domenica 31 luglio 2016

Rouen: l'assassinio di Padre Jacques Hamel apertura alla Pace ed alla connivenza delle Religioni.




E' stata una vita dedicata alla Pace ed alla connivenza tra le Religioni quella dell'ottantaseienne Padre Jacques Hamel assassinato a Rouen mentre celebrava messa nella chiesa di Saint Etienne du Rouvray. Sua, tra le tante, l'iniziativa di cedere gratuitamente alla comunità islamica il terreno per l'edificazione della locale moschea. Che “nessuno possa arrogarsi di uccidere in nome di Dio” era stato ribadito tanto da Papa Francesco sulla scia di Benedetto XVI, quanto da numerosi leaders religiosi islamici, ma, questa volta, c'è finalmente una presa di posizione forte da parte del Centro per il Culto Musulmano Francese, che non si è limitato a distanziarsi dal gesto bensì è partecipe questa domenica proprio nella chiesa di Saint Etienne du Rouvray come in molte altre chiese 


di Francia. Importante l'emulazione in Italia da parte dei delegati della Comunità Religiosa Islamica Italiana (Coreis). La significatività del gesto è stata sottolineata da molti politici a cominciare dal ns Presidente della Repubblica Mattarella. Molteplici sia in Francia che da noi ed altrove le iniziative di Pace che vedono fianco a fianco cristiani e musulmani. L'atto destinato probabilmente, almeno a quanto si vede in rete, ad incidere più profondamente sull'immaginario jihaddista viene questa volta dalla stessa comunità islamica di Rouen che ha negato la sepoltura religiosa al killer di Padre Hamel giudicandola un insulto all'Islam.
Francesco latteri scholten

giovedì 7 luglio 2016

In memoria di Roberto Sterrantino Maestro pittore di penna a biro e del suo Sogno.


Impossibile pensare a Roberto se non da Vivo. Se fossi un pittore lo ritrarrei seduto al caffè con gl'amici, con la gente, a parlare e scherzare, ma anche a studiare e progettare. A Pensare. Un soggetto per il prossimo quadro, una mostra da realizzare. Di progetti - anche prestigiosi ed importanti, apprezzati e premiati – ne aveva realizzati tanti: esposizione al Louvre, cura della parte artistica dell' Enciclopedia Italiana, per citarne solo due. Vulcanico, il Sogno era Progetto ed il Progetto era realizzazione. E' al caffè che eravamo seduti prima di Natale e poi dopo Pasqua in compagnia anche di pippo Lombardo, apprezzato e stimato autore, per il suo ultimo Sogno: un Museo di Arte Modernada realizzare nell'ormai dimessa zona dell'ex scalo merci di Acquedolci e nei suoi locali. Le sue opere esposte accompagnate ed illustrate da un acrostico di Pippo:

Il “Vaso di Pandora”


A carta bullata
Si fici supecchiu
Pandora indignata
Isò u cupecchiu
Ristau o funnu
A lusinga cchiù bedda
Nun fu di stu munnu
Zillusu, jittalla 'nparedda?
A bracia, ciniri fici
(Giuseppe Lombardo)


Umor Nero


U NIURO ORU nisciutu da navi
Mascariau tutt'intornu mezzu mari
Ogni cosa contaminata chiù vita nun havi
Rimediu o disastru nun si po' dari.
Nenti di mali pi magnati chi tenunu bancu
Estrazioni di greggiu ni fannu a nun finiri
Raffinatulu u trasformunu in ORU BIANCU
Onniputenti, s'accaparrunu l'avveniri
(Giuseppe Lombardo)

Ciao Roberto
francesco latteri scholten.

mercoledì 29 giugno 2016

No a Mefistofele (uscire da Euro e stampare moneta), sì a Merkel “aumentare prosperità...”.


