mercoledì 29 giugno 2016

No a Mefistofele (uscire da Euro e stampare moneta), sì a Merkel “aumentare prosperità...”.


Se ne sono voluti andare. Invero gli inglesi “non si sono mai sentiti europei se non come tirati per la giacchetta... In tutti questi anni (specie dalla Thatcher in poi ndr.) a Bruxelles non hanno mai fatto altro che remare contro...” A dirlo non è Schoeble né la Merkel o qualcuno del loro entourage e neppure Martin Schulz. A dirlo è l'italianissimo Romano Prodi. E, a rigore, non è né l'unico né il solo. Non è per niente che l'idea di uscire dall'Euro e risolvere tutto semplicisticamente stampando moneta, dal valentissimo ed apprezzatissimo Consigliere di Stato Goethe è messa, nel Faust, in bocca a Mefistofele. La “ricchezza della nazione” è, per dire 100 denari, tu ne hai 10. Ora, abbracadabra, ne stampiamo altri 300 così la “ricchezza della nazione” è 400 ed a te ne do altri 10 così tu ne hai 20... In realtà, i tuoi non te li hanno raddoppiati ma te ne hanno fregato la metà. Quando vai al mercato te ne accorgi: i tuoi 20 denari hanno il potere d'acquisto che prima ne avevano 5. E' così che in Italia, nel ventennio dagli anni '70 agli anni '90, si è distrutta la classe media. Agli inizi degli anni 


'70 un cittadino della classe media guadagnava circa 400.000 lire al mese, un Vespone ne costava 150.000, una “500” 450.000 ed un appartamento in città da 8 a 12 Mln. Agli inizi degli anni '90 un Vespone costava 3.5 Mln, una utilitaria da 7.8 a 9 Mln ed un appartamento in città da 230 a 350 Mln. Il suo stipendio però era di 2.3 Mln. Nominalmente quasi quintuplicato, ma con un potere d'acquisto ridotto a solo 1/3 dell'originario. Da qui il NO secco di tutti gli economisti e politici seri a cominciare da quelli de “Il Sole 24 Ore”, a Prodi, alla Merkel a Schoeble, a Schulz. Da qui l'osservazione di Stefano Rodotà sulla discutibilità del referendum inglese fatto populisticamente senza la debita informazione e l'accusa del Premier spagnolo Rajoy a Cameron: “Ha incendiato la casa per salvare i mobili...” Comunque sia, se ne sono andati e oggi proprio il solo semplice nome di Angela Merkel è una delle più solide garanzie contro le politiche di Mefistofele. Garanzia che vale la crescita delle Borse europee tutte in forte rialzo e la stabilità dell'Euro. L'impegno, al primo Consiglio Europeo senza i sabotatori britannici è per una crescita e prosperità vere e serie per i cittadini dell'Unione nel momento in cui la grave crisi dovuta agli strascichi europei delle “reaganomics”, le “thatchernomics”, sempre di ispirazione mefistofelica, ancora non sono state del tutto superate. Intanto GB, Sterlina e quotazioni inglesi sono in deciso calo ed il “Regno Unito” è più disunito e sgretolato che mai con Londra, la Scozia e l'Irlanda del Nord che chiedono a gran voce di lasciare e stare con l'UE... Forza Angela!
francesco latteri scholten.

venerdì 24 giugno 2016

Vittoria Brexit, migranti e la “Laudato sì”.


