lunedì 8 maggio 2017

Francia, un giorno nuovo: vince la Repubblica e vince l'Europa.


66.3%, Vittoria netta e schiacciante. Festa Grande. La dichiarazione arriva intorno alle 21, esulta la Repubblica, esulta la Francia, esulta l'Europa. L'appuntamento più importante con il neoeletto Presidente è al Louvre e la folla è in tripudio. Il saluto è con l'inno alla gioia di Ludwig van Beethoven, l'inno europeo: la folla, tutti e ciascuno lo intonano in festa ed applauso. Vinta una nuova lotta contro il nazifascismo, di cui cade l'anniversario della 


Liberazione. L'Europa tira un respiro di sollievo ed inneggia a Festa. Vive la Repubblique, vive l'Europe, vive la France.
Francesco latteri scholten.

lunedì 24 aprile 2017

Anne Hidalgo: trionfo repubblicano di Parigi (Le Pen sotto il 5%).


Sono a caldo, nella notte, le valutazioni sulla prima tornata per le presidenziali, di Anne Hidalgo, Sindaca di Parigi. Riguardano anzitutto la sua città, che sta validamente governando e rendendo via via più a misura d'uomo con la istituzione di colonne di depurazione dell'aria, miglioramento del già ricco verde cittadino, delle zone pedonali, della salute, dell'istruzione. Sono valutazioni fortemente positive. Nella capitale l'affluenza è stata in assoluto la più alta di tutta la Francia e la più alta degli ultimi tempi: 84%. Un risultato importante che segna l'affezione dei cittadini per la Repubblica e la Democrazia. Assai significativo, nonostante gl'attacchi terroristici anche a ridosso delle elezioni, il crollo deciso del Front Nationale di Marine Le Pen che in città non è riuscito a raggiungere neppure il 5%. Vuol dire che “In questa città aperta al mondo, ricca della sua diversità, inclusiva, progressista, che si è mobilitata per l'accoglienza dei rifugiati e per le conquiste sociali, questo risultato conferma che i parigini sono riusciti ad equilibrare l'intelligenza collettiva e la solidarietà.” Così la Sindaca. Ed ancora: “tutto ciò ci incita a proseguire la ns politica municipale progressista con sistemi partecipativi che coinvolgono direttamente i cittadini nella gestione della loro città, la miglior politica per arginare l'estrema destra e costruire l'avvenire per i ns figli... (…) Qui a Parigi ho avuto l'onore di confederare da ormai più di tre anni una Equipe pluralista, umanista e progressista che si appoggia alla società civile e che si impegna fortemente per la città ed i cittadini: questi sono i risultati...” A livello nazionale, Emmanuel Macron si attesta al primo posto con il 23.7% dei voti e Marine Le Pen al secondo con il 21.3%. Segno che fuori città la presa del FN è ancora decisa. I risultati insomma sono secondo quanto già scritto da Houellebecq in “Sottomissione”, i partiti tradizionali non esistono praticamente più (cocente la sconfitta dei Socialisti di Hollande, solo 6.9%), ma anche contro Houellebecq: ha vinto la Repubblica e la Democrazia. “Fluctuat nec mergitur” secondo il bellissimo motto che connota anche la pagina facebook di Anne Hidalgo.
francesco latteri scholten

domenica 26 marzo 2017

La meglio gioventù, Ardeatine: i ragazzi di Roma VIII con Paolo Pace e Nicoletta Latteri incontrano Tina Costa.


Sono tanti, tantissimi, nonostante la marcia sia lunga. Con gli striscioni colorati preparati a scuola, con passione. Colorati e vociosi: “Bella ciao” è il motivo sempre nuovamente ritmato andando di buon passo tra gli applausi della folla plaudente commossa. Presente, con la fascia con i colori della città “er giallorosso de Roma” Paolo Pace, Presidente del Municipio, Nicoletta Latteri, Presidente della Commissione Cultura, e le altre autorità municipali. “Bella ciao” se canta in coro, commossi. A Piazza S. Orosio si incontra anche la banda municipale e così la musicalità assume toni meno improvvisati e più eleganti, ma sempre appassionati. In memoria. Per non dimenticare. Per non dimenticare quel 24 marzo 1944 e 335 tra civili e militari, contrassegnati dalla sola caratteristica di non essere nazifascisti, truicidati con ferocia ed occultati nelle cave Ardeatine. Per 


testimoniare i Valori Veri, quelli da cui è nata la nostra Costituzione e la Nostra Repubblica. Da cui, a Ventotene, è nata l'Europa. A ricordarlo alle ragazze ed ai ragazzi la Staffetta Partigiana Tina Costa. Staffetta, il ruolo che i partigiani assegnavano ai giovanissimi, anche donne, consistente nel curare i collegamenti tra le varie formazioni trasmettendo ordini, informazioni, portando armi e medicinali, materiale propagandistico e culturale. Sono giovanissimi e perciò meno esposti ai rastrellamenti e possono spostarsi facilmente senza troppi controlli. Sono anche donne, a sottolineare che la “donna” è ben altro dalla concezione nazifascista, e che sa impegnarsi a dovere in realtà ben altre dai cliché mussoliniani. Molte, al pari dei ragazzi, hanno pagato il loro impegno con la violenza, la tortura e la morte. 


