martedì 20 dicembre 2016

Berlino Natale, Nizza 14 luglio: Maometto e Carlomagno 2.0 contro Obama il sognatore.




Dodici morti tra cui un'italiana e 50 feriti, bilancio ancora provvisorio, terrorismo islamico ultimo atto della Jihad contro un simbolo dell'Occidente: il Natale, davanti ad un altro simbolo, una Chiesa luogo di Pace. “Penso che quest'uomo (Barak Obama, ndr) stia vivendo nel mondo della fantasia” (…) “E' ovvio per tutti che l'odio tra i musulmani è al di là della comprensione. Dovremo capire da dove e perché viene questo odio, e finché non saremo in grado di determinare questo problema e la minaccia pericolosa che pone, il nostro Paese non può essere vittima di orrendi attacchi da parte di gente che crede solo nella jihad, e non ha senso della ragione e rispetto della vita umana...” Così Donald Trump, 45° Presidente degli USA. Invero nel XXI° secolo l'Islam e la sua Jihad hanno sferrato un attacco ad alzo zero contro l'Occidente ed i suoi simboli: le “Twin Towers” 


(simbolo del prestigio e del potere economico), Charlie Hebdo (la libertà e la satira), il Bataclan (la musica, l'arte e lo spettacolo), Nizza (il 14 luglio), Berlino (il Natale). Un agire che sembra voler dare ragione a forza alle tesi già sostenute negli anni '30 da Henry Pirenne, uno dei più autorevoli ed eterodossi studiosi del medioevo, tesi che ne implica la radicale riformulazione: fu la nascita e la fulminea ascesa dell'Islam a provocare la rottura della tradizione antica e la separazione tra Occidente ed Oriente mettendo al tempo stesso fine alla unità mediterranea: “Maometto e Carlomagno”. Fa la sua comparsa un'altra religione, un'altra cultura che fa del Mediterraneo Occidentale un lago islamico che isola l'Occidente dall'Oriente, lo ferma, ne impedisce gli scambi mercantili e commerciali, sposta l'asse commerciale dell'Occidente a Nord. L'esito fatale per l'Europa mediterranea è il regresso al feudalesimo. Le invasioni barbariche non hanno mai messo in discussione gl'assi socioeconomici dell'Occidente in cui anzi miravano ad integrarsi. E' l'Islam la mannaia 


fatale che porta l'Occidente alle tenebre del Medioevo. Non si tratta – come molti vorrebbero – della rivolta degli oppressi contro gl'oppressori, che questa avrebbe potuto ben trovare delle comunanze con il 14 luglio e dunque anche con tanta parte laica (ma anche cristiana) dell'Occidente e che invece ha sempre rigettato con forza, come ha sempre rigettato una alleanza contro il “figliastro” dell'Occidente, il 1917. Sono i più ricchi, tra i più ricchi del mondo, i sauditi ad armare e finanziare con alacrità l'ISIS, sono i figli della borghesia islamica europea (e non certo quelli dei poveri ed emarginati) a compiere gl'attacchi. E' negata persino la radice religiosa comune delle grandi figure profetiche da Abramo a Mosé, allo stesso Gesù Cristo, che pure l'Islam dichiara di avere a riferimento. E' negata e combattuta con ferocia Maria di Nazareth, per cui pure in tanti e tante proprio nell'Islam hanno devozione sacra. Insomma un negare ed un porsi al di fuori della stessa propria genesi religiosa e socioculturale per rivendicare fanaticamente una “Sottomissione” (è questo il significato del termine Islam) a sé stante, cieca ed assoluta. Un nuovo modello autistico di “uomo di massa”, un nuovo modello di circoncisione. L'idolatria assoluta del sé, un nuovo modello di uniformismo assoluto, che similmente a quello nazista o comunista semplicemente si connota – miserrimamente – per una diversa uniformità, e, al pari di quelli, in essa vede la propria superiorità e grandezza.
francesco latteri scholten.

sabato 17 dicembre 2016

Né promessi né sposi, solo coppie aperte: la nuova legge sul matrimonio targata PD.




Il nuovo ddl dell'On Laura Cantini, PD, abolisce “munus” e responsabilità portando in un orizzonte affatto nuovo da quello morale ed etico. Aveva iniziato un giovane ancorché già dialetticamente e metafisicamente ben preparato Platone ne “La Repubblica”, salvo ravvedersi radicalmente nel maturo “Le leggi”. La concezione di una società senza famiglia era però da allora rimasta, anche se unanimemente rigettata dai popoli, dalla cultura, dalle religioni. La normativa è stata da allora quella formulata in nuce proprio da Platone ne “Le Leggi”: l'unione di uomo e donna per amore, finalizzata alla procreazione. Le religioni pagane antiche, greche e romane prima, il cristianesimo poi, si erano di fatto attenute a questa stessa concezione. Il diritto romano l'aveva normizzata distinguendo nello sposalizio un compito - “Munus” - del padre, il mantenimento, ed un compito della madre, la fedeltà sessuale: Mater munus, da cui matrimonio, e Pater munus, da cui patrimonio. Già per il mondo antico e classico, come ben aveva formulato Aristotele, l'uomo è in quanto essere sociale e la prima socialità dell'uomo ha concrezione proprio nella famiglia. E' la via calcata ed esaltata dal cristianesimo, che trova la sua massima espressione nella teologia tomista. Hegel ne coglie bene il nucleo: con lo sposalizio si passa da un diritto astratto del singolo al diritto concreto dell'uomo e della donna in quanto esseri relazionali. E' quanto realizza l'unione di patrimonio e matrimonio. Il “Munus” dunque è saldamente e fondamentalmente legato alla finalità stessa dell'unione: la procreazione e la creazione con essa di una famiglia. Tutti gli ordinamenti giuridici, non solo quello nostro, avevano sinora proceduto su questa base, questa avevano declamato le religioni. Il ns Codice Civile sancisce l'obbligo di fedeltà al secondo comma dell'art. 143. Un primo colpo era stato assestato già dalla legge Cirinnà che aveva tolto la fedeltà sessuale quale requisito di coppia, seguita a ruota dalla legge 21/ 2012 che ha abolito la distinzione tra figli legittimi e naturali. Il ddl Cantini abolisce la fedeltà sessuale. Il matrimonio, con il nuovo ddl, viene dunque a degradarsi a semplice “convivenza” dal regime della quale nulla lo distingue di fatto, anzi non è neppure questo, è la semplice coabitazione di due singles ciascuno dei quali permane ai propri diritti di tale. Insomma il nuovo ddl Cantini riconduce l'uomo o la donna a semplice portatore di diritti astratti, l'immissione nel diritto concreto che avviene proprio con la creazione della famiglia è negata. E' negato ciò che sempre lo sposalizio sanciva e la cui immissione dell'uomo e della donna era festeggiato: l'ingresso nella piena relazionalità umana adulta con i suoi diritti e doveri, l'essere padre e madre. La normativa Cantini insomma confina la persona nell'orizzonte di un grande hit musicale di qualche decennio fa, “For ever young”, per sempre giovani ma giovani di una piena maturità umana negata: mi sposo per restare single.
francesco latteri scholten.



sabato 10 dicembre 2016

Niente voto prima di giugno: la sovranità popolare delle ns vite di scarto...