Ha vinto Brexit, Cameron si è dimesso. Le “molle” che hanno portato la maggioranza degl'inglesi al pronunciamento per la “Brexit” sono sostanzialmente due: il fattore economico bancario ed i migranti. Il problema bancario rinvia a “Basilea 3”, la versione europea del Dodd Frank Act ed alla Volker Rule, ossia alla separazione tra banche commerciali e banche d'investimento. Il secondo è invece quello che ha pesato senz'altro maggiormente a livello popolare. Sono oltre 340.000 i migranti approdati all'isola nel solo 2015. Di questi, paradossalmente, solo 130.000 sono “migranti” comunemente intesi, per capirci: quelli che da noi in Italia arrivano con i barconi. La stragrande maggioranza (oltre 200.000) dei “migranti” giunti nel Regno Unito, non sono infatti “migranti”, bensì cittadini di altri Paesi dell'UE. Ovvero per l'Inghilterra la questione “migranti” si identifica con Schengen e Schengen è il vero problema migranti. A ciò si aggiunga che l'inglese medio, come il cittadino medio di altri Paesi - Italia inclusa – non è cosciente della grande crisi demografica che attanaglia l'Occidente, Inghilterra inclusa. Solo in Italia la decrescita demografica è di circa 170.000 persone per il solo 2015 ed indice in crescita. In altre parole abbiamo bisogno di almeno 150.000 migranti l'anno per bilanciare un tracollo demografico che già nel breve/medio periodo porterebbe al tracollo anche economico del sistema Italia. I dati per Great Britain sono anche peggiori (come pure per Francia e Germania). E c'è una convergenza tra i due fattori, bancario economico e migratorio, che hanno portato alla Brexit: essi sono entrambi la prova pratica del fallimento e dell'erroneità del sistema di sviluppo per cui si è optato, anzitutto ideologicamente nella UE. E' necesario un abbandono del sistema e l'opzione per un sistema diverso. Mettere al centro la persona in uno sviluppo territoriale ecocompatibile. Una proposta assai valida insieme alla denuncia del sistema è fatto nella “Laudato sì” di Papa Francesco. Invero denuncia e proposta sono più antiche e vengono dalla Compagnia di Gesù già in tempi immediatamente successivi a quelli di Sant'Ignazio. Il sistema fu provato e funzionò bene, ma fu distrutto ad opera degl'imperialismi dell'epoca. Di recente lo si è ripreso autonomamente in Calabria da Mimmo Lucano, Sindaco di Riace: lì funziona proprio grazie ai migranti. Ma a livello europeo così come a livello della maggioranza dei cittadini europei esiste il problema esistito ed esistente tra i cittadini di Riace che hanno scelto di lasciare il loro paesetto. Lo denuncia proprio Lucano: se ne sono andati perché vogliono un modello di sviluppo diverso da quello ecocompatibile con le realtà territoriali. Vale anche per i cittadini britannici come per quelli degl'altri Paesi dell'UE. E, paradossalmente, oggi che sono usciti dall'UE, sia per loro che per gl'altri, entrambi i problemi, quello bancario e quello migratorio restano e restano per tutti, come per tutti rimane il problema a monte: quello dell'impellenza ed improcrastinabilità dell'adozione di un nuovo e diverso modello di sviluppo.
francesco latteri scholten.

giovedì 23 giugno 2016

Dopo elezioni: uno qualsiasi della I Repubblica si sarebbe dimesso.


Si sono battezzati “anni di piombo” e quelli successivi “anni di fango” e qualcuno ne ha descritto gl'uomini per averli “Visti da vicino”. Eppure quegli uomini – dall'estrema destra passando per tutto l'arco parlamentare fino all'estrema sinistra – avevano un loro codice d'oniore, una loro coerenza e responsabilità. Ed erano capaci di trarre le dovute conseguenze. Chiacchierati, discutibili e discussi avevano il senso dello Stato e dell'appartenenza politica. Oggi non è rimasto nulla: si gestisce lo Stato ed il Partito in proprio con un gruppo di amici e si fanno responsabili degli sfaceli quelli che dalla conduzione sono stati esclusi: Governo e Parlamento, direzione del partito e partito. Di più: si usano le riforme costituzionali ed istituzionali in itinere quale strumento di ricatto. Chiedere di prendersi le proprie responsabilità è affossare le riforme che ormai nessuno vuole più perché è caduto il velo sulle loro reali finalità... Ma, come ha scritto qualcuno, “moriu u canu”, le urne hanno decretato la fine di questa Babilonia.
francesco latteri scholten.

lunedì 20 giugno 2016

Grazie ROMA: Virginia Raggi prima Sindachessa della Città Eterna.