Tina Costa è stata una di loro. Oggi, ultranovantenne, ma sveglissima è lì con le autorità municipali della Repubblica nata dalla loro lotta, di fronte ed assieme alle ragazze ed ai ragazzi che adesso hanno gl'anni che aveva lei allora... Oggi come allora Tina combatte ancora e con entusiasmo: contro la guerra, la violenza i totalitarismi... Per i Valori Veri, per la Costituzione. E' trascinante. Alla fine tutti hanno voluto stringerle la mano. “Ho sempre ammirato il coraggio delle staffette partigiane, come donne e come combattenti – ha dichiarato Nicoletta Latteri – ma non avrei mai pensato di incontrarne una... E' stata una grande gioia ed un onore: le sue parole contro la guerra e per la nostra Costituzione hanno trascinato i presenti. Quando poi siamo arrivati al Sacrario, a fronte dei racconti fatti dai partigiani e dai loro figli, le reazioni sono state indescrivibili... Abbiamo una bellissima gioventù perché abbiamo avuto chi ha lottato contro il nazifascismo. Grazie al sangue dei nostri martiri abbiamo visto scrivere la nostra Costituzione e nascere l'Italia e l'Europa”. Come hanno detto i ragazzi: “ci hanno sotterrato, ma noi eravamo semi”... C'erano, ovviamente anche FIAP, ANPI ed ANFIM.
francesco latteri scholten

domenica 5 febbraio 2017

USA, tornano i Derivati: Trump cambia DFA e Volker Rule.




La decisione – la più importante per l'economia americana e non solo per il prossimo futuro – dopo un incontro diretto tra Donald Trump e Jamie Dimmon, Boss di J.P. Morgan. Inversione ad U. Due le più grandi ed imponenti crisi economiche americane della Storia recente, quella del 1929 e del 2007. Entrambe hanno trascinato con sé nel baratro l'economia mondiale. Per tutte e due la stessa causa: funzione commerciale e finanziaria svolte dalle stesse banche ed un nome ormai famigerato: “derivati”. Per entrambe la stessa soluzione, radicale ed imposta dall'alto – fu l'allora Presidente Franklin Delano Roosevelt nel 1933 con il Glass Steagall Act -, più annacquata, meno efficace e chiesta a forza dal basso nel 2007 dai movimenti Occupy Wall Street e concretati nella contesissima norma Volker Rule del DFA nel 2010. Separazione senza se e ma tra banche commerciali e di investimento nel 1933, uscita rapida dalla crisi e rinascita economica rampante con il “New Deal”. Nel 2010 separazione tra banche commerciali e di investimento chiesta da Occupy ma concretata con tanti se e ma riusciti dalla imposizione di J.P. Morgan & C. : uscita stentata e ripresa barcollante. Ora il nuovo successo di Jamie Dimmon, l'aver strappato al Presidente Trump la bollatura del DFA come decreto fallimentare. Segnatamente la parte più ferocemente avversata del Dodd Frank Act, la Volker Rule, nent'altro è che la reintroduzione, sebbene chiesta dal basso dai movimenti “Occupy”, dello Glass Steagall Act, ossia proprio la norma che consentì il New Deal. Norma aggirata a partire dal 1979 e poi definitivamente suparata con il Gramm Leach Blealy Act del 1999: norme che hanno concretato le reaganomics prima e le Bushnomics poi e, soprattutto il Gramm Leach Blealy portato in brevissimo tempo al secondo e più tragico 1929: il 2007. Insomma, un definitivo NO alla “via” di Roosevelt, ed un imbocco deciso della direzione che ha portato al 1929 ed al 2007. Una via costata al contribuente americano migliaia di Mld di dollari, crac riversatosi ovviamente sull'economia di tutto il pianeta. Con una eccezione significativa: il mondo islamico. Coerenti con i valori dell' Islam, i banchieri e gli investitori islamici infatti non trattano derivati ed altre amenità e banchieri alla Jamie Dimmon finiscono portati in piazza e poi con tagliata pubblicamente la testa... (e fanno BENE).
francesco latteri scholten.

domenica 29 gennaio 2017

Roma, il Presidente della Commissione Cultura Nicoletta Latteri ripristina la presenza istituzionale ai Vespri per l'unità dei cristiani celebrati da Papa Francesco.