Dal Quirinale un nuovo Governo di nominati non eletti dai cittadini. Dal 15 dicembre e per almeno i prossimi sei mesi. Infatti: niente elezioni senza legge elettorale omogenea e funzionante - e sarebbe da vedere quanto sia funzionante quella che ha portato alla situazione attuale -, dunque attesa fino al 24 gennaio per la pronuncia della Consulta, altre tre/quattro settimane per le motivazioni della sentenza (probabile la incostituzionalità). Quindi, i giuristi dovranno vedere quale legge è rimasta in piedi. Poi il Parlamento dovrà legiferare per armonizzare le leggi elettorali di Camera e Senato, in base ai principi della Consulta. Segue: prima di aprile è tecnicamente impossibile la convocazione di qualsiasi comizio elettorale e perciò di elezioni politiche prima di giugno. Dunque di nuovo un Governo di nominati, come in “Vite di scarto”: le nostre. Siamo tanti “homo sacer” vite prive di valore umano e divino, non definiti né dalle norme etico morali che precedono il diritto, né dal diritto. Siamo gli scarti umani su cui è costruito lo Stato moderno, ormai non più in grado di garantire le sicurezze economiche e lavorative ed i diritti dei cittadini. Ciò che infatti si è ormai palesemente delineato, come l'attuale asservimento dimostra, è una realtà politica sovrastatale (Bilderberg, J.P. Morgan etc.) dove lo Stato non ha nessun ruolo e potere e dove viene invece ordinato ciò che all'interno degli Stati deve essere fatto. Siamo passati dallo Stato sociale, il Welfare State, allo Stato penale, in grado solo di imporre modelli dai quali i più sono esclusi e nei quali 


non possono essere assimilati, ma che per questo vanno colpiti, come bene ha osservato Zygmunt Bauman. Il primo obbiettivo dello Stato penale, quello cui siamo ridotti, è la criminalizzazione, non ad es dei dirigenti di Banca Etruria, tutti assolti perchè facenti parte dello Stato penale, ma di tutti noi in quanto non assimilati al modello. Veniamo confinati nelle Banlieues, emarginati, dal nuovo Stato, lo Stato caserma che protegge solo i privilegi degl'appartenenti alle nuove caste sovrastatali. Veniamo colpiti nella dignità, nell'immagine, privati con ciò delle ns qualifiche professionali ancor prima che del lavoro ed esclusi dall'economia, a vantaggio non di chi è più qualificato – papà Boschi è più qualificato o era semplicemente più vicino a Licio Gelli padrino di Banca Etruria? La figlia è più qualificata o più vicina ai succedanei di Gelli & Co? - bensì di chi è più idoneo al perseguimento degli obbiettivi di J.P. Morgan e/o Bilderberg, e la capacità criminale è magari una qualifica reale tra le più importanti. In questa nuova ed attualissima realtà “Vite di scarto” sono anche quelle che erano le élites di un tempo ad es il principe Junio Valerio Borghese, quello del golpe borghese, all'epoca tra gli sponsorizzati di Gelli. Oggi i successori del “Grande Maestro”, ma ancora già lui stesso negl'ultimi anni (è scomparso nel 2015) non hanno che farsene di un Junio Valerio Borghese. Le figure “adatte” sono ben altre e con altri connotati. Oggi anche Junio Valerio Borghese – così come i capi mafia che lo hanno spalleggiato – sono “Vite di scarto”, e qui gl'improvvisi arresti ormai qualche anno addietro, di famosi capimafia latitanti da sempre ed improvvisamente scoperti e catturati (magari grazie ad una foto praticamente inservibile di quando erano poco più che fanciulli): tolti perché non servono più. Perché le loro connotazioni sono inconciliabili: “Vite di scarto” anche loro. Chi sono allora oggi i “Qualcuno”, oggi nello Stato penale? E' semplice e sotto gl'occhi di tutti: quelli che hanno le performances che hanno i “nominati”, i nominati, appunto. Nominati dal sistema sovrastatale, da J.P. Morgan, dal “Gruppo Bilderberg” e da altri. Nominati anche ad eminenza ecclesiastica, nominati anche a Capi Mafia...

francesco latteri scholten.


lunedì 5 dicembre 2016

Referendum: gl'italiani bocciano J.P. Morgan e promuovono Grillo nuovo difensore della Costituzione.



Affluenza elevatissima, 69% : agli italiani preme la propria Costituzione conquistata nella lotta al nazifascismo che il progetto “Rinascita” di Licio Gelli, padrino di Banca Etruria mirava a ricostruire. E vince il “No” e la vittoria è netta con ben 20 punti di scarto: “Sì” 40,5% ; “No” 59.5%. No agli eredi di Licio Gelli e della P2, ovvero la P3 di Verdini & C. , no al duo più uno, Renzi, Boschi e Madia. No ai non eletti, ai designati per conto di J.P. Morgan seguendo la tradizione Napolitano / Monti. No alla politica alla Benito, l'ex socialista che creò il fascismo, no al nominato di sinistra che porta avanti il programma politico delle multinazionali con jobs act, voucher e quant'altro. Gl'italiani hanno detto BASTA. Se il plebiscito delle urne consegna definitivamente Renzi alle sue ormai da tempo improcrastinabili dimissioni, anche il PD esce devastato: entrambi infatti hanno legato la propria immagine a quella delle riforme. L''inversione dell'ultim'ora dell'ala storica Bersani / D'Alema & C. ne sottolinea non la pretesa lungimiranza, bensì la cecità e l'incapacità politica per aver sostenuto per due anni le riforme contro cui hanno finito per votare. Le sue dimissioni insomma restituiscono a Matteo Renzi un minimo di dignità, mentre proprio la vittoria del “No” consegna Bersani / D'Alema & C. ad una irrimediabile cestinatura da parte della Storia. Il “No” è la grande vittoria politica di Beppe Grillo e del M5S, che accusati in massa dai media PD e dai loro istrioni a cominciare da Eugenio Scalfari di populismo, possono ora ben a ragione assurgere al ruolo che in tutto questo tempo hanno avuto, ovvero quello di paladini della Costituzione. Sono loro infatti ad aver combattuto per la ns Costituzione e di più ad avere vinto ed averla salvata dalla svendita, insieme ai nostri diritti, alle banche. “E' una vittoria dei cittadini e dell'Italia” ha subito commentato Beppe. Le conseguenze che ne trae sono due e sono lapalissiane, la prima già in itinere, le dimissioni di Renzi, la seconda il ritorno alle urne affinché gl'italiani abbiano finalmente un Governo eletto da loro. Questo sottolinea Grillo dopo aver fatto approvare già in settimana una nuova legge elettorale. Insomma, come sottolinea bene Beppe “non si può mentire per sempre al popolo senza subire conseguenze.
Francesco latteri scholten.

Ministro Brexit David Davis: Londra disposta congrui pagamenti per restare nel mercato UE.


Inversione a U per Brexit. Mentre continuano gli accordi tra Londra e Francoforte per il mega matrimonio affaristico tra la Borsa di Francoforte e quella di Londra, i due manterrebbero una propria identità ma costituirebbero un unico mega soggetto economico – intorno al 55% la quota di Francoforte, al 45% quella di Londra – David Davis, Ministro GB per la Brexit, si autosmentisce radicalmente. La smentita è a ridosso dell'altra, di Boris Johnson, Ministro degli Esteri U.K che acconsente, contro affermazioni precedenti, alla libera circolazione dei cittadini UE in Inghilterra, e, solo nell'ultimo anno si è arrivati a ben 335 mila cittadini UE in GB. Davis è più radicale e non solo si smentisce ma inverte rotta: non solo non sarà più richiesto il rientro dei miliardi inglesi pretesi a gran voce dai “brexiters” Farage in testa, ma Londra è anzi disposta al versamento di fondi anche cospicui pur di restare nel mercato della UE. “Londra infatti vuole – così il Ministro – il miglior accesso al mercato UE ed ai suoi beni e servizi anche pagando”. Le due principali richieste di Nigel Farage e dei suoi sono così non solo aggirate, ma di fatto il Regno Unito si muove in direzione opposta ad una Brexit votata ma ormai di fatto scatola vuota. Grande soddisfazione a Londra per il neo sindaco Sadiq Khan, come anche in Scozia. Ma non solo, soddisfazione in tutto il manifatturiero inglese, nei settori produttivi in genere e soprattutto in quelli finanziari. Le Borse, a cominciare da quella di Londra premiano la nuova rotta. Premiata anche la Sterlina a quota 1.26 contro il Dollaro e 0.86 contro l'Euro.
francesco latteri scholten.

domenica 20 novembre 2016

Donald Trump: un nuovo (e più cristiano) indirizzo giurisprudenziale alla Corte Suprema.