“Hanno vinto i romani... Grazie a tutti... è un momento storico... Per Roma è il primo Sindaco donna e questo è importante in questo momento... Adesso inizia il difficile, bisogna governare: c'è tanto lavoro”. Così, a caldo, Virginia Raggi. Il voto: 67.3%, un plebiscito. Dalle urne un dato sociale importante: il M5S vince in tutti i municipi “rossi” e “più rossi”; al PD solo il centro storico ed i Parioli, ovvero il voto dei ricchi e dei più ricchi. “Risultato storico” è il commento di Beppe Grillo. E, comunque sia, da oggi per Roma e per l'Italia inizia un'altra storia: una storia nuova.

Francesco latteri scholten.



P.S. Un augurio personale a Nicoletta Latteri da oggi Consigliere municipale dell' Urbe.

giovedì 16 giugno 2016

Virginia Raggi: Giacchetti all'angolo.




Virginia Raggi si conferma in pole position anche al dibattito dove conferma il suo 10% in più come più che meritato. Empasse per Giacchetti che non riesce sostanzialmente a smarcarsi ed a smarcare le posizioni del PD, al punto ormai che, dopo Matteo Salvini, anche Massimo D'Alema, leader storico della Sinistra, gli preferisce Virginia Raggi ed il qotidiano romano “Il Tempo” titola addirittura “Lei è bella, lui non balla”. A pesare è una situazione nazionale dove il “patto del Nazareno” ha portato ad un incremento record della povertà – + 80%, 4.937.458 italiani e della povertà assoluta, + 130% - situazione cui Roma non è rimasta assolutamente estranea, anzi. A pesare più specificatamente su Roma è una precedente gestione da parte di entrambi i contraenti del “patto del Nazareno”, AN – FI prima e PD poi, caduta in “Mafia Capitale” e negl'abusi, sperperi e connivenze per maxi appalti di grandi opere rimaste grandi incompiute, ma con grandissime cifre ancora da pagare da parte della collettività. Come Nerone: bruciare Roma per appaltarne la ricostruzione e risolvere alla radice il problema della povertà bruciando anche i poveri. Dirottare la campagna elettorale sul tema “Olimpiadi”, già affidato da Berlusconi a Bertolaso con la candidatra di quest'ultimo a Sindaco non allontana certo i sospetti anche se del tema “Olimpiadi” è giusto parlare ed è giusto che abbiano voce in capitolo i romani magari con un referendum anche on-line. L'eventuale affidamento di lavori di vario genere, dalle strade alla sicurezza, a grandi imprese, proposto sempre da Giacchetti, riporta il dubbio. Alla fine è su queste tematiche che la Raggi si mostra assai più solida e credibile: priorità alle emergenze e necessità sociali e privilegio nell'affidamento di lavori a piccole e medie imprese che sono la vera grande realtà di Roma. Insomma i cittadini vengono prima dei progetti faraonici di Neroniana e Bertolasiana memoria. Sulla Chiesa infine le posizioni sono praticamente identiche con il richiamo alle parole di Papa Francesco sulla doverosità da parte della Chiesa e degl'ordini religiosi di pagare le tasse quando si tratti di attività commerciali. Domenica il ballottaggio e speriamo che finalmente al Campidoglio l'aria cambi... Forza Virginia!
Francesco latteri scholten.

lunedì 6 giugno 2016

ROMA, Raggi I con il 10% di distacco. Giachetti in corsa solo grazie al Nazareno...



Affluenza superiore al previsto ed alle precedenti elezioni, 57.19%. Virginia Raggi 35.9%, Giachetti 24.7%. Il ballottaggio necessario egualmente per la legge elettorale blinda “Forza Italia PD” il partito unico di banchieri e petrolieri. Bussola continua ad essere il famigerato patto del Nazareno – nulla a che vedere con ns Signore – con la sapiente guida del piduista Silvio Berlusconi che con la candidatura su Roma di Bertolaso prima e di Marchini poi ha sapientemente convogliato gli elettori su Giachetti. L'esito è il debellamento dei lepenisti della Capitale e lo sfaldamento della stessa area forzista del Partito Unico, ma tanto, ben venga anche quest'ultima: il fine è il “Partito della Nazione”. Licio Gelli è stato un buon Maestro (in tutti i sensi)...
Francesco latteri scholten