisogno di un ritorno allo Spirito di S. Francesco.
francesco latteri scholten.

Grillo tra scarsa democrazia e populismo ma anche grande senso civico e sociale.



"Ti amo e ti odio" scriveva il grande Catullo. Da ragazzo mi affascinava come comico, oggi capisco perché lo avevano allontanato. Ma lui, grande, non ha demorso. L'impegno da teatrale e civico è diventato apertamente politico con i "Vaffa Day" che già preconfiguravano il M5S. Oggi mi preoccupa ma anche mi attira. Mi preoccupa - e molto - quando cerca di servirsi delle forze dell'ordine per cacciare i giornalisti italiani, quando si chiude in sé, quando minaccia o come dico io o me ne vado. Mi attira quando chiede il salario sociale per tre anni, "... ti offro tre, quattro lavori, poi se non ne accetti uno te lo tolgo. Ma non sei depresso a vita o ti suicidi perché hai perso il lavoro". Quando chiede la presenza anche degl'operai nei CdA delle imprese, quando chiede un tetto massimo di 12 volte quello degli operai per i salari dei manager e non 300 o 400 volte quello degli operai. Quando chiede la partecipazione degli operai anche alla proprietà delle imprese. Sembra chieda la Luna e ciò dimostra l'arretratezza civica e sociale del ns Paese, perché altrove - e non nei super sociali Paesi scandinavi - ma anche in quelli socialmente più moderati come gli USA, la Francia, la Germania, tutto questo è realtà già dagli anni '80; trent'anni fa. Ormai, grazie ad una grande (e bella) donna e politica, Cristina Kirchner, è realtà addirittura anche in Argentina. Da noi una finta "Democrazia" fintamente "Cristiana" prima ed il fascismo berlusconiano poi, complice una "Sinistra" incapace di attuarle, queste realtà ancora oggi paiono "la Luna". Si capisce allora come l'ultimo giorno il M5S possa chiudere la campagna elettorale gremendo una Piazza S. Giovanni a Roma - luogo storico della sinistra - di una folla in tripudio, mentre la "Sinistra" chiude la propria nel piccolo teatro Ambra Jovinelli.
francesco latteri scholten.

lunedì 11 marzo 2013

Politica: Italia sprofonda nel Novecento di Nolte?



Dalla crisi politica alla crisi della politica. Sono due le funzioni fondamentali della politica: quella di guidare, indirizzare e quella di mediare, di tessere, come già osservava il buon vecchio Platone ne "il Politico": il politico deve avere la virtù di buon pastore e buon tessitore. La politica che perde la capacità di indirizzare e di mediare ha perso sé stessa. Indirizzare e mediare tra le diverse realtà della società e dell'economia e le loro istanze. Realtà e istanze che prendono corpo e si manifestano inizialmente come "Movimenti", quindi crescono, assurgono a maggior coscienza e divengono "Partiti", in un confronto che può anche essere aspro ma che è sempre dialettico. Così nella formazione e nella storia di una delle maggiori democrazie, quella degli USA. Ed è così ancora oggi con il Partito Democratico e quello Repubblicano, Occupy e Viola People. E' crisi politica quando la funzione di indirizzo è resa incerta per le istanze diverse della mediazione. Quando l'arroccamento intransigente sulle proprie posizioni diviene totale e quindi nega qualsiasi dialettica e perciò provoca il crollo della mediazione, allora si ha il crollo della politica. E' quanto è già accaduto in Europa all'indomani della prima guerra. Il confronto scontro tra realtà ed istanze diverse chiuse ognuna in sé, ciascuna arroccata su sé. Una realtà di fondo investente l'Europa intera e che non senza qualche ragione Ernst Nolte ha definito come "Guerra civile europea". Crisi profonda delle proprie radici che si estrinseca in crisi di identità e si manifesta in gretto e semplificatorio riduzionismo culurale nel quale la cultura è semplicisticamente ridotta a identità di classe o - ed in contrapposizione - di razza. Ciascun riduzionismo innalza l'altro a "Feindbild". Ed il crollo della politica è la guerra perché, come già osservava von Klausewitz, "la guerra altro non è se non la prosecuzione della politica con altri mezzi". L'ultimo ventennio italiano è stato quello della restaurazione, in esso il neofeudalesimo della classe dominante non ha fatto altro che arroccarsi su di sé, negando attraverso il trasversalismo, la dialettica con realtà ed istanze diverse, queste - a loro volta, specie con le ultime elezioni - ne hanno preso atto gettandosi in massa su un carro nuovo che quel trasversalismo rifiuta - a ragione - . L'esito è - per ora - il muro contro muro. In esso sono in discussione anche le realtà più "mature" della politica, i Partiti, ormai sempre più feudali, a favore di realtà più "genuine", più vicine alla gente, i Movimenti. Tuttavia sono sempre più le azioni di Casaleggio e dello stesso Grillo a denunciare che così non sia e che abbia ben ragione Umberto Eco a mettere in guardia dalle illusioni di una "democrazia diretta online". Un inauspicabilissimo - per tutti - ritorno alle urne, sarebbe una sconfitta della politica in quanto tale ed un indirizzamento infausto a nuove realtà "noltiane".
francesco latteri scholten.