Istituita il 24 settembre 1789, tre mesi dopo la presa della Bastiglia in Francia, con primo Presidente John Jay in carica già due giorni dopo, la Corte Suprema è la più importante istituzione degli USA per l'indirizzamento sociale e morale degli States e sovrasta in questo allo stesso Presidente. Mentre gli americani infatti hanno conservato al potere giudiziario ordinario tre caratteri distintivi - 1) il giudice può pronunciarsi solo in caso di contestazione; 2) può occuparsi solo di un caso particolare; 3) può agire solo se adito; - la Corte Suprema ha un posto più alto di ogni altro tribunale esistente sia per la natura che per la specie dei soggetti alla sua giurisdizione. L'origine di ogni potere negli USA è infatti la Costituzione e la Corte Suprema è perciò investita del diritto di decidere di tutte le questioni di competenza ed è l'unico tribunale delle nazioni. Il suo ordinamento è giudiziario, ma le sue attribuzioni sono quasi interamente politiche: 9 giudici, di cui il Presidente è nominato direttamente dal Presidente degli USA, giudicano della interpretazione delle leggi e dei trattati e di 



tutte le questioni inerenti lo Jus Gentium. La Corte Suprema è il “gestore” dell'origine di ogni potere e nelle sue mani sono la Pace, la prosperità e l'esistenza stessa degli States. Il potere dei suoi giudici è illimitato, ma è un potere anzitutto morale. Due esempi concreti: nel 1977 la sentenza Roe vs Vade ha legalizzato l'aborto azzerando le leggi di 46 Stati; nel 1998 la sentenza Hustler vs Falwell ha difeso la libertà di espressione. A ragione perciò essa è stata il più importante e combattuto oggetto del contendere della campagna elettorale tra Hillary Clinton e Donald Trump, come di tutte le campagne elettorali USA: si tratta infatti di dare all'esito politico la sua concrezione in indirizzo sociale e morale. Ed un ruolo assai significativo, anche se taciuto dai media, ha avuto nelle ultime elezioni la realtà religiosa degli USA e Donald Trump deve la sua elezione anche ad un suo forte impegno in campo cristiano (non solo cattolico) per il suo dichiarato impegno “pro vita”. Nella sconfitta della Clinton ha giocato invece un ruolo anche l'ennesima prova, a pochi giorni dal voto, della sua vicinanza al satanismo. Se il capo della 



Conferenza Episcopale americana l'Arcivescovo Joseph E. Kurtz di Louisville, Kentucky, ha subito salutato con festosità l'elezione di Donald Trump, il Presidente in pectore ha già più volte confermato di voler tener fede agl'impegni presi, ovvero ha ripetutamente assicurato la nomina alla Presidenza della Corte Suprema di un giudice “pro vita”. Del triplice movimento secondo il quale l'essere umano svolge il suo agire secondo le sue tre inclinazioni fondamentali – conservazione, fecondità, persona – il secondo, la fecondità è adesso ricondotto più vicino all'alveo della grande tradizione valoriale cristiana e con esso anche gl'altri due. Il progetto di Hillary Clinton di concedere l'aborto sino all'ultimo minuto prima del parto è definitivamente abortito. La Corte Suprema, attualmente presieduta da John G. Roberts, contava sino alla morte di Antonin Scalia, conservatore, 4 giudici progressisti ed altrettanti conservatori, ma Obama ha imposto – fuori dalla prassi che solitamente lascia in questi casi l'incombenza al nuovo Presidente – la nomina del progressista Merrick Garland, che deve essere ratificata dal Senato che però è a maggioranza repubblicana ed ha lasciato l'incombenza al dopo elezioni. L'equilibrio che con Garland si sarebbe spostato a sinistra ora si sposta decisamente a destra con il Presidente nominato direttamente da Donald Trump più un probabile altro sostituto a Scalia. In ogni caso il cambio di corso è assicurato.
francesco latteri scholten

lunedì 14 novembre 2016

Chiesa USA in festa: ns candidato pro vita Donald Trump eletto Presidente.




Un fattore tra i più importanti – anche se tra i più taciuti dai media – che hanno contribuito alla caduta dell'asse Obama/Clinton è stata proprio l'avversione alla cristianità (non solo al cattolicesimo) ed alla religiosità in genere. Paradossalmente, proprio la persecuzione ossessiva di Julian Assange ha fatto sì che l'ultima notizia circa il satanismo di Hillary Clinton esplodesse proprio a pochi giorni dal voto. In tutti gl'ambienti cristiani (ma anche delle altre religioni), è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La caduta dell'asse Obama/Clinton ha aperto nuovi ed importanti scenari per la Chiesa e per la cristianità negli USA. Oggi è un grande giorno per la cristianità e per la Vita ha dichiarato Padre Frank Pavone, direttore di Priests for life, mentre l'’Arcivescovo Joseph E. Kurtz di Louisville, Kentucky, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, insieme alle congratulazioni per la vittoria, ha già delineato un programma di collaborazione ambizioso. La meta infatti è quella di abolire l' “Obama care”, ovvero la 


legge di assistenza sanitaria fortemente voluta da Obama e celebrata anche dalla Clinton come fiore all'occhiello. La Chiesa USA e le altre confessioni cristiane e quelle di altre religioni, ovviamente non vogliono l'abrogazione dell'assistenza sanitaria. Ciò che si vuole è l'abrogazione di uno dei perni – anche economici – dell' “Obama care”. Obama infatti non ha statalizzato l'assistenza sanitaria come la ns stampa ha notiziato, bensì ha semplicemente reso obbligatorio l'acquisto di piani assicurativi in cui una parte economicamente importante è data dal costo dell'acquisto obbligatorio dei farmaci abortivi e delle pratiche abortive. Il costo è addebitato al datore di lavoro e chi si oppone, specie per motivi di coscienza è multato con ammende tali da far chiudere qualsiasi azienda. L'obiezione di coscienza è inoltre perseguita 


a norma di legge e con accanimento da parte dell'amministrazione vigente. Ed allora basta “Obama care”, basta attentati alla libertà di coscienza, basta discriminazioni per motivazioni religiose. Sì chiaro e forte ad una nuova legge per l'assistenza sanitaria degna di questo nome. Insieme c'è l'impegno della Chiesa per l'asse centrale della società americana, come di qualsiasi altra: la famiglia. Ad essa ha fatto riferimento particolare il Vescovo Michael F. Burbidge di Raleigh, North Carolina, che ha ricordato come la famiglia sia il pilastro portante della società. Il terzo importante impegno per il quale si auspica il sostegno della nuova Presidenza (che si è fortemente contribuito ad eleggere) è quello della libertà di coscienza e di religione non solo negli states bensì nel Mondo, specie nel tanto bistrattato MediOriente. Programmi dunque vasti ed ambiziosi quelli della Chiesa USA, ma programmi già da sempre portati avanti anche felicemente proprio con Donald Trump. Forti Speranze, ma soprattutto, al momento, grande gioia per le dimensioni schiaccianti della Vittoria: Presidenza, Camera e Senato sono in linea con i programmi sostenuti.
Francesco latteri scholten





mercoledì 9 novembre 2016

USA, Donald Trump nuovo Presidente. Discorso dell'elezione: costruiremo nel dialogo.




Un'era è finita: 275 voti contro 219, i Repubblicani prendono sia la Camera che il Senato. “Scusate se vi ho fatto aspettare...” le prima parole del neoeletto Presidente lasciano i toni rudi della campagna elettorale per assumere quelle di vero Leader. Il motto base del discorso è portatore di un messaggio di programma dalle modalità importanti: “costruiremo nel dialogo...”. Un dialogo volto sia all'interno, agli USA, “ mi ha telefonato Hillary Clinton per farmi gli auguri... è stata una grande combattente ed ha fatto un buon lavoro... è importante ora che, Repubblicani o Democratici che siamo, tutti torniamo ad essere un solo Popolo per costruire insieme e mi sforzerò di essere il Presidente di tutti i cittadini americani...”; sia all'esterno, per la politica estera, “costruiremo nel dialogo con tutti cercando appunto i punti di dialogo con gli altri Paesi e non di contrapposizione”. Apprezzamenti già esternati da Putin e dalla Russia con reazione positiva dei mercati (+ 1,59%); entusiasmo in Italia da parte di Beppe Grillo: "l'elezione di Trump è la più bella vaffanculata mondiale...". Un discorso molto apprezzabile cui non sono estranee anche ulteriori promesse di crescita e di sviluppo: “li raddoppieremo e creeremo milioni di nuovi posti di lavoro”. “L'America deve tornare grande...” Infine i ringraziamenti alla famiglia, ai sostenitori, l'abbraccio ai presenti... Speriamo che il buon giorno si veda dal mattino...
francesco latteri scholten

martedì 8 novembre 2016

La centralità della Famiglia nell'ultimo grande Filosofo cristiano: Hegel (...ed i suoi nemici).




