venerdì 21 luglio 2017

Il de profundis del cattolicesimo: il coro di Ratisbona intona le note della teologia della liberazione.


Sono tante più o meno recenti, ma anche antiche, le apparizioni della Madonna e le profezie che danno il crollo del cristianesimo in Occidente e la sua rinascita dalla Russia. La profezia sta indubbiamente avverandosi sotto gl'occhi di tutti. E' sigfnificativo che il cristianesimo rinasca con forza proprio lì dove il marxismo l'aveva praticamente distrutto. E' significativo che ciò avvenga dopo il crollo del marxismo che si era illuso di costruire una società migliore e più giusta ripetendo l'errore di Marx, che, sulla scia della “mano invisibile” di Adam Smith (il laissez faire che tutto si aggiusta), aveva creduto che bastasse a ciò spogliare gli usurpatori e statalizzare i mezzi di produzione. Si è così non usciti dal capitalismo come Marx agognava, bensì soltanto entrati in una sua altra e più perniciosa forma: il capitalismo di Stato. Nel 1989 quel regime è morto ed oggi la Russia sta rinascendo. Una rinascita che vede la Risurrezione forte del cristianesimo. Anche l'altro grande fratello marxista, la Cina, ha decretato ufficialmente con Xi Jinping il definitivo abbandono del marxismo ed il ritorno alla grande storia e tradizione cinese, ossia al confucianesimo. Ma, mentre in Russia si tolgono le statue di Lenin ed in Cina quelle di Mao, paradossalmente, nella Chiesa “Cattolica” il marxismo, con la “teologia della liberazione”, ha saldamente preso piede soprattutto in America Latina, dove a Concordia in Brasile nel 1938 è nato uno dei suoi più importanti fondatori, Leonardo Boff. Nel 1985, l'allora preposto alla Congregazione della Dottrina della Fede, Crad. Joseph Ratzinger lo ha ammonito e l'anno successivo condannato al “silenzio rispettoso”. La condanna, contrariamente a quanto creduto da certa parte dell'opinione pubblica, non avviene ad opera di un reazionario intransigente, di un “pastore tedesco”, bensì da parte del più grande Teologo del Novecento, un progressista, che San Giovanni XXIII aveva chiamato a dirigere i lavori del Concilio Vaticano II proprio per il suo essere progressista. Apertura al progresso ed accettazione di tutto quanto possibile di 


esso, ma tenendo saldamente la mente e gl'occhi a Cristo, al suo Vangelo, alla tradizione bimillenaria della Chiesa. Per questo anche Paolo VI prima e San Giovanni Paolo II poi, hanno fatto riferimento a Joseph Ratzinger. Ma, una teologia, quale quella della “liberazione” cui riferimento centrale è un modello sociologico marxista materialista integralista non è eo ipso accomunabile con il cristianesimo. Leonardo Boff ha però sempre rifiutato i criteri della sociologia cristiana e per questo, coerentemente, nel 1992 ha lasciato il sacerdozio e l'Ordine francescano cui apparteneva. Molti suoi compagni di cordata non hanno avuto la sua coerenza e dall'interno della Chiesa hanno continuato la loro lotta (o guerra?) per la loro “teologia” e sociologia material marxista (che, in quanto materialismo, teologia non è) che non è assimilabile e cumulabile – se ne sono resi conto loro stessi – con la Teologia Cristiana. Guerra a questa Teologia e guerra all'Occidente ed al Nord perchè questa Teologia è quella dell'Occidente e del Nord, un Occidente ed un Nord che non si è mai stati capaci di vedere se non nell'angusto limite dei propri pregiudizi. Un Occidente ed un Nord che non si è mai stati capaci di vedere se non da fuori. Una guerra in cui, al pari della Jihad islamica, si vuole l'Occidente morto, per principio. Un Occidente di cui si vedono i limiti e si negano le grandezze. Ebbene: nessuno più di Joseph Ratzinger, da prima del Concilio, a tutto il suo pontificato, e sino ad oggi, è la migliore incarnazione di tutto ciò. Nessuno più di lui, per questo, va CANCELLATO. Ma, proprio l'Occidente ormai scristianizzato, assai più che la Russia rampante con un risorto cristianesimo o la Cina altrettanto rampante con un redento Confucio, è il terreno ideale per la guerra alla Teologia. Una Germania, oltre che una Francia e Belgio e tanti altri, ormai secolarizzati dove il Cristianesimo è in agonia, è il terreno ideale dove colpire, dove portare a termine la cancellazione. Ed ecco allora che, in nome e sotto l'egida di una “teologia della liberazione” - cui 