Se ne sono voluti andare. Invero gli inglesi “non si sono mai sentiti europei se non come tirati per la giacchetta... In tutti questi anni (specie dalla Thatcher in poi ndr.) a Bruxelles non hanno mai fatto altro che remare contro...” A dirlo non è Schoeble né la Merkel o qualcuno del loro entourage e neppure Martin Schulz. A dirlo è l'italianissimo Romano Prodi. E, a rigore, non è né l'unico né il solo. Non è per niente che l'idea di uscire dall'Euro e risolvere tutto semplicisticamente stampando moneta, dal valentissimo ed apprezzatissimo Consigliere di Stato Goethe è messa, nel Faust, in bocca a Mefistofele. La “ricchezza della nazione” è, per dire 100 denari, tu ne hai 10. Ora, abbracadabra, ne stampiamo altri 300 così la “ricchezza della nazione” è 400 ed a te ne do altri 10 così tu ne hai 20... In realtà, i tuoi non te li hanno raddoppiati ma te ne hanno fregato la metà. Quando vai al mercato te ne accorgi: i tuoi 20 denari hanno il potere d'acquisto che prima ne avevano 5. E' così che in Italia, nel ventennio dagli anni '70 agli anni '90, si è distrutta la classe media. Agli inizi degli anni 


'70 un cittadino della classe media guadagnava circa 400.000 lire al mese, un Vespone ne costava 150.000, una “500” 450.000 ed un appartamento in città da 8 a 12 Mln. Agli inizi degli anni '90 un Vespone costava 3.5 Mln, una utilitaria da 7.8 a 9 Mln ed un appartamento in città da 230 a 350 Mln. Il suo stipendio però era di 2.3 Mln. Nominalmente quasi quintuplicato, ma con un potere d'acquisto ridotto a solo 1/3 dell'originario. Da qui il NO secco di tutti gli economisti e politici seri a cominciare da quelli de “Il Sole 24 Ore”, a Prodi, alla Merkel a Schoeble, a Schulz. Da qui l'osservazione di Stefano Rodotà sulla discutibilità del referendum inglese fatto populisticamente senza la debita informazione e l'accusa del Premier spagnolo Rajoy a Cameron: “Ha incendiato la casa per salvare i mobili...” Comunque sia, se ne sono andati e oggi proprio il solo semplice nome di Angela Merkel è una delle più solide garanzie contro le politiche di Mefistofele. Garanzia che vale la crescita delle Borse europee tutte in forte rialzo e la stabilità dell'Euro. L'impegno, al primo Consiglio Europeo senza i sabotatori britannici è per una crescita e prosperità vere e serie per i cittadini dell'Unione nel momento in cui la grave crisi dovuta agli strascichi europei delle “reaganomics”, le “thatchernomics”, sempre di ispirazione mefistofelica, ancora non sono state del tutto superate. Intanto GB, Sterlina e quotazioni inglesi sono in deciso calo ed il “Regno Unito” è più disunito e sgretolato che mai con Londra, la Scozia e l'Irlanda del Nord che chiedono a gran voce di lasciare e stare con l'UE... Forza Angela!
francesco latteri scholten.

venerdì 24 giugno 2016

Vittoria Brexit, migranti e la “Laudato sì”.


Ha vinto Brexit, Cameron si è dimesso. Le “molle” che hanno portato la maggioranza degl'inglesi al pronunciamento per la “Brexit” sono sostanzialmente due: il fattore economico bancario ed i migranti. Il problema bancario rinvia a “Basilea 3”, la versione europea del Dodd Frank Act ed alla Volker Rule, ossia alla separazione tra banche commerciali e banche d'investimento. Il secondo è invece quello che ha pesato senz'altro maggiormente a livello popolare. Sono oltre 340.000 i migranti approdati all'isola nel solo 2015. Di questi, paradossalmente, solo 130.000 sono “migranti” comunemente intesi, per capirci: quelli che da noi in Italia arrivano con i barconi. La stragrande maggioranza (oltre 200.000) dei “migranti” giunti nel Regno Unito, non sono infatti “migranti”, bensì cittadini di altri Paesi dell'UE. Ovvero per l'Inghilterra la questione “migranti” si identifica con Schengen e Schengen è il vero problema migranti. A ciò si aggiunga che l'inglese medio, come il cittadino medio di altri Paesi - Italia inclusa – non è cosciente della grande crisi demografica che attanaglia l'Occidente, Inghilterra inclusa. Solo in Italia la decrescita demografica è di circa 170.000 persone per il solo 2015 ed indice in crescita. In altre parole abbiamo bisogno di almeno 150.000 migranti l'anno per bilanciare un tracollo demografico che già nel breve/medio periodo porterebbe al tracollo anche economico del sistema Italia. I dati per Great Britain sono anche peggiori (come pure per Francia e Germania). E c'è una convergenza tra i due fattori, bancario economico e migratorio, che hanno portato alla Brexit: essi sono entrambi la prova pratica del fallimento e dell'erroneità del sistema di sviluppo per cui si è optato, anzitutto ideologicamente nella UE. E' necesario un abbandono del sistema e l'opzione per un sistema diverso. Mettere al centro la persona in uno sviluppo territoriale ecocompatibile. Una proposta assai valida insieme alla denuncia del sistema è fatto nella “Laudato sì” di Papa Francesco. Invero denuncia e proposta sono più antiche e vengono dalla Compagnia di Gesù già in tempi immediatamente successivi a quelli di Sant'Ignazio. Il sistema fu provato e funzionò bene, ma fu distrutto ad opera degl'imperialismi dell'epoca. Di recente lo si è ripreso autonomamente in Calabria da Mimmo Lucano, Sindaco di Riace: lì funziona proprio grazie ai migranti. Ma a livello europeo così come a livello della maggioranza dei cittadini europei esiste il problema esistito ed esistente tra i cittadini di Riace che hanno scelto di lasciare il loro paesetto. Lo denuncia proprio Lucano: se ne sono andati perché vogliono un modello di sviluppo diverso da quello ecocompatibile con le realtà territoriali. Vale anche per i cittadini britannici come per quelli degl'altri Paesi dell'UE. E, paradossalmente, oggi che sono usciti dall'UE, sia per loro che per gl'altri, entrambi i problemi, quello bancario e quello migratorio restano e restano per tutti, come per tutti rimane il problema a monte: quello dell'impellenza ed improcrastinabilità dell'adozione di un nuovo e diverso modello di sviluppo.
francesco latteri scholten.