Se l'oggetto della Filosofia è la Verità e perciò Dio nella sua unitrinitarietà – ed è significativo che l' “Eniclopedia” si chiuda prendendo a prestito la descrizione del “pensiero di pensiero”, l'autocoscienza pura della Metafisica di Aristotele, passando dal tedesco direttamente alla citazione in greco – la centralità dell'ultimo grande scritto hegeliano, i “Lineamenti di Filosofia del Diritto”, è occupata dalla Famiglia. C'è infatti continuità profonda, se invero Dio per la sua autocoscienza è ripreso da Aristotele, nondimeno il Dio di Hegel è quello cristiano unitrinitario, Dio dunque – ben lontano da qualsiasi solipsismo - è la più alta relazionalità. Sulla scia di questa, evangelicamente, l' uomo è in quanto persona e dunque relazionalità (come peraltro già di nuovo anche per Aristotele). La relazionalità umana nella sua forma più alta, sulla scia di quella divina, sfocia nella relazione d'amore tra uomo e donna e dunque nella triadicità della Famiglia. E' così che dal “diritto astratto” del singolo si passa alla sua concrezione, la moralità, la quale in sintesi con il diritto astratto ha per esito l'etica. L'uomo è in Hegel, cristianamente essere relazionale, dalla cui relazionalità prima origina il nucleo primigenio, la Famiglia e da essa la Società e lo Stato. La Famiglia: ignorata, maltrattata, diffamata ed apertamente avversata e tacitamente combattuta non meno del grande Filosofo di Stoccarda, da tutta la filosofia successiva. Se infatti tutta la Filosofia precedente culmina in Hegel, quella successiva potrebbe ben 


portare un'unica etichetta: contro Hegel, ma anche contro la Famiglia. L'attacco più duro è sferrato da un hegeliano di sinistra doc, affascinato ed estasiato all'inizio, ma distaccatosi poi con decisione: Karl Marx. Nei confronti di Hegel Marx parlerà di “parricidio necessario” perché lo “spirito” per lui è espressione della realtà materiale e da essa si origina e si leva, dunque necessità di capovolgere la filosofia hegeliana per mettere ordine, per dare alla realtà la sua descrizione vera. Tuttavia senza uno studio propedeutico del filosofo di Stoccarda il discorso di Marx e la sua evoluzione restano in gran parte incomprensibili. Per quanto concerne la Famiglia, ancora ne “Il Manifesto del Partito Comunista” a proposito della alienazione dell'uomo di fatto portata avanti dal capitalismo (in specie quello manchesteriano) Marx denunciava la riduzione dell'uomo a macchina, ad utensile, con orari di lavoro che non lasciano alcuno spazio alla famiglia, agli amici, allo svolgimento di qualsiasi attività socioculturale o politica... La posizione cambierà con “La sacra famiglia”, dove la famiglia non è più parte integrante dell'uomo ma estensione del potere capitalistico. Un sistema, quello capitalistico, destinato a portare alla rivoluzione violenta ed alla espropriazione degli espropriatori e quindi all'instaurazione di un sistema collettivistico sociale “umanitario” che una volta collettivizzati i mezzi di produzione porterà alla società migliore. La Storia ha 
dimostrato che la statalizzazione dei mezzi di produzione non porta affatto all'uscita dal capitalismo bensì semplicemente al passaggio dal capitalismo privato a quello di Stato. Si aprono così le porte ad una nuova (e più perniciosa) forma di totalitarismo in cui la famiglia – e prim'ancora quell'amore da cui essa dovrebbe nascere – sono avversati in quanto 
residui “borghesi”, l'uomo infatti (ma anchje la donna) hanno da essere parte del sistema hanno da essere anzitutto “compagni” prima ancora che amanti, padri, madri, figli, fratelli o sorelle. Un 


orizzonte insomma del tutto analogo a quello in cui sfoceranno gli “hegeliani di destra”: “un bimbo per la Germania, un bimbo per il Fuehrer”... Destra e sinistra hegeliane perciò sfociano in realtà sia pure con connotazioni distinte ma con molti punti in comune, a cominciare dall'origine, e tante (e perniciosissime) similarità: quelle che consentiranno la stretta di mano tra Hitler e Stalin. Ideologie nefaste da cui la Storia ha dimostrato originare solo massacri idicibili, stermini, campi di concentramento rovescio della medaglia e vera realtà su cui era costruito l'ostentato “successo” di entrambe le tipologie totalitaristiche. Solo apparentemente meno pernicioso invece il capitalismo liberista che ostenta e copre ipocritamente la sua realtà con una maschera di “Libertà”, icona propagandata, dietro cui si nascondono sfruttamento e riduzione a schiavitù, e, prima ancora il solipsismo dell'uomo cui unico movente è quello economico. Movente all'insegna e sotto l'egida del quale diventano indistinguibili e privi di senso il Bene ed il Male, ed il giudice ed il criminale finiscono per identificarsi. L'immagine propagandata con grande effetto è quella del bene economico di alcuni assai pochi portato come possibilità accessibile per tutti e dunque della esclusione degli altri, la maggior parte, per “propria colpa”. L'immagine propagandata con grande effetto è quella del “for ever Young”, dietro alla quale si cela e nasconde abilmente la realtà cui “L'eroe solitario” conduce: la denatalità, la senescenza e la morte. “Riguardo alla pretesa di istruire su come deve essere il mondo, va detto che in proposito la Filosofia giunge in ogni caso sempre troppo tardi. In quanto è il pensiero che pensa il Mondo, essa si manifesta nel tempo solo dopo che la Realtà ha completato il proprio processo di formazione...” scriveva Hegel in conclusione alla prefazione dei “Lineamenti di Filosofia del Diritto”. Ebbene in sintonia con ciò, la Storia ci ha mostrato inconfutabilmente che il “capovolgimento” di Hegel, il “parricidio necessario”, hanno portato solo a tre sistemi totalitaristici degeneri il cui esito è lo sterminio di massa, un esito satanico. La Storia, insomma, ha dimostratamente dato ragione al Filosofo di Stoccarda: “Il Reale è Razionale ed il Razionale è Reale” (ibidem) ed il superamento di Hegel ha portato solo a nichilismi distruttivi ed autodistruttivi. Tornare ad Hegel? Sarebbe auspicabile...
francesco latteri scholten

domenica 31 luglio 2016

Rouen: l'assassinio di Padre Jacques Hamel apertura alla Pace ed alla connivenza delle Religioni.




E' stata una vita dedicata alla Pace ed alla connivenza tra le Religioni quella dell'ottantaseienne Padre Jacques Hamel assassinato a Rouen mentre celebrava messa nella chiesa di Saint Etienne du Rouvray. Sua, tra le tante, l'iniziativa di cedere gratuitamente alla comunità islamica il terreno per l'edificazione della locale moschea. Che “nessuno possa arrogarsi di uccidere in nome di Dio” era stato ribadito tanto da Papa Francesco sulla scia di Benedetto XVI, quanto da numerosi leaders religiosi islamici, ma, questa volta, c'è finalmente una presa di posizione forte da parte del Centro per il Culto Musulmano Francese, che non si è limitato a distanziarsi dal gesto bensì è partecipe questa domenica proprio nella chiesa di Saint Etienne du Rouvray come in molte altre chiese 


di Francia. Importante l'emulazione in Italia da parte dei delegati della Comunità Religiosa Islamica Italiana (Coreis). La significatività del gesto è stata sottolineata da molti politici a cominciare dal ns Presidente della Repubblica Mattarella. Molteplici sia in Francia che da noi ed altrove le iniziative di Pace che vedono fianco a fianco cristiani e musulmani. L'atto destinato probabilmente, almeno a quanto si vede in rete, ad incidere più profondamente sull'immaginario jihaddista viene questa volta dalla stessa comunità islamica di Rouen che ha negato la sepoltura religiosa al killer di Padre Hamel giudicandola un insulto all'Islam.
Francesco latteri scholten

giovedì 7 luglio 2016

In memoria di Roberto Sterrantino Maestro pittore di penna a biro e del suo Sogno.