afferiscono mercanti di schiavi e speculatori di uomini come Soros, satanisti come Hillary Clinton – il coro di Ratisbona intona l'inno della “teologia della liberazione”, cui fine è appunto la cancellazione. Ma, se alla luce delle profezie e delle apparizioni della Madonna, guardiamo alle immagini della Storia, nell'abbraccio di Papa Benedetto con il Patriarca Russo e con lo stesso Putin non possiamo non vedere il passaggio del testimone. In Russia la Madonna ha schiacciato la testa al serpente marxista che ora grazie a Soros e Clinton è entrato ai massimi vertici della Chiesa. Ebbene anche nella Chiesa al serpente sarà schiacciata la testa, perchè quand'anche egli vi imperasse, impererebbe sul nulla, perchè “sono arrivati molti falsi pastori ma le pecore non li hanno seguiti” e la Chiesa di Soros, Clinton & C. è vuota, come di fatto lo sono sempre di più tutte le chiese. La Russia lo dimostra: le teologie della liberazione possono solo perseguitare e distruggere. La Russia lo dimostra: solo Cristo può riempire la Chiesa: Christus vivit, Christus regnat, Christus imperat. La “teologia della liberazione” può solo fare ciò che sta già facendo con la sua regia e le note del suo nuovo inno il coro di Ratisbona, un tempo il primo al mondo, oggi una farsa che intona una canzonaccia popolare da bettole e bordelli. La vera essenza della “teologia della liberazione” ed i luoghi e le genti presso cui può fare qualche occasionale e sporadico adepto.
francesco latteri scholten


P.S. I 547 casi di violenza e 67 “abusi” riguardano la Vorschule Etterzhausen diretta da Johan Maier e frequentata anche da allievi del Coro di Ratisbona. Ratzinger non c'entra un cazzo. Di più il Card. Muller non è quello che ha insabbiato, bensì quello che ha aperto l'inchiesta... Di più ancora i principali presunti responsabili, tutti laici e della Vorschule, sono morti da decenni... Di più i reati sono prescritti pure essi da decenni... Rete di cazzari.

venerdì 16 giugno 2017

Roma VIII Municipio: con Giorgia Meloni anche Nicoletta Latteri Presidente Commissione Cultura.