 
 “Saulo, Saulo perché mi perseguiti?...” l'episodio celeberrimo della conversione di San Paolo, che ormai dal 1908 per iniziativa di Padre Paul Watson vede il culmine, dopo una settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, con la celebrazione dei secondi Vespri da parte dal Santo Padre nella Basilica “fuori le Mura” dedicata proprio all'Apostolo delle Genti. Da mercoledì a mercoledì, la settimana di preghiera ha visto la presenza tra gli altri, di Emanuele Fiume pastore della comunità valdese di Roma, John Kilgore della comunità anglicana, Jens Martin Cruse della comunità evangelica luterana, Don Valdir José de Castro superiore Generale della Famiglia paolina e molti altri. “L'unità dei cristiani si fa camminando insieme, con l'incontro, la preghiera e l'annuncio del Vangelo” così Papa Francesco. Quest'anno il tema riconciliazione” tratto dalla seconda lettera ai Corinzi nello Spirito della “ut unum sint” di San Giovanni Paolo II ed il legame tra Battesimo e testimonianza. Insieme a Papa Francesco hanno celebrato il Metropolita d'Italia e Malta Gennadios Zervos per il patriarcato di Costantinopoli e David Moxon rappresentante dell'Arcivescovo di Canterbury. Unità anche con le istituzioni civili del Comune di Roma, grazie all'impegno civico e sociopolitico del nuovo Presidente della Commissione Cultura del Municipio 
 
 
Roma VIII, Nicoletta Latteri: “Dopo anni di assenza l'ottavo Municipio è di nuovo presente alle grandi celebrazioni liturgiche della Basilica di San Paolo ubicata nel proprio territorio. E' stato un grande onore per noi poter essere presenti alla chiusura solenne della settimana di Preghiera per l'unità dei cristiani e partrecipare al cammino per ricucire gli strappi millenari all'interno del Cristianesimo...” Perintanto, almeno per quanto concerne l'ottavo Municipio, una radicale inversione di rotta ed una ricucitura con le autorità civili. La celebrazione è stata significativamente allietata dalle musiche della Cappella Musicale Pontificia Sistina e dal Coro anglicano della Westminster Abbey.
Francesco latteri scholten.

venerdì 13 gennaio 2017

M5S: referendum e giravolte della finta democrazia del Pagliaccio dittatore.




E' David Borrelli l'ex terzo triumviro accanto a Grillo e Casaleggio senior, il decapitato dell'ultima ora, a condurre abilmente, da buon imprenditore, le trattative con il Gruppo Liberal ed europeista ALDE. Le cose vanno così a buon fine che il Patron stesso del M5S, Beppe Grillo, esce allo scoperto e decide di sottoporre la cosa a tutto il Movimento, perché la decisione sia presa “democraticamente”. Via al referendum on line cui l' 80% dei grillini risponde “Sì”. Sì ad una linea nuova, sì agli “Stati Uniti d'Europa”, basta con il vecchio euroscetticismo, basta con i sabotatori fanatici alla Nigel Farage con cui peraltro il rapporto era di crisi e si era votato insieme solo per un misero 20% delle votazioni, (anche perché dopo la “Brexit” Londra sta sborsando fior di denari ben più di prima per restare in Europa...). Insomma inversione ad U di tutto il Movimento. No al populismo e per un momento Bruxelles trema. Guy Verhofstadt visibilmente sotto pressione, ma anche per le non garanzie obbiettive del M5S, declina. A questo punto, a prescindere dalla decisione “democratica” appena presa da tutto il Movimento con il “referendum”, autonomamente ed ex Cattedra, sacrificando tra gl'altri anzitutto la testa di David Borrelli (e a questo punto anche altri eurodeputati M5S dicono by) alle richieste del sabotatore Farage, senza consultare nessuno, il Beppe nazionale da vero Pagliaccio con una nuova inversione ad U torna dal paparino suo. Ci torna a condizioni decisamente da capestro: niente Copresidenza del Gruppo e posizioni subalterne a Farage anche nelle Commissioni. Insomma Farage è chiaro: vuoi tornare nel Gruppo per così avere accesso ai fondi? Bene, fai quello che dico io e col cavolo che continui a votare “autonomamente” nell'80% delle votazioni... Insomma, si è appena fatto fare un referendum di cui a Beppe stesso per primo dimostratamente non gliene frega niente, anzi meno di niente, e che così, ex post, è il più totale sputtanamento del referendum e della democrazia. Peggio dei piddiessini che per due anni hanno lavorato apertamente a riforme nei cui confronti sono poi andati a fare una campagna elettorale non di supporto ma di contrasto. Non inversione ad U bensì doppia inversione a U: il testa coda di chi non capisce niente e gliene frega ancor meno. Anni fa la rivista satirica “Cuore” in prossimità delle elezioni titolava a piena pagina “Il mio culo per un voto”: l'immoralità più palese. Vado con chi posso avere più potere e lo faccio a prescindere da qualsiasi cosa. Di più: si ha la faccia come il fondoschiena (ma per un Pagliaccio è naturale) di anche scendere in piazza a fare le manfrine morali agl'altri...
francesco latteri scholten.