giovedì 23 giugno 2016

Dopo elezioni: uno qualsiasi della I Repubblica si sarebbe dimesso.


Si sono battezzati “anni di piombo” e quelli successivi “anni di fango” e qualcuno ne ha descritto gl'uomini per averli “Visti da vicino”. Eppure quegli uomini – dall'estrema destra passando per tutto l'arco parlamentare fino all'estrema sinistra – avevano un loro codice d'oniore, una loro coerenza e responsabilità. Ed erano capaci di trarre le dovute conseguenze. Chiacchierati, discutibili e discussi avevano il senso dello Stato e dell'appartenenza politica. Oggi non è rimasto nulla: si gestisce lo Stato ed il Partito in proprio con un gruppo di amici e si fanno responsabili degli sfaceli quelli che dalla conduzione sono stati esclusi: Governo e Parlamento, direzione del partito e partito. Di più: si usano le riforme costituzionali ed istituzionali in itinere quale strumento di ricatto. Chiedere di prendersi le proprie responsabilità è affossare le riforme che ormai nessuno vuole più perché è caduto il velo sulle loro reali finalità... Ma, come ha scritto qualcuno, “moriu u canu”, le urne hanno decretato la fine di questa Babilonia.
francesco latteri scholten.

lunedì 30 maggio 2016

Gael Giraud gesuita, economista della "Laudato sì", e la separazione tra banche commerciali e di investimento, ovvero tra Occupy e J.P. Morgan.


Gael Giraud, economista rampante della Compagnia di Gesù, ha posizioni nette distanti da quelle del capitalismo manchesteriano e più ancora, ovviamente, da quello firestoniano. "Papa Francesco non è un marxista" ci tiene a specificare e notificare con decisione e lo fa per 3 buoni motivi: perché è vero; per il voto particolare di obbedienza al Papa fatto da tutti i membri della Compagnia; perché è lui, Gael Giraud, l'economista di riferimento della "Laudato sì". "Tout compt fait" la posizione di Padre Giraud risulta avere più di qualche comunanza con la concezione socio liberista del fondatore dell'economia politica moderna Adam Smith in "La ricchezza delle nazioni". Il suo punto di riferimento è tuttavia quello acquisito dall'economia del Novecento all'indomani del Grande Crollo di Wall Street del 1929: la necessità di dividere le banche commerciali da quelle di investimento. Posizione che lo accomuna ad Occupy Wall Street, al rev. Seamus Finn, a Paul Volker ex Presidente della 