Continua l'esodo in massa dai 5 Stelle, l'Istituto Cattaneo ha accertato che la perdita di consensi rispetto al picco del 2013 è di ben 18 punti percentuali. Tra i nominativi eccellenti che hanno lasciato c'è quello del “Molleggiato”, Adriano Celentano che già nel 2015 ha pubblicamente espresso il proprio orientamento per Matteo Salvini. Su Roma non c'è eccezione ed il disamore e la fuga sono a tutti i livelli, sia popolare e di massa che di élite. Il Municipio VIII, ex roccaforte delle sinistre al punto di boicottare da decenni anche l'incontro annuale intercristiano c/o la Basilica di San Paolo fuori le mura, presieduto dal Santo Padre, cui la presenza delle autorità civili è stata ripristinata solo all'ultima edizione dal Presidente della Commissione Cultura Nicoletta Latteri, è diventato roccaforte grillina alle ultime amministrative ed ora registra il passaggio in massa a Fratelli d'Italia. Il passaggio è anzitutto di base e dal basso: la gente comune che dopo l'entusiasmo iniziale nel giro di poco più di un anno è delusa, amareggiata e risentita. A livello manageriale l'alto profilo professionale degli eletti si è trovato quasi da subito a dover “fare a pugni” all'interno dello stesso movimento da un lato con i vertici capitolini, dall'altro con elementi ideologizzati della base. A scegliere di lasciare tra i primi Paolo Pace, ottimo manager e dirigente ENI, big pentastellato da 30.000 voti, Presidente del Municipio, subito bene accolto dai Fratelli d'Italia. Lasciano ora per passare a Fratelli d'Italia altre due Consigliere tra le più votate, impegnate e professionali: Rita Brigida e Nicoletta Latteri. Da parte di Fratelli d'Italia c'è una nota congiunta assai felice rilasciata da Andrea de Priamo Vicepresidente dell'Assemblea Capitolina, Alessio Scimé capogruppo del Consiglio Municipio VIII e Andrea Colangelo coordinatore municipale: "La comunità e la squadra di Fratelli d'Italia Roma e dell'VIII municipio si arricchiscono della collaborazione di due consigliere uscenti, Rita Brigida già vice Presidente d'Aula ed ex Presidente della commissione Ambiente e Servizi Sociali e Sport e Nicoletta Latteri ex Presidente commissione Cultura che aderiscono a FdI. Dopo l'ex presidente del Municipio Paolo Pace anche due tra le più valide e votate consigliere ex 5 stelle dell'ultima consiliatura aderiscono al partito di Giorgia Meloni. Accogliamo a braccia aperte Nicoletta e Rita che hanno dimostrato anche in passato amore per il territorio e professionalità. Nella consiliatura terminata con le dimissioni del presidente Pace si sono distinte dagli altri componenti la maggioranza per la capacità di mettere al primo posto gli interessi dei cittadini ed il rispetto delle regole prima ancora degli interessi propri e di partito. Siamo sicuri che insieme potremo proseguire il lavoro che FdI svolge attivamente e quotidianamente sul territorio con trasparenza ed impegno". Forza Nicoletta... Auguri e buon lavoro a tutti
francesco latteri scholten

sabato 10 giugno 2017

Thomas De Quincey: la rosa di Paracelso


Nel suo laboratorio, che comprendeva le due stanze dello scantinato, Paracelso chiese al suo Dio, al suo indeterminato Dio, a qualunque Dio, di inviargli un discepolo. Imbruniva. Il magro fuoco del camino proiettava ombre irregolari. Alzarsi per accendere la lanterna di ferro avrebbe richiesto uno sforzo eccessivo. Paracelso, distratto dalla fatica, dimenticò la sua preghiera. La notte aveva cancellato l'athanor e i polverosi alambicchi quando bussarono alla porta. Insonnolito, l'uomo si alzò, salì faticosamente la breve scala a chiocciola e socchiuse un battente. Uno sconosciuto entrò. Anch’egli era molto stanco. Paracelso gli indicò una panca; l'altro sedette e attese. Per un certo tempo non scambiarono tra loro nemmeno una parola. Il maestro fu il primo a parlare. “Ricordo volti d'Occidente e volti d'Oriente”, disse, non senza una certa enfasi. "Non ricordo il tuo. Chi sei tu e che vuoi da me?” “Il mio nome non ha importanza”, replicò l'altro. "Ho camminato tre Giorni e tre notti per entrare in casa tua. Voglio diventare tuo discepolo. Ti ho portato tutti i miei beni”. Tirò fuori una borsa e la rovesciò sulla tavola. Le monete erano molte e d’oro. Lo fece con la mano destra. Paracelso, per accendere la lanterna aveva dovuto voltargli le spalle. Quando tornò notò nella sua mano sinistra una rosa. La rosa lo inquietò. Si chinò, giunse le estremità delle dita e disse: "Tu mi credi capace di elaborare la pietra che trasmuta gli elementi in oro e mi offri oro. Non è l'oro ciò che cerco, e se è l'oro che ti interessa, tu non sarai mai mio discepolo.” "L’oro non mi interessa” rispose l'altro. “Queste monete non sono altro che una prova del mio desiderio di apprendere. Voglio che tu mi insegni l’Arte. Voglio percorrere al tuo fianco la via che conduce alla Pietra”. Paracelso disse lentamente: "La via è la Pietra. Il punto di partenza è la Pietra. Se non comprendi queste parole, non hai ancora cominciato a comprendere. Ogni passo che farai è la meta." L'altro lo guardò con aria diffidente. Disse con voce 