martedì 20 dicembre 2016

Berlino Natale, Nizza 14 luglio: Maometto e Carlomagno 2.0 contro Obama il sognatore.




Dodici morti tra cui un'italiana e 50 feriti, bilancio ancora provvisorio, terrorismo islamico ultimo atto della Jihad contro un simbolo dell'Occidente: il Natale, davanti ad un altro simbolo, una Chiesa luogo di Pace. “Penso che quest'uomo (Barak Obama, ndr) stia vivendo nel mondo della fantasia” (…) “E' ovvio per tutti che l'odio tra i musulmani è al di là della comprensione. Dovremo capire da dove e perché viene questo odio, e finché non saremo in grado di determinare questo problema e la minaccia pericolosa che pone, il nostro Paese non può essere vittima di orrendi attacchi da parte di gente che crede solo nella jihad, e non ha senso della ragione e rispetto della vita umana...” Così Donald Trump, 45° Presidente degli USA. Invero nel XXI° secolo l'Islam e la sua Jihad hanno sferrato un attacco ad alzo zero contro l'Occidente ed i suoi simboli: le “Twin Towers” 


(simbolo del prestigio e del potere economico), Charlie Hebdo (la libertà e la satira), il Bataclan (la musica, l'arte e lo spettacolo), Nizza (il 14 luglio), Berlino (il Natale). Un agire che sembra voler dare ragione a forza alle tesi già sostenute negli anni '30 da Henry Pirenne, uno dei più autorevoli ed eterodossi studiosi del medioevo, tesi che ne implica la radicale riformulazione: fu la nascita e la fulminea ascesa dell'Islam a provocare la rottura della tradizione antica e la separazione tra Occidente ed Oriente mettendo al tempo stesso fine alla unità mediterranea: “Maometto e Carlomagno”. Fa la sua comparsa un'altra religione, un'altra cultura che fa del Mediterraneo Occidentale un lago islamico che isola l'Occidente dall'Oriente, lo ferma, ne impedisce gli scambi mercantili e commerciali, sposta l'asse commerciale dell'Occidente a Nord. L'esito fatale per l'Europa mediterranea è il regresso al feudalesimo. Le invasioni barbariche non hanno mai messo in discussione gl'assi socioeconomici dell'Occidente in cui anzi miravano ad integrarsi. E' l'Islam la mannaia 


fatale che porta l'Occidente alle tenebre del Medioevo. Non si tratta – come molti vorrebbero – della rivolta degli oppressi contro gl'oppressori, che questa avrebbe potuto ben trovare delle comunanze con il 14 luglio e dunque anche con tanta parte laica (ma anche cristiana) dell'Occidente e che invece ha sempre rigettato con forza, come ha sempre rigettato una alleanza contro il “figliastro” dell'Occidente, il 1917. Sono i più ricchi, tra i più ricchi del mondo, i sauditi ad armare e finanziare con alacrità l'ISIS, sono i figli della borghesia islamica europea (e non certo quelli dei poveri ed emarginati) a compiere gl'attacchi. E' negata persino la radice religiosa comune delle grandi figure profetiche da Abramo a Mosé, allo stesso Gesù Cristo, che pure l'Islam dichiara di avere a riferimento. E' negata e combattuta con ferocia Maria di Nazareth, per cui pure in tanti e tante proprio nell'Islam hanno devozione sacra. Insomma un negare ed un porsi al di fuori della stessa propria genesi religiosa e socioculturale per rivendicare fanaticamente una “Sottomissione” (è questo il significato del termine Islam) a sé stante, cieca ed assoluta. Un nuovo modello autistico di “uomo di massa”, un nuovo modello di circoncisione. L'idolatria assoluta del sé, un nuovo modello di uniformismo assoluto, che similmente a quello nazista o comunista semplicemente si connota – miserrimamente – per una diversa uniformità, e, al pari di quelli, in essa vede la propria superiorità e grandezza.
francesco latteri scholten.