venerdì 8 marzo 2013

L'ombra dello IOR sul Conclave.


 Sono i nemici di qualsiasi rinnovamento, e specialmente di qualsisi trasparenza. E' la versione "moderna" - se questo termine può qui significare qualcosa - dei nemici di Urbano VIII e di Galileo, quelli che segnarono lo spostamento indietro dell'orologio della Chiesa di quattro secoli. E' il "Partito" dello IOR, quello della Curia romana. Candidato di punta sarebbe Odilo Peter Scherer, brasiliano di origini tedesche, attualmente membro della Commissione di vigilanza sullo IOR, legato a Bertone e da lui sostenuto. L'avvicinamento, nelle ultime settimane, di Angelo Sodano, ha portato anche il nome a questi vicino di Leonardo Sandri, Prefetto delle Chiese Orientali, il quale è più vicino e miglior conoscitore della Curia. La candidatura di Sandri sarebbe però inficiata - secondo diverse e autorevoli testate giornalistiche non solo italiane - dal fatto che egli e Sodano avrebbero "coperto" Marcial Maciel, fondatore dei "Legionari di Cristo" che abusò di minori ed ha almeno sei figli, dettaglio che spronerebbe la candidatura di Scherer. La candidatura dei due stranieri ha una ragione strategica ben specifica: il "Partito dello IOR" mira, ovviamente, anzitutto e soprattutto appunto allo IOR e perciò alla Segreteria di Stato e, per garantirla ad un italiano, si candida a Papa uno straniero. Di contro il "Partito dei riformatori" di cui una delle punte di diamante sarebbe il Card. Angelo Scola, è il partito che non ha forti legami con la Curia, il partito delle pulizie forti e decise sia per quanto concerne la pedofilia, sia per lo IOR, ma a quanto pare si tratta della stessa cosa. Ciò che più colpisce di Odilo Peter Scherer, nato il 21 settembre 1949 da Edwino Scherer e Francisca Wilma Steffens, emigrati tedeschi in Brasile, ordinato il 7 dicembre 1976, vescovo il 2 febbraio 2002 e cardinale il 24 novembre 2007, è la straordinaria somiglianza con il Generalleutnant omonimo (si veda l'immagine). Insomma non ci resta che pregare in ginocchio per Angelo Scola.
francesco latteri scholten.

martedì 5 marzo 2013

La vera cultura italiana ed europea contro le aberrazioni mortifere del nazifascismo.