chiara:"Ma esiste una meta?” Paracelso si mise a ridere. "I miei detrattori, che non sono meno numerosi che stupidi, sostengono il contrario e mi accusano di essere un impostore. Non do loro ragione- ma non è impossibile che io sia un illuso. So che esiste una via.” Vi fu una pausa e l'altro disse:“Sono pronto a percorrerla con te. anche se dovessimo viaggiare per molti anni. Lasciami attraversare Il deserto. Lasciami intravedere almeno da lontano la terra promessa, anche se gli astri me ne vieteranno l'accesso. Ma prima di intraprende il viaggio, io voglio una prova.” “Quando?" disse Paracelso, con inquietudine. “Subito”, rispose il discepolo con brusca determinazione. Avevano iniziato la conversazione in latino ora parlavano in tedesco. Il giovane levò in alto la rosa. "Affermano", disse, "che tu puoi bruciar una rosa e farla rinascere dalle ceneri per opera della tua arte. Lascia che io sia testimone di questo prodigio. Ecco ciò che chiedo, poi la mia vita sarà tua.” "Sei molto credulo", disse il maestro. "Non so che farmene della credulità; esigo la fede." L'altro insistette."E’ proprio perché non sono credulo che voglio vedere coi miei occhi l'annientamento e la resurrezione della rosa." Paracelso l'aveva presa in mano, e parlando giocherellava con essa. “Sei credulo” disse “Tu dici che io sono capace di distruggerla?" "Nessuno è incapace di distruggerla ", rispose il discepolo. “Ti sbagli. Credi forse che qualcosa possa esser reso al nulla? Credi che il Primo Adamo nel Paradiso abbia potuto distruggere un solo fiore, un solo filo d'erba?" “Non siamo nel Paradiso”, disse ostinato il giovane; “qui, sotto la luna, tutto è mortale.” Paracelso si era alzato in piedi. "E in quale altro luogo siamo? Credi che la divinità possa creare un luogo che non sia il Paradiso? Credi che la caduta sia altro dall'ignorare che siamo nel Paradiso?" "Una rosa può bruciare", disse il discepolo in tono di sfida. “V'è ancora del fuoco nel camino", rispose Paracelso. "Se tu gettassi questa rosa fra le braci, crederesti che le fiamme 


l'abbiano consumata e che sia la cenere a essere reale. lo ti dico che la rosa è eterna e che solo la sua apparenza può cambiare. Mi basterebbe una parola perché tu la potessi vedere di nuovo." "Una parola?" disse stupefatto il discepolo. "L'athanor è spento, gli alambicchi sono coperti di polvere. Che, farai per farla rinascere?" Paracelso lo guardò con tristezza. “L'athanor è spento", ripeté, "e gli alambicchi sono coperti di polvere. In questo tratto della mia lunga giornata uso altri strumenti.” "Non oso domandare quali", disse l'altro con malizia o con umiltà. "Parlo di quello che usò la divinità per creare il cielo e la terra e l'invisibile Paradiso in cui ci troviamo e che ci è nascosto dal peccato originale. Parlo della Parola che ci insegna la scienza della Cabala." Il discepolo disse freddamente:"Ti chiedo la grazia di mostrarmi la scomparsa e la ricomparsa della rosa. Poco m’importa che tu operi per mezzo del Verbo o degli alambicchi." Paracelso rifletté. Infine disse:"Se lo facessi, tu diresti che si tratta di un'apparenza imposta ai tuoi occhi dalla magia. Il prodigio non ti donerà la fede che cerchi. Dunque lascia stare la rosa." Sempre diffidente, il giovane lo guardò. Il maestro alzò la voce e gli disse:“E inoltre, chi sei tu per introdurti nella dimora di un maestro ed esigere da lui un prodigio? Che hai fatto per meritare simile dono?" L’altro replicò, tremando:"So bene che non ho fatto nulla. Ti chiedo in nome del molti anni in cui studierò alla tua ombra, di lasciarmi vedere la cenere e poi la rosa. Non ti chiederò altro. Crederò alla testimonianza dei miei occhi.” Bruscamente, afferrò la rosa rossa che Paracelso aveva lasciato sul leggìo e la gettò tra le fiamme. Il colore si perse e rimase solo un po' di cenere. Per un istante infinito egli attese le parole e il miracolo. Paracelso era rimasto impassibile. Disse con strana semplicità: "Tutti i medici e tutti gli speziali di Basilea affermano che io sono un mistificatore. Forse essi sono nel vero. Qui riposa la cenere che fu rosa e che non lo sarà” il giovane si sentí pieno di vergogna. Paracelso era un ciarlatano o un semplice visionario, e lui, un intruso, aveva varcato la sua porta e ora lo costringeva a confessare che le sue famose arti magiche erano vane. Si inginocchiò, e disse:"Ho agito imperdonabilmente. Mi è mancata la fede che il Signore esigeva dai credenti. Lasciami ancora guardare la cenere. Tornerò quando sarò piú forte e sarò tuo discepolo e in fondo al cammino vedrò la rosa." Parlava con passione autentica, ma quella passione era la pietà che gli ispirava il vecchio maestro, tanto venerato, tanto attaccato, tanto insigne e perciò tanto vuoto. Chi era lui, Johannes Grisebach, per scoprire con mano sacrilega che dietro la maschera non c'era nessuno? Lasciare le monete d'oro sarebbe stata un elemosina. Le riprese uscendo. Paracelso l'accompagnò al piedi della scala e gli disse che sarebbe sempre stato il benvenuto. Entrambi sapevano che non si sarebbero visti mai piú. Paracelso rimase solo. Prima di spegnere la lanterna e di sedersi nella poltrona consunta, raccolse nell'incavo della mano il piccolo pugno di cenere e disse una parola a bassa voce: la rosa risorse