Impossibile pensare a Roberto se non da Vivo. Se fossi un pittore lo ritrarrei seduto al caffè con gl'amici, con la gente, a parlare e scherzare, ma anche a studiare e progettare. A Pensare. Un soggetto per il prossimo quadro, una mostra da realizzare. Di progetti - anche prestigiosi ed importanti, apprezzati e premiati – ne aveva realizzati tanti: esposizione al Louvre, cura della parte artistica dell' Enciclopedia Italiana, per citarne solo due. Vulcanico, il Sogno era Progetto ed il Progetto era realizzazione. E' al caffè che eravamo seduti prima di Natale e poi dopo Pasqua in compagnia anche di pippo Lombardo, apprezzato e stimato autore, per il suo ultimo Sogno: un Museo di Arte Modernada realizzare nell'ormai dimessa zona dell'ex scalo merci di Acquedolci e nei suoi locali. Le sue opere esposte accompagnate ed illustrate da un acrostico di Pippo:

Il “Vaso di Pandora”


A carta bullata
Si fici supecchiu
Pandora indignata
Isò u cupecchiu
Ristau o funnu
A lusinga cchiù bedda
Nun fu di stu munnu
Zillusu, jittalla 'nparedda?
A bracia, ciniri fici
(Giuseppe Lombardo)


Umor Nero


U NIURO ORU nisciutu da navi
Mascariau tutt'intornu mezzu mari
Ogni cosa contaminata chiù vita nun havi
Rimediu o disastru nun si po' dari.
Nenti di mali pi magnati chi tenunu bancu
Estrazioni di greggiu ni fannu a nun finiri
Raffinatulu u trasformunu in ORU BIANCU
Onniputenti, s'accaparrunu l'avveniri
(Giuseppe Lombardo)

Ciao Roberto
francesco latteri scholten.

venerdì 1 luglio 2016

Virginia Raggi da Papa Francesco: ricostruire Roma e ricostruire la Chiesa s'incontrano?


E' ammessa (ed è ben presente) la stampa, anche se la forma scelta è quella della “Udienza Privata”. Le immagini sono toccanti e paiono rinviare ad uno degli scritti più belli del Papa gesuita che ha scelto come icona San Francesco: “Aprite la mente al vostro cuore”. Entrambi contenti: lei emozionata, Lui gioioso. Entrambi con un compito difficile e con tratti in comune: Lui ricostruire la Chiesa, lei ricostruire Roma. Comune è il fine, il Bene Comune, ormai tanto bistrattato. Comune è il punto di partenza, come per San Francesco, gli ultimi, i poveri, le periferie, il degrado. E' possibile guardare al Mondo con occhi nuovi? Papa Francesco sembra dimostrarlo. E' possibile una politica nuova? Sono ormai oltre 4.000 i nuovi posti di lavoro che i 5 Stelle hanno creato con le diverse decine di milioni di Euro raccolti con la rinuncia di una quota del proprio stipendio da parte dei propri politici...
francesco latteri scholten.

mercoledì 29 giugno 2016

No a Mefistofele (uscire da Euro e stampare moneta), sì a Merkel “aumentare prosperità...”.


Se ne sono voluti andare. Invero gli inglesi “non si sono mai sentiti europei se non come tirati per la giacchetta... In tutti questi anni (specie dalla Thatcher in poi ndr.) a Bruxelles non hanno mai fatto altro che remare contro...” A dirlo non è Schoeble né la Merkel o qualcuno del loro entourage e neppure Martin Schulz. A dirlo è l'italianissimo Romano Prodi. E, a rigore, non è né l'unico né il solo. Non è per niente che l'idea di uscire dall'Euro e risolvere tutto semplicisticamente stampando moneta, dal valentissimo ed apprezzatissimo Consigliere di Stato Goethe è messa, nel Faust, in bocca a Mefistofele. La “ricchezza della nazione” è, per dire 100 denari, tu ne hai 10. Ora, abbracadabra, ne stampiamo altri 300 così la “ricchezza della nazione” è 400 ed a te ne do altri 10 così tu ne hai 20... In realtà, i tuoi non te li hanno raddoppiati ma te ne hanno fregato la metà. Quando vai al mercato te ne accorgi: i tuoi 20 denari hanno il potere d'acquisto che prima ne avevano 5. E' così che in Italia, nel ventennio dagli anni '70 agli anni '90, si è distrutta la classe media. Agli inizi degli anni 


'70 un cittadino della classe media guadagnava circa 400.000 lire al mese, un Vespone ne costava 150.000, una “500” 450.000 ed un appartamento in città da 8 a 12 Mln. Agli inizi degli anni '90 un Vespone costava 3.5 Mln, una utilitaria da 7.8 a 9 Mln ed un appartamento in città da 230 a 350 Mln. Il suo stipendio però era di 2.3 Mln. Nominalmente quasi quintuplicato, ma con un potere d'acquisto ridotto a solo 1/3 dell'originario. Da qui il NO secco di tutti gli economisti e politici seri a cominciare da quelli de “Il Sole 24 Ore”, a Prodi, alla Merkel a Schoeble, a Schulz. Da qui l'osservazione di Stefano Rodotà sulla discutibilità del referendum inglese fatto populisticamente senza la debita informazione e l'accusa del Premier spagnolo Rajoy a Cameron: “Ha incendiato la casa per salvare i mobili...” Comunque sia, se ne sono andati e oggi proprio il solo semplice nome di Angela Merkel è una delle più solide garanzie contro le politiche di Mefistofele. Garanzia che vale la crescita delle Borse europee tutte in forte rialzo e la stabilità dell'Euro. L'impegno, al primo Consiglio Europeo senza i sabotatori britannici è per una crescita e prosperità vere e serie per i cittadini dell'Unione nel momento in cui la grave crisi dovuta agli strascichi europei delle “reaganomics”, le “thatchernomics”, sempre di ispirazione mefistofelica, ancora non sono state del tutto superate. Intanto GB, Sterlina e quotazioni inglesi sono in deciso calo ed il “Regno Unito” è più disunito e sgretolato che mai con Londra, la Scozia e l'Irlanda del Nord che chiedono a gran voce di lasciare e stare con l'UE... Forza Angela!
francesco latteri scholten.

venerdì 24 giugno 2016

Vittoria Brexit, migranti e la “Laudato sì”.


Ha vinto Brexit, Cameron si è dimesso. Le “molle” che hanno portato la maggioranza degl'inglesi al pronunciamento per la “Brexit” sono sostanzialmente due: il fattore economico bancario ed i migranti. Il problema bancario rinvia a “Basilea 3”, la versione europea del Dodd Frank Act ed alla Volker Rule, ossia alla separazione tra banche commerciali e banche d'investimento. Il secondo è invece quello che ha pesato senz'altro maggiormente a livello popolare. Sono oltre 340.000 i migranti approdati all'isola nel solo 2015. Di questi, paradossalmente, solo 130.000 sono “migranti” comunemente intesi, per capirci: quelli che da noi in Italia arrivano con i barconi. La stragrande maggioranza (oltre 200.000) dei “migranti” giunti nel Regno Unito, non sono infatti “migranti”, bensì cittadini di altri Paesi dell'UE. Ovvero per l'Inghilterra la questione “migranti” si identifica con Schengen e Schengen è il vero problema migranti. A ciò si aggiunga che l'inglese medio, come il cittadino medio di altri Paesi - Italia inclusa – non è cosciente della grande crisi demografica che attanaglia l'Occidente, Inghilterra inclusa. Solo in Italia la decrescita demografica è di circa 170.000 persone per il solo 2015 ed indice in crescita. In altre parole abbiamo bisogno di almeno 150.000 migranti l'anno per bilanciare un tracollo demografico che già nel breve/medio periodo porterebbe al tracollo anche economico del sistema Italia. I dati per Great Britain sono anche peggiori (come pure per Francia e Germania). E c'è una convergenza tra i due fattori, bancario economico e migratorio, che hanno portato alla Brexit: essi sono entrambi la prova pratica del fallimento e dell'erroneità del sistema di sviluppo per cui si è optato, anzitutto ideologicamente nella UE. E' necesario un abbandono del sistema e l'opzione per un sistema diverso. Mettere al centro la persona in uno sviluppo territoriale ecocompatibile. Una proposta assai valida insieme alla denuncia del sistema è fatto nella “Laudato sì” di Papa Francesco. Invero denuncia e proposta sono più antiche e vengono dalla Compagnia di Gesù già in tempi immediatamente successivi a quelli di Sant'Ignazio. Il sistema fu provato e funzionò bene, ma fu distrutto ad opera degl'imperialismi dell'epoca. Di recente lo si è ripreso autonomamente in Calabria da Mimmo Lucano, Sindaco di Riace: lì funziona proprio grazie ai migranti. Ma a livello europeo così come a livello della maggioranza dei cittadini europei esiste il problema esistito ed esistente tra i cittadini di Riace che hanno scelto di lasciare il loro paesetto. Lo denuncia proprio Lucano: se ne sono andati perché vogliono un modello di sviluppo diverso da quello ecocompatibile con le realtà territoriali. Vale anche per i cittadini britannici come per quelli degl'altri Paesi dell'UE. E, paradossalmente, oggi che sono usciti dall'UE, sia per loro che per gl'altri, entrambi i problemi, quello bancario e quello migratorio restano e restano per tutti, come per tutti rimane il problema a monte: quello dell'impellenza ed improcrastinabilità dell'adozione di un nuovo e diverso modello di sviluppo.
francesco latteri scholten.