Mai c'è stato e neppure ci sarà o potrà essere un nazifascismo "buono" ed uno "cattivo", nè ci sono o ci saranno aspetti "buoni" o "cattivi" dello stesso. Si tratta infatti di una realtà totalitaria e totalitaristica connotata e connotante un corpo unico, un tutt'uno, una "totalità", appunto. E' una aberrazione alienata ed alienante nata dalla negazione radicale della realtà socioculturale italiana ed europea, delle sue peculiarità ed origini, della sua storia. Dunque negazione della propria identità in toto, quindi nichilismo ed annichilazione di sé e degl'altri. Nichilismo dello Spirito, sua morte e soffocamento: cieca demonìa. Lo dimostra - tra le tante cose, oltre ai campi di sterminio - la bollazione come arte degenerata di autori tra i più insgni quali non solo il modernissimo Picasso, ma anche Leonardo, Michelagelo, Duerer, Bosch, van Eyck e le loro opere - capolavori quali la Gioconda, la dama con l'ermellino, la madonna di Bruges, l'Agnello mistico -, salvate, ad es. tra l'altro, grazie all'eroismo di Jacques Jaujard allora direttore del Louvre. Opere del Rinascimento, sorto dall' Umanesimo la grande fioritura culturale che poneva l'uomo al centro, rinascita dello Spirito più originario della cultura italiana ed europea: lo Spirito Greco, lo Spirito fondativo della ns Cultura. Bellezza, stile, armonia, ma anche contrapposizione: Eros e Psiche, Eros e Tanatos; Malinconia. Democrito e gli atomisti, ma anche Socrate, Platone, Aristotele ed i loro antagonisti, i Sofisti. Uno Spirito che si trasfonde e migra nella Repubblica di Roma antica avvincendola e sottomettendola, di più: impossessandosene. Uno Spirito che lì si unisce al nascente cristianesimo ed in comunione ad esso riesce a sopravvivere alla caduta dell' Impero ed alla notte barbarica che gli succede. E' conservato dalla figura immane di San Benedetto, portato in auge da quella di Carlo magno. Negli aspetti laici risboccia con Petrarca e Boccaccio, per poi muoversi a Rinascimento dall'Italia all'Europa intera con Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, il genio e l'inventiva di Leonardo, Bruno, Galileo, dando frutti copiosi anche all'estero con figure quali quella di Keplero e Bacone. Shakespeare è uno dei nomi importanti nella drammaturgia. Goethe o Schiller ne sono interpreti magistrali. Nietzsche ne è l'ultimo aedo critico. Mecenati sono uomini quali i Medici o i Fugger. E' questo lo Spirito vero della cultura italiana ed europea, uno Spirito titanico, uno Spirito il cui cospetto lascia affascinati ed attoniti. Uno Spirito la cui eredità è insieme la cosa più meravigliosa e difficile. Uno Spirito che è il nostro, il Vero. Anche il mio, e ne sono orgoglioso.
francesco latteri scholten.

domenica 3 marzo 2013

Grillo, art.67 Costituzione e vicenda Lavitola - De Gregorio.


"Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincoli di mandato." Così l'articolo 67 della ns Costituzione. E' di questi giorni l'ennesima vicenda del genere - questa volta si tratta dell' ex parlamentare IdV Sergio De Gregorio e c'è la longa manus del faccendiere Lavitola - a portare in primo piano la questione di fondo del citato articolo costituzionale, stavolta - ma anche altre - con l'aggravante della corruzione. "Due milioni li ho avuti in nero ..." specifica De Gregorio. Si cambia casacca, magari proprio mentre si diventa presidente della Commissione Difesa, si passa dall'IdV a Berlusconi e si va a sabotare il Governo Prodi. In realtà sin dalla Costituente la questione posta dall'art. 67 non era per nulla pacifica. Alle spalle della Costituente c'erano però vent'anni di regime fascista, la seconda guerra mondiale ed il loro prezzo: milioni e milioni di morti. Da qui la dizione "senza vincoli di mandato". Ma già dai tempi più remoti la giurisprudenza sia della Grecia classica che della Roma Repubblicana antica aveva messo in evidenza e bene proprio quanto denunciato in questi giorni da Beppe Grillo e sostenuto esattamente le sue tesi, ovvero la spada di Damocle che lo scioglimento dai vincoli del parlamentare pone di fatto al Parlamento. Del resto già allora, ma anche in vasta parte della giurisprudenza sino ai ns giorni, in vicende quali quelle di De Gregorio, il reato più grave non era considerato quello della corruzione, bensì quello del tradimento, e per i "Giuda" c'era - allora, la croce, poi commutata a seconda dei tempi e dei luoghi in decapitazione, impiccaggione, fucilazione ed, infine, ergastolo. Tutt'oggi altri sistemi giuridici risentono di questa evoluzione. Tra gl'autori politici più illustri del Novecento a sostenere la vincolanza del mandato troviamo nientemeno che Ivan Ilic Ulìanov, al secolo Lenin, grazie al quale la Costituzione Sovietica aveva imposto il vincolo del mandato.
francesco latteri scholten.