Thomas De Quincey, Writings. XIII. 345 

lunedì 8 maggio 2017

Francia, un giorno nuovo: vince la Repubblica e vince l'Europa.


66.3%, Vittoria netta e schiacciante. Festa Grande. La dichiarazione arriva intorno alle 21, esulta la Repubblica, esulta la Francia, esulta l'Europa. L'appuntamento più importante con il neoeletto Presidente è al Louvre e la folla è in tripudio. Il saluto è con l'inno alla gioia di Ludwig van Beethoven, l'inno europeo: la folla, tutti e ciascuno lo intonano in festa ed applauso. Vinta una nuova lotta contro il nazifascismo, di cui cade l'anniversario della 


Liberazione. L'Europa tira un respiro di sollievo ed inneggia a Festa. Vive la Repubblique, vive l'Europe, vive la France.
Francesco latteri scholten.

lunedì 24 aprile 2017

Anne Hidalgo: trionfo repubblicano di Parigi (Le Pen sotto il 5%).


Sono a caldo, nella notte, le valutazioni sulla prima tornata per le presidenziali, di Anne Hidalgo, Sindaca di Parigi. Riguardano anzitutto la sua città, che sta validamente governando e rendendo via via più a misura d'uomo con la istituzione di colonne di depurazione dell'aria, miglioramento del già ricco verde cittadino, delle zone pedonali, della salute, dell'istruzione. Sono valutazioni fortemente positive. Nella capitale l'affluenza è stata in assoluto la più alta di tutta la Francia e la più alta degli ultimi tempi: 84%. Un risultato importante che segna l'affezione dei cittadini per la Repubblica e la Democrazia. Assai significativo, nonostante gl'attacchi terroristici anche a ridosso delle elezioni, il crollo deciso del Front Nationale di Marine Le Pen che in città non è riuscito a raggiungere neppure il 5%. Vuol dire che “In questa città aperta al mondo, ricca della sua diversità, inclusiva, progressista, che si è mobilitata per l'accoglienza dei rifugiati e per le conquiste sociali, questo risultato conferma che i parigini sono riusciti ad equilibrare l'intelligenza collettiva e la solidarietà.” Così la Sindaca. Ed ancora: “tutto ciò ci incita a proseguire la ns politica municipale progressista con sistemi partecipativi che coinvolgono direttamente i cittadini nella gestione della loro città, la miglior politica per arginare l'estrema destra e costruire l'avvenire per i ns figli... (…) Qui a Parigi ho avuto l'onore di confederare da ormai più di tre anni una Equipe pluralista, umanista e progressista che si appoggia alla società civile e che si impegna fortemente per la città ed i cittadini: questi sono i risultati...” A livello nazionale, Emmanuel Macron si attesta al primo posto con il 23.7% dei voti e Marine Le Pen al secondo con il 21.3%. Segno che fuori città la presa del FN è ancora decisa. I risultati insomma sono secondo quanto già scritto da Houellebecq in “Sottomissione”, i partiti tradizionali non esistono praticamente più (cocente la sconfitta dei Socialisti di Hollande, solo 6.9%), ma anche contro Houellebecq: ha vinto la Repubblica e la Democrazia. “Fluctuat nec mergitur” secondo il bellissimo motto che connota anche la pagina facebook di Anne Hidalgo.
francesco latteri scholten