Federal Reserve ed a tanti altri (tra cui chi scive). Negli USA, ciò fu imposto per legge nel 1933 con il Glass Steagall Act dal Governo di Franklin Delano Roosvelt. Un concetto dunque tutt'altro che rivoluzionario o marxista, il nome di Roosvelt è associato indissolubilmente a quello del New Deal, ed è comunque un concetto che l'economia successiva avrebbe dovuto dare per definitivamente acquisito. Ronald Reagan e le Reaganomics segnano invece una decisa inversione di tendenza sino al Gramm-Leach-Blealy Act del 1999 con cui si gettano le basi per la libera attività degli intermediari finanziari, perciò dei "derivati" e con ciò della gravissima crisi del 2007. Ovvero dal '79 e segnatamente dal '99 si è tornati a posizioni similari a quelle pre '33 e pre '29. Proprio Paul Volker nel 2010 con il Dodd Frank Act (DFA) ha cercato di reintrodurre la norma dello Glass Steagall Act, che però i nemici della separazione tra banche commerciali e di investimento hanno portato a ben 16 


Titoli, 2315 articoli e 2319 pagine per poter consentirne l'aggiramento... Similmente è accaduto con il "Basilea 3" in Europa. A tutt'oggi perciò la separazione tra banche commerciali e di investimento è il più gravido e combattuto degl'oggetti del contendere tra Banche, in primis J.P. Morgan, ed economisti finanziari da un lato ed i loro avversari dall'altro. Insomma: a differenza che nel 1933, il primo passo per una economia più umanista ed attenta al Bene Comune, primo passo per una economia della Casa Comune, quella sostenuta dalla "Laudato sì", è ancora ben lontano dalla realtà e molto occorrerà fare e combattere per poterlo realizzare. In compenso la spada di Damocle di un nuovo venerdì nero del 1929 o di un nuovo 2007 è più incombente che mai.
francesco latteri scholten.

giovedì 26 maggio 2016

Francia sull'orlo della guerra civile per Jobs Act: solo Mentana rompe silenzio media italiani.


Un abbraccio ed un bacio in fronte ad Enrico, finalmente un giornalista Vero: "... questo TG sceglie di non occuparsi più del referendum che peraltro si terrà tra 6 mesi - salvo ovviamente fatti nuovi e significativi - e si occuperà invece di fatti gravi ed importanti che accadono adesso, quali la gravissima situazione francese..." Così Enrico Mentana al TG sera del 25 u.s.. Poi parte il servizio. E' il primo dei grandi media italiani. Sinora le notizie sui disordini in Francia per l'introduzione di un "Jobs Act" - parallelo a quello introdotto in Italia da un governo Renzi nominato e non eletto dai cittadini e che non rispecchia la volontà popolare - erano filtrate solo indirettamente tramite i 


social media, che vedono sempre più confermato il loro ruolo di fonte informativa primaria. Sono ormai 7 su 10 i francesi che non si riconoscono più in Hollande e nel Governo. L'introduzione del "Jobs Act" è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e così sono iniziati scioperi e proteste ad oltranza. Pugno di ferro del Governo, passaggio all'azione dei Lavoratori: "Nous ne nous faiçon fouttre pas comme les italiens..." è il grido al quale i francesi "hanno messo mano ai Sabots" di passata memoria, ovvero alle celebri calzature in legno massiccio che negli scioperi dell' Ottocento si gettavano negl'ingranaggi dei 


macchinari delle fabbriche provocandone l'inceppamento, da cui il termine sabotaggio. L'azione è diretta: colpire gli approvigionamenti energetici e mettere in ginocchio il Paese. Colpire la rete di distribuzione dalle raffinerie alle autocisterne che trasportano il carburante, bloccare le petroliere nei porti. Manifestazioni in massa nelle grandi città a cominciare da Parigi: "... à la guerre comme à la guerre..." La Francia è ormai in ginocchio, al punto che il Governo ha dovuto dare il via libera all'utilizzo delle scorte di riserva in caso di guerra. Non c'è situazione paragonabile in tutta la storia della Francia Repubblicana, e, chi ha scritto "Rivoluzione in 


Francia..." ha scritto bene, infatti è necessario andare al 1789 per ritrovare qualcosa di analogo ai fatti attuali. I media italiani intanto, con buona pace anche dell' "exploit" di Mentana, continuano ad occuparsi non della Francia, né, tantomeno, delle elezioni amministrative italiane dove si vota tra l'altro sia nella capitale politica, Roma, che in quella economica, Milano, bensì del referendum che si terrà tra sei mesi... E' questo il vero diritto all'informazione.
francesco latteri scholten.