domenica 28 dicembre 2014

Quirinale: tra Colle Romano o Mariano, Pignatone indica Piero Grasso.


Salito al "Colle più alto" per il primo mandato il 10 maggio 2006 con 543 voti su 990 votanti dei 1009 aventi diritto, primo Presidente della Repubblica ex Comunista, Giorgio Napolitano aveva convogliato su di sé le speranze dei più, peraltro già scemate in occasione del suo secondo mandato nel 2013, quando queste erano ormai palesemente dirette a Stefano Rodotà. Un secondo mandato dunque marcatamente istituzionale e segnato da una popolarità in crescente calo con picco in occasione delle poco felici espressioni sull' "antipolitica" la cui formulazione denota tra le altre cose quella "stanchezza" che lo stesso Napolitano ha più volte lamentato. E' comunque il mandato contrassegnato dall' "empasse" della Sinistra, che oltre a bocciare Rodotà manda a picco con i propri franchi tiratori l'altra alternativa eccellente, quella di Romano Prodi. Il "Professore", fondatore dell'Ulivo, la radice politica del PD, lasciò il partito. Dopo il CdM della vigilia di Natale u.s., Berlusconi - "Il" Nemico giurato n°1 - ha contattato il Presidente del Consiglio per comunicare (sembrerebbe su consiglio di Minzolini) la caduta del proprio veto sul nome del Professore. Come dire: questa volta i colpi dei franchi tiratori potrebbero essere controbattuti ed inoltre non si è più necessariamente indefessi sulla candidatura di Giuliano Amato che resta peraltro il nominativo più gradito. E' all'insegna del "simul stabant" che la candidatura di Romano Prodi è posta proprio dal suo antagonista del ventennio. Per parte sua Prodi, al di fuori di qualsiasi incarico ufficiale, ha incontrato Putin per tentare una soluzione diversa alla crisi ucraina dietro la quale si cela (o mal cela) quella sempre più evidente tra Unione Europea ed Unione Economica Euroasiatica. La posizione del Professore infatti ha sostegno di fazioni diverse in Europa: Berlusconi in Italia, Schulz in Germania ed a Strasburgo. Europeo è anche l'altro volto eccellente per il Quirinale, Mario Draghi, presidente della BCE. Il nominativo circola sommesso da tempo - Draghi è amico personale di Napolitano, i due si sentono ed incontrano spesso anche informalmente ed una foto che li ritrae insieme campeggia sulla scrivania del Presidente della BCE - sulla stampa italiana riaffiora già in estate, sull'autorevole Frankfurter Allgemeine qualche giorno fa. C'è anche un precedente istituzionale autorevole: Carlo Azeglio Ciampi, predecessore di Napolitano. Un autorevole giornalista italiano che lo avrebbe recentemente incontrato avrebbe però smentito: "E' attualmente l'italiano più potente del mondo, perché dovrebbe lasciare?". Sul tavolo prende corpo intanto un altro nominativo ancora, indicato dal Sen Ugo Sposetti (PD), quello del Presidente del Senato Piero Grasso, che trova subito sostegno autorevolissimo, quello del Procuratore capo della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone. Per Piero Grasso ci sarebbe non solo il precedente istituzionale - Oscar Luigi Scalfaro - ma anche una situazione attuale di estrema gravità (come lo fu quella del '92), a proposito della quale proprio il Procuratore Pignatone ha dichiarato al Sole 24 ore: "fenomeni come quello dell’intreccio mafia, corruzione, politica non possono essere debellati solo con gli strumenti del processo penale. C’è in primo luogo un problema di etica, di valori e della loro percezione sociale (…) Sono le persone e non solo le regole che possono fare la differenza". Proprio il nome di un magistrato potrebbe perciò essere quello ad hoc, specie se è anche di Antimafia ed ha le caratteristiche indicate proprio da Napolitano...
francesco latteri scholten.

venerdì 26 dicembre 2014

Russia nello spazio con la Cina contro l'embargo occidentale.

Oleg Ostapenko, boss della russa Roskosmos, ha approfittato del China Airshow 2014 a Zhuhai, Cina meridionale, per contattare i cinesi in vista di eventuali joint ventures e collaborazioni. L'embargo occidentale, a seguito della crisi ucraina - oltre al tracollo del Rublo - minaccia assai seriamente il