sabato 25 marzo 2017

La meglio gioventù, Ardeatine: i ragazzi di Roma VIII con Paolo Pace e Nicoletta Latteri incontrano Tina Costa.


Sono tanti, tantissimi, nonostante la marcia sia lunga. Con gli striscioni colorati preparati a scuola, con passione. Colorati e vociosi: “Bella ciao” è il motivo sempre nuovamente ritmato andando di buon passo tra gli applausi della folla plaudente commossa. Presente, con la fascia con i colori della città “er giallorosso de Roma” Paolo Pace, Presidente del Municipio, Nicoletta Latteri, Presidente della Commissione Cultura, e le altre autorità municipali. “Bella ciao” se canta in coro, commossi. A Piazza S. Orosio si incontra anche la banda municipale e così la musicalità assume toni meno improvvisati e più eleganti, ma sempre appassionati. In memoria. Per non dimenticare. Per non dimenticare quel 24 marzo 1944 e 335 tra civili e militari, contrassegnati dalla sola caratteristica di non essere nazifascisti, truicidati con ferocia ed occultati nelle cave Ardeatine. Per 


testimoniare i Valori Veri, quelli da cui è nata la nostra Costituzione e la Nostra Repubblica. Da cui, a Ventotene, è nata l'Europa. A ricordarlo alle ragazze ed ai ragazzi la Staffetta Partigiana Tina Costa. Staffetta, il ruolo che i partigiani assegnavano ai giovanissimi, anche donne, consistente nel curare i collegamenti tra le varie formazioni trasmettendo ordini, informazioni, portando armi e medicinali, materiale propagandistico e culturale. Sono giovanissimi e perciò meno esposti ai rastrellamenti e possono spostarsi facilmente senza troppi controlli. Sono anche donne, a sottolineare che la “donna” è ben altro dalla concezione nazifascista, e che sa impegnarsi a dovere in realtà ben altre dai cliché mussoliniani. Molte, al pari dei ragazzi, hanno pagato il loro impegno con la violenza, la tortura e la morte. 


Tina Costa è stata una di loro. Oggi, ultranovantenne, ma sveglissima è lì con le autorità municipali della Repubblica nata dalla loro lotta, di fronte ed assieme alle ragazze ed ai ragazzi che adesso hanno gl'anni che aveva lei allora... Oggi come allora Tina combatte ancora e con entusiasmo: contro la guerra, la violenza i totalitarismi... Per i Valori Veri, per la Costituzione. E' trascinante. Alla fine tutti hanno voluto stringerle la mano. “Ho sempre ammirato il coraggio delle staffette partigiane, come donne e come combattenti – ha dichiarato Nicoletta Latteri – ma non avrei mai pensato di incontrarne una... E' stata una grande gioia ed un onore: le sue parole contro la guerra e per la nostra Costituzione hanno trascinato i presenti. Quando poi siamo arrivati al Sacrario, a fronte dei racconti fatti dai partigiani e dai loro figli, le reazioni sono state indescrivibili... Abbiamo una bellissima gioventù perché abbiamo avuto chi ha lottato contro il nazifascismo. Grazie al sangue dei nostri martiri abbiamo visto scrivere la nostra Costituzione e nascere l'Italia e l'Europa”. Come hanno detto i ragazzi: “ci hanno sotterrato, ma noi eravamo semi”... C'erano, ovviamente anche FIAP, ANPI ed ANFIM.
francesco latteri scholten

domenica 5 febbraio 2017

USA, tornano i Derivati: Trump cambia DFA e Volker Rule.