giovedì 23 giugno 2016

Dopo elezioni: uno qualsiasi della I Repubblica si sarebbe dimesso.


Si sono battezzati “anni di piombo” e quelli successivi “anni di fango” e qualcuno ne ha descritto gl'uomini per averli “Visti da vicino”. Eppure quegli uomini – dall'estrema destra passando per tutto l'arco parlamentare fino all'estrema sinistra – avevano un loro codice d'oniore, una loro coerenza e responsabilità. Ed erano capaci di trarre le dovute conseguenze. Chiacchierati, discutibili e discussi avevano il senso dello Stato e dell'appartenenza politica. Oggi non è rimasto nulla: si gestisce lo Stato ed il Partito in proprio con un gruppo di amici e si fanno responsabili degli sfaceli quelli che dalla conduzione sono stati esclusi: Governo e Parlamento, direzione del partito e partito. Di più: si usano le riforme costituzionali ed istituzionali in itinere quale strumento di ricatto. Chiedere di prendersi le proprie responsabilità è affossare le riforme che ormai nessuno vuole più perché è caduto il velo sulle loro reali finalità... Ma, come ha scritto qualcuno, “moriu u canu”, le urne hanno decretato la fine di questa Babilonia.
francesco latteri scholten.

lunedì 20 giugno 2016

Grazie ROMA: Virginia Raggi prima Sindachessa della Città Eterna.


“Hanno vinto i romani... Grazie a tutti... è un momento storico... Per Roma è il primo Sindaco donna e questo è importante in questo momento... Adesso inizia il difficile, bisogna governare: c'è tanto lavoro”. Così, a caldo, Virginia Raggi. Il voto: 67.3%, un plebiscito. Dalle urne un dato sociale importante: il M5S vince in tutti i municipi “rossi” e “più rossi”; al PD solo il centro storico ed i Parioli, ovvero il voto dei ricchi e dei più ricchi. “Risultato storico” è il commento di Beppe Grillo. E, comunque sia, da oggi per Roma e per l'Italia inizia un'altra storia: una storia nuova.

Francesco latteri scholten.



P.S. Un augurio personale a Nicoletta Latteri da oggi Consigliere municipale dell' Urbe.

giovedì 16 giugno 2016

Virginia Raggi: Giacchetti all'angolo.




Virginia Raggi si conferma in pole position anche al dibattito dove conferma il suo 10% in più come più che meritato. Empasse per Giacchetti che non riesce sostanzialmente a smarcarsi ed a smarcare le posizioni del PD, al punto ormai che, dopo Matteo Salvini, anche Massimo D'Alema, leader storico della Sinistra, gli preferisce Virginia Raggi ed il qotidiano romano “Il Tempo” titola addirittura “Lei è bella, lui non balla”. A pesare è una situazione nazionale dove il “patto del Nazareno” ha portato ad un incremento record della povertà – + 80%, 4.937.458 italiani e della povertà assoluta, + 130% - situazione cui Roma non è rimasta assolutamente estranea, anzi. A pesare più specificatamente su Roma è una precedente gestione da parte di entrambi i contraenti del “patto del Nazareno”, AN – FI prima e PD poi, caduta in “Mafia Capitale” e negl'abusi, sperperi e connivenze per maxi appalti di grandi opere rimaste grandi incompiute, ma con grandissime cifre ancora da pagare da parte della collettività. Come Nerone: bruciare Roma per appaltarne la ricostruzione e risolvere alla radice il problema della povertà bruciando anche i poveri. Dirottare la campagna elettorale sul tema “Olimpiadi”, già affidato da Berlusconi a Bertolaso con la candidatra di quest'ultimo a Sindaco non allontana certo i sospetti anche se del tema “Olimpiadi” è giusto parlare ed è giusto che abbiano voce in capitolo i romani magari con un referendum anche on-line. L'eventuale affidamento di lavori di vario genere, dalle strade alla sicurezza, a grandi imprese, proposto sempre da Giacchetti, riporta il dubbio. Alla fine è su queste tematiche che la Raggi si mostra assai più solida e credibile: priorità alle emergenze e necessità sociali e privilegio nell'affidamento di lavori a piccole e medie imprese che sono la vera grande realtà di Roma. Insomma i cittadini vengono prima dei progetti faraonici di Neroniana e Bertolasiana memoria. Sulla Chiesa infine le posizioni sono praticamente identiche con il richiamo alle parole di Papa Francesco sulla doverosità da parte della Chiesa e degl'ordini religiosi di pagare le tasse quando si tratti di attività commerciali. Domenica il ballottaggio e speriamo che finalmente al Campidoglio l'aria cambi... Forza Virginia!
Francesco latteri scholten.

lunedì 6 giugno 2016

ROMA, Raggi I con il 10% di distacco. Giachetti in corsa solo grazie al Nazareno...



Affluenza superiore al previsto ed alle precedenti elezioni, 57.19%. Virginia Raggi 35.9%, Giachetti 24.7%. Il ballottaggio necessario egualmente per la legge elettorale blinda “Forza Italia PD” il partito unico di banchieri e petrolieri. Bussola continua ad essere il famigerato patto del Nazareno – nulla a che vedere con ns Signore – con la sapiente guida del piduista Silvio Berlusconi che con la candidatura su Roma di Bertolaso prima e di Marchini poi ha sapientemente convogliato gli elettori su Giachetti. L'esito è il debellamento dei lepenisti della Capitale e lo sfaldamento della stessa area forzista del Partito Unico, ma tanto, ben venga anche quest'ultima: il fine è il “Partito della Nazione”. Licio Gelli è stato un buon Maestro (in tutti i sensi)...
Francesco latteri scholten

lunedì 30 maggio 2016

Gael Giraud gesuita, economista della "Laudato sì", e la separazione tra banche commerciali e di investimento, ovvero tra Occupy e J.P. Morgan.