La decisione – la più importante per l'economia americana e non solo per il prossimo futuro – dopo un incontro diretto tra Donald Trump e Jamie Dimmon, Boss di J.P. Morgan. Inversione ad U. Due le più grandi ed imponenti crisi economiche americane della Storia recente, quella del 1929 e del 2007. Entrambe hanno trascinato con sé nel baratro l'economia mondiale. Per tutte e due la stessa causa: funzione commerciale e finanziaria svolte dalle stesse banche ed un nome ormai famigerato: “derivati”. Per entrambe la stessa soluzione, radicale ed imposta dall'alto – fu l'allora Presidente Franklin Delano Roosevelt nel 1933 con il Glass Steagall Act -, più annacquata, meno efficace e chiesta a forza dal basso nel 2007 dai movimenti Occupy Wall Street e concretati nella contesissima norma Volker Rule del DFA nel 2010. Separazione senza se e ma tra banche commerciali e di investimento nel 1933, uscita rapida dalla crisi e rinascita economica rampante con il “New Deal”. Nel 2010 separazione tra banche commerciali e di investimento chiesta da Occupy ma concretata con tanti se e ma riusciti dalla imposizione di J.P. Morgan & C. : uscita stentata e ripresa barcollante. Ora il nuovo successo di Jamie Dimmon, l'aver strappato al Presidente Trump la bollatura del DFA come decreto fallimentare. Segnatamente la parte più ferocemente avversata del Dodd Frank Act, la Volker Rule, nent'altro è che la reintroduzione, sebbene chiesta dal basso dai movimenti “Occupy”, dello Glass Steagall Act, ossia proprio la norma che consentì il New Deal. Norma aggirata a partire dal 1979 e poi definitivamente suparata con il Gramm Leach Blealy Act del 1999: norme che hanno concretato le reaganomics prima e le Bushnomics poi e, soprattutto il Gramm Leach Blealy portato in brevissimo tempo al secondo e più tragico 1929: il 2007. Insomma, un definitivo NO alla “via” di Roosevelt, ed un imbocco deciso della direzione che ha portato al 1929 ed al 2007. Una via costata al contribuente americano migliaia di Mld di dollari, crac riversatosi ovviamente sull'economia di tutto il pianeta. Con una eccezione significativa: il mondo islamico. Coerenti con i valori dell' Islam, i banchieri e gli investitori islamici infatti non trattano derivati ed altre amenità e banchieri alla Jamie Dimmon finiscono portati in piazza e poi con tagliata pubblicamente la testa... (e fanno BENE).
francesco latteri scholten.

sabato 28 gennaio 2017

Roma, il Presidente della Commissione Cultura Nicoletta Latteri ripristina la presenza istituzionale ai Vespri per l'unità dei cristiani celebrati da Papa Francesco.

 
 “Saulo, Saulo perché mi perseguiti?...” l'episodio celeberrimo della conversione di San Paolo, che ormai dal 1908 per iniziativa di Padre Paul Watson vede il culmine, dopo una settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, con la celebrazione dei secondi Vespri da parte dal Santo Padre nella Basilica “fuori le Mura” dedicata proprio all'Apostolo delle Genti. Da mercoledì a mercoledì, la settimana di preghiera ha visto la presenza tra gli altri, di Emanuele Fiume pastore della comunità valdese di Roma, John Kilgore della comunità anglicana, Jens Martin Cruse della comunità evangelica luterana, Don Valdir José de Castro superiore Generale della Famiglia paolina e molti altri. “L'unità dei cristiani si fa camminando insieme, con l'incontro, la preghiera e l'annuncio del Vangelo” così Papa Francesco. Quest'anno il tema riconciliazione” tratto dalla seconda lettera ai Corinzi nello Spirito della “ut unum sint” di San Giovanni Paolo II ed il legame tra Battesimo e testimonianza. Insieme a Papa Francesco hanno celebrato il Metropolita d'Italia e Malta Gennadios Zervos per il patriarcato di Costantinopoli e David Moxon rappresentante dell'Arcivescovo di Canterbury. Unità anche con le istituzioni civili del Comune di Roma, grazie all'impegno civico e sociopolitico del nuovo Presidente della Commissione Cultura del Municipio 
 
 
Roma VIII, Nicoletta Latteri: “Dopo anni di assenza l'ottavo Municipio è di nuovo presente alle grandi celebrazioni liturgiche della Basilica di San Paolo ubicata nel proprio territorio. E' stato un grande onore per noi poter essere presenti alla chiusura solenne della settimana di Preghiera per l'unità dei cristiani e partrecipare al cammino per ricucire gli strappi millenari all'interno del Cristianesimo...” Perintanto, almeno per quanto concerne l'ottavo Municipio, una radicale inversione di rotta ed una ricucitura con le autorità civili. La celebrazione è stata significativamente allietata dalle musiche della Cappella Musicale Pontificia Sistina e dal Coro anglicano della Westminster Abbey.
Francesco latteri scholten.

giovedì 12 gennaio 2017

M5S: referendum e giravolte della finta democrazia del Pagliaccio dittatore.




E' David Borrelli l'ex terzo triumviro accanto a Grillo e Casaleggio senior, il decapitato dell'ultima ora, a condurre abilmente, da buon imprenditore, le trattative con il Gruppo Liberal ed europeista ALDE. Le cose vanno così a buon fine che il Patron stesso del M5S, Beppe Grillo, esce allo scoperto e decide di sottoporre la cosa a tutto il Movimento, perché la decisione sia presa “democraticamente”. Via al referendum on line cui l' 80% dei grillini risponde “Sì”. Sì ad una linea nuova, sì agli “Stati Uniti d'Europa”, basta con il vecchio euroscetticismo, basta con i sabotatori fanatici alla Nigel Farage con cui peraltro il rapporto era di crisi e si era votato insieme solo per un misero 20% delle votazioni, (anche perché dopo la “Brexit” Londra sta sborsando fior di denari ben più di prima per restare in Europa...). Insomma inversione ad U di tutto il Movimento. No al populismo e per un momento Bruxelles trema. Guy Verhofstadt visibilmente sotto pressione, ma anche per le non garanzie obbiettive del M5S, declina. A questo punto, a prescindere dalla decisione “democratica” appena presa da tutto il Movimento con il “referendum”, autonomamente ed ex Cattedra, sacrificando tra gl'altri anzitutto la testa di David Borrelli (e a questo punto anche altri eurodeputati M5S dicono by) alle richieste del sabotatore Farage, senza consultare nessuno, il Beppe nazionale da vero Pagliaccio con una nuova inversione ad U torna dal paparino suo. Ci torna a condizioni decisamente da capestro: niente Copresidenza del Gruppo e posizioni subalterne a Farage anche nelle Commissioni. Insomma Farage è chiaro: vuoi tornare nel Gruppo per così avere accesso ai fondi? Bene, fai quello che dico io e col cavolo che continui a votare “autonomamente” nell'80% delle votazioni... Insomma, si è appena fatto fare un referendum di cui a Beppe stesso per primo dimostratamente non gliene frega niente, anzi meno di niente, e che così, ex post, è il più totale sputtanamento del referendum e della democrazia. Peggio dei piddiessini che per due anni hanno lavorato apertamente a riforme nei cui confronti sono poi andati a fare una campagna elettorale non di supporto ma di contrasto. Non inversione ad U bensì doppia inversione a U: il testa coda di chi non capisce niente e gliene frega ancor meno. Anni fa la rivista satirica “Cuore” in prossimità delle elezioni titolava a piena pagina “Il mio culo per un voto”: l'immoralità più palese. Vado con chi posso avere più potere e lo faccio a prescindere da qualsiasi cosa. Di più: si ha la faccia come il fondoschiena (ma per un Pagliaccio è naturale) di anche scendere in piazza a fare le manfrine morali agl'altri...
francesco latteri scholten.