Gael Giraud, economista rampante della Compagnia di Gesù, ha posizioni nette distanti da quelle del capitalismo manchesteriano e più ancora, ovviamente, da quello firestoniano. "Papa Francesco non è un marxista" ci tiene a specificare e notificare con decisione e lo fa per 3 buoni motivi: perché è vero; per il voto particolare di obbedienza al Papa fatto da tutti i membri della Compagnia; perché è lui, Gael Giraud, l'economista di riferimento della "Laudato sì". "Tout compt fait" la posizione di Padre Giraud risulta avere più di qualche comunanza con la concezione socio liberista del fondatore dell'economia politica moderna Adam Smith in "La ricchezza delle nazioni". Il suo punto di riferimento è tuttavia quello acquisito dall'economia del Novecento all'indomani del Grande Crollo di Wall Street del 1929: la necessità di dividere le banche commerciali da quelle di investimento. Posizione che lo accomuna ad Occupy Wall Street, al rev. Seamus Finn, a Paul Volker ex Presidente della 


Federal Reserve ed a tanti altri (tra cui chi scive). Negli USA, ciò fu imposto per legge nel 1933 con il Glass Steagall Act dal Governo di Franklin Delano Roosvelt. Un concetto dunque tutt'altro che rivoluzionario o marxista, il nome di Roosvelt è associato indissolubilmente a quello del New Deal, ed è comunque un concetto che l'economia successiva avrebbe dovuto dare per definitivamente acquisito. Ronald Reagan e le Reaganomics segnano invece una decisa inversione di tendenza sino al Gramm-Leach-Blealy Act del 1999 con cui si gettano le basi per la libera attività degli intermediari finanziari, perciò dei "derivati" e con ciò della gravissima crisi del 2007. Ovvero dal '79 e segnatamente dal '99 si è tornati a posizioni similari a quelle pre '33 e pre '29. Proprio Paul Volker nel 2010 con il Dodd Frank Act (DFA) ha cercato di reintrodurre la norma dello Glass Steagall Act, che però i nemici della separazione tra banche commerciali e di investimento hanno portato a ben 16 


Titoli, 2315 articoli e 2319 pagine per poter consentirne l'aggiramento... Similmente è accaduto con il "Basilea 3" in Europa. A tutt'oggi perciò la separazione tra banche commerciali e di investimento è il più gravido e combattuto degl'oggetti del contendere tra Banche, in primis J.P. Morgan, ed economisti finanziari da un lato ed i loro avversari dall'altro. Insomma: a differenza che nel 1933, il primo passo per una economia più umanista ed attenta al Bene Comune, primo passo per una economia della Casa Comune, quella sostenuta dalla "Laudato sì", è ancora ben lontano dalla realtà e molto occorrerà fare e combattere per poterlo realizzare. In compenso la spada di Damocle di un nuovo venerdì nero del 1929 o di un nuovo 2007 è più incombente che mai.
francesco latteri scholten.

giovedì 26 maggio 2016

Francia sull'orlo della guerra civile per Jobs Act: solo Mentana rompe silenzio media italiani.


Un abbraccio ed un bacio in fronte ad Enrico, finalmente un giornalista Vero: "... questo TG sceglie di non occuparsi più del referendum che peraltro si terrà tra 6 mesi - salvo ovviamente fatti nuovi e significativi - e si occuperà invece di fatti gravi ed importanti che accadono adesso, quali la gravissima situazione francese..." Così Enrico Mentana al TG sera del 25 u.s.. Poi parte il servizio. E' il primo dei grandi media italiani. Sinora le notizie sui disordini in Francia per l'introduzione di un "Jobs Act" - parallelo a quello introdotto in Italia da un governo Renzi nominato e non eletto dai cittadini e che non rispecchia la volontà popolare - erano filtrate solo indirettamente tramite i 


social media, che vedono sempre più confermato il loro ruolo di fonte informativa primaria. Sono ormai 7 su 10 i francesi che non si riconoscono più in Hollande e nel Governo. L'introduzione del "Jobs Act" è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e così sono iniziati scioperi e proteste ad oltranza. Pugno di ferro del Governo, passaggio all'azione dei Lavoratori: "Nous ne nous faiçon fouttre pas comme les italiens..." è il grido al quale i francesi "hanno messo mano ai Sabots" di passata memoria, ovvero alle celebri calzature in legno massiccio che negli scioperi dell' Ottocento si gettavano negl'ingranaggi dei 


macchinari delle fabbriche provocandone l'inceppamento, da cui il termine sabotaggio. L'azione è diretta: colpire gli approvigionamenti energetici e mettere in ginocchio il Paese. Colpire la rete di distribuzione dalle raffinerie alle autocisterne che trasportano il carburante, bloccare le petroliere nei porti. Manifestazioni in massa nelle grandi città a cominciare da Parigi: "... à la guerre comme à la guerre..." La Francia è ormai in ginocchio, al punto che il Governo ha dovuto dare il via libera all'utilizzo delle scorte di riserva in caso di guerra. Non c'è situazione paragonabile in tutta la storia della Francia Repubblicana, e, chi ha scritto "Rivoluzione in 


Francia..." ha scritto bene, infatti è necessario andare al 1789 per ritrovare qualcosa di analogo ai fatti attuali. I media italiani intanto, con buona pace anche dell' "exploit" di Mentana, continuano ad occuparsi non della Francia, né, tantomeno, delle elezioni amministrative italiane dove si vota tra l'altro sia nella capitale politica, Roma, che in quella economica, Milano, bensì del referendum che si terrà tra sei mesi... E' questo il vero diritto all'informazione.
francesco latteri scholten.

venerdì 20 maggio 2016

Marco: come Cicerone e strenuo difensore della Repubblica. Addio Pannella.


"Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Per quanto tempo ancora cotesta tua condotta temeraria riuscirà a sfuggirci? A quali estremi oserà spingersi il tuo sfrenato ardire?..." Così Marco Tullio Cicerone, il secondo grande paladino della Repubblica della classicità antica dopo Platone, nella più celebre delle sue arringhe, quella contro il cospiratore Catilina. E' a lui ed alla sua concezione di "Cives" e di "Civitas" che va l'ammirazione di Giacinto Pannella. Un'ammirazione che è anche ispirazione decisiva, programma di vita e di impegno e battaglia politica in un'Italia segnata, dai tempi dell'assassinio di Cicerone dall'imperialismo e dal feudalesimo. Il nuovo nome, Marco, sarà la cifra di un impegno civile 

e sociopolitico mirante alla Repubblica ed ai suoi valori, quelli de "La prima deca di Tito Livio" di Machiavelli, altro grande e precipuo riferimento. La "Cifra" di Marco Pannella è questa e dunque non c'è un "di sinistra" o "di destra" né, tantomeno, delle svolte e controsvolte. "Di sinistra" è una delle etichette che il "sistema Italia" nella sua radicale feudalità gl'ha attribuito, per poi, nell'irriducibilità del nostro ad essa, affibbiargli l'altra, quella di "enfant terrible". Sì alla Donna per uscire da quella concezione che vedeva ancora ai suoi tempi nella Maria Montessori, la prima donna laureata, una puntini puntini per aver osato iscriversi all' Università e, udite udite, aver osato addirittura essere lei a decidere con chi fidanzarsi o meno... Sì al divorzio per uscire dall'unicità del matrimonio per imposizione; sì all'aborto per uscire dalla realtà delle mammane... Oggi, maggio 2016, anche Papa Francesco avrebbe dovuto incontrarlo, e padre Raffaele Lombardi, portavoce della Santa Sede ne riconosce il valore civico. "Tu devi essere quello che sei e continuare ad esserlo perché la gente sia come te..." gl'aveva detto il suo amico Pier Paolo Pasolini. E così è: se e finché saremo capaci di sussumere in noi il civismo di Marco potrà esserci la Repubblica e la Civitas e si arringherà contro i tanti Catilina di turno, "... le tue trame sono scoperte, non te ne accorgi? Non vedi che il tuo complotto è noto a tutti?" E sembrerà di vedere Marco, in piazza, con il sigaro fumante...
francesco latteri scholten.

venerdì 13 maggio 2016

La Chiesa torna alle origini, Papa Francesco: sì al diaconato femminile.


Il modello è quello della Chiesa Anglicana. Si va avanti o si torna indietro? E, Papa Francesco è un progressista o un reazionario? Probabilmente sono vere tutte e due le cose e la Chiesa nella sua storia bimillenaria ha conosciuto un evolversi tale che se si rapporta la sua attuale strutturazione a quella originaria della comunità degli Apostoli ed alle comunità cristiane dei primi secoli si resta alquanto perplessi. Il sì di Francesco al diaconato femminile alla vigilia del 13 maggio, Madonna di Fatima, al cui cuore immacolato agl'inizi del suo pontificato Bergoglio ha consacrato il Mondo, riporta in primo piano la più discussa e, da tanta parte della Chiesa, combattuta figura di Maria di Magdala. Probabilmente vicina agli Esseni, donna assai colta e progressista (e per questo contestata e diffamata) autrice di un Vangelo, ovviamente gnostico, era vicina a Gesù almeno quanto (o forse più) del "primo cerchio", i Tre, Pietro, Giacomo e Giovanni. Gl'apocrifi di Filippo e Tommaso la indicano come la "compagna" di Gesù. Apostola instancabile anch'essa e venerata tutt'oggi dalla Chiesa d'Oriente come 13° Apostolo, proprio per la sua brillantezza ed il suo essere Donna fu, dopo la morte e risurrezione di Gesù, costretta alla fuga. E' il 23 maggio quando una barca la lascia con la sua bambina sulle rive della Camargue in Francia nel luogo che da quei tempi sarà chiamato Les Saintes Maries de la mer. Da allora il ruolo della Donna nelle comunità cristiane è andato via via scemando parallelamente alla progressiva collusione con il potere temporale e la strutturazione gerarchica. Si va dal Concilio di Nicea 325, presieduto dall'imperatore Costantino che attenderà tuttavia il letto di morte per farsi battezzare, alla definitiva strutturazione della centralità e primarietà del "Vescovo di Roma" e della gerarchia con Papa Leone Magno (440-461). Papa Gelasio I (492-496) rivendicherà con forza l'indipendenza del potere spirituale. Si tornerà tuttavia ad avere come riferimento pratico il modello imperiale, cosa che porterà allo sfacio della Chiesa arginato con forza da Francesco d'Assisi e dalla corrente da lui iniziata e tutt'oggi proficuamente operosa, cui lo stesso attuale Pontefice (peraltro di Spiritualità ignaziana) si rifà. Un sintomo indiretto della questione della Donna nella Chiesa è anche il dogma dell'Immacolata Concezione: affermato con decisione da uno dei più grandi Filosofi medioevali, Giovanni Duns Scoto, non a caso un francescano, dovrà attendere i clamori di Lourdes nell'Ottocento prima di essere ammesso dalla Chiesa. Dopo il "Totus tuus" di Giovanni Paolo II e le sue forti dichiarazioni da apertura e più spazio alla Donna, rimaste quasi del tutto verbali al punto che qualche commentatore un pò sfacciato aveva sussurrato "... bisogna vedé s'è più spazio da lavà per terra..." sembra che finalmente si vada avanti (o indietro?) per davvero. Personalmente la vedo come la Chiesa d'Oriente: Maria di Magdala 13° Apostolo. Un Grande Apostolo.
francesco latteri scholten.

mercoledì 11 maggio 2016

Campidoglio, Marchini sostenuto anche da Renzi: Sindaco per Decreto


La campagna per le elezioni al Campidoglio procede forte a colpi di autogol, quali mai la plurimillenaria storia della "Città eterna" aveva visto, probabilmente anche perché proprio questa sua storia che affonda nella notte dei tempi, aveva sempre assicurato una selezione politica connotata se non sempre dall'integrità, perlomeno dall'accortezza politica, come "I discorsi su la prima decade di Tito Livio" di macchiavelliana memoria bene insegnano. Si è iniziato, primo autogol, con il rifiuto della Meloni al sostegno di Berlusconi che ha costretto il Cavaliere a candidare Bertolaso prima e sostenere quindi insieme a quest'ultimo Alfio Marchini, con l'ira di Salvini e Meloni. L'ultimo e più grande ed autorevole autogol, è invece quello segnato da Matteo Renzi in persona. Il Premier infatti, dopo essersi alienato via via simpatie e sostegno di larga parte di coloro il cui sostegno ha fortemente contribuito alla sua ascesa al potere, dal "gruppo" De Benedetti / Repubblica, a parte del "Corriere" etc, ha pensato bene ultimamente di liberarsi anche del sostegno del Vaticano ed a tal fine - ci sarà pure una logica in questo ma mi sfugge - di sostenere quanto più fortemente possibile proprio il candidato più sostenuto dalla Santa Sede per la prima carica della città di Roma: Alfio Marchini. Il genio politico si concreta con una mossa politica delle più profonde: a poche settimane dal voto imporre per decreto l'equiparazione di matrimoni ed unioni civili (vietata dal dettato costituzionale), fortemente osteggiata dalla Chiesa. La presa di posizione del Card. Nunzio Tarantini segretario della CEI non si è ovviamente fatta attendere. Non solo: la Curia, notoriamente un attimino più lungimirante anche di politici un tantinello più svegli, quasi ad anticipare la "mossa" del Premier, già qualche giorno addietro aveva invitato Marchini in Vaticano. Come dire, Renzi ha voluto assicurarsi della certezza prima del voto di avere contro di sé il primo datore di lavoro della capitale ed il suo primo attore culturale e sociopolitico da 2.000 anni. Insomma, per Alfio Marchini il genio politico di Matteo Renzi finisce di fatto per contare ben più di quello del suo più forte sostenitore politico diretto, Silvio Berlusconi: a quanto pare, il nuovo sindaco di Roma è stato già fatto: per dercreto.
francesco latteri scholten

domenica 8 maggio 2016

Il Brennero e la 127: torna l'Europa dei Medici e dei Fuegger?


Almeno per il momento, con buona pace dei facinorosi delle varie fazioni, il muro al Brennero non si farà. Ci sarà invece una maggiore collaborazione tra le forze dell'ordine italiane ed austriache. Il grave problema migratorio si avvia ad una ulteriore miglioria anche se i problemi di fondo nella crisi mediorientale permangono, così come quelli integrativi tra Oriente e Occidente. La crisi del Brennero è tuttavia il sintomo di una crisi di fondo anche per quanto riguarda l'integrazione in ambito europeo tra i vari Paesi dell'Unione e non solo più segnatamente quelli dell'ex Europa dell'est. In particolare per l'Italia il momento della massima integrazione ed anche della massima espansione sui mercati europei, segnatamente il centro e nord Europa, porta l'immagine ormai sbiadita dagl'anni della mitica 127, il prodotto con cui la FIAT diventa il primo costruttore estero in Germania e non solo. Realizzata non grazie a Gianni Agnelli che la FIAT già all'epoca voleva togliersela, bensì al finanziere palermitano Enrico Cuccia, l'allora avveniristica utilitaria non solo trascinò con sé l'exploit del 


manifatturiero italiano in genere, ma nel suo settore portò alla commissione di notevole componentistica italiana da parte della stessa industria tedesca a cominciare dai marchi di prestigio del settore. Il centro e nord Europa totalizza da solo circa il 50% dell'export italiano. Da allora, siamo a metà degl'anni '70, di acqua sotto i ponti ne è passata e molte cose, soprattutto in ambito economico commerciale, ma anche produttivo industriale, sono cambiate. L'Italia ha preso maggiore coscienza della sua realtà geopolitica, al centro del Mediterraneo, e l'ha tradotta in termini commerciali e così i rapporti con i Paesi mediterranei e per l'Africa non solo con i Paesi affancianti sul mare, ma con il continente in genere, sono assai accresciuti, mentre in parallelo i rapporti 


commerciali con il centro e nord Europa, pur restando assai importanti sono notevolmente decresciuti con minus a due cifre. Il centro nord Europa, e segnatamente la Germania ha invece assai accresciuto il rapporto commerciale con l'Oriente e specialmente la Cina: 1/3 delle BMW ed 1/4 delle VW, ma vale per molti altri manufatti, sono ormai venduti in Cina. L'integrazione, come bene ci hanno insegnato Willy Brandt ed Helmut Schmidt, è anzitutto integrazione economica, questa già all'epoca la chiave della Ostpolitik che portò alla caduta del muro di Berlino. Questa integrazione, che per l'Italia nel centro e nord Europa ha avuto il suo massimo proprio con la 127, bissata dalla Uno, è andata poi sminuendo ed i flussi commerciali tornano a somigliare a quelli dei tempi andati in cui i Medici segnavano l'economia mediterranea ed i Fuegger quella del centro nord Europa da Parigi a Danzica, includendo ovviamente i celebri porti e centri commerciali delle città dell' HANSA, a cominciare da Amburgo...
francesco latteri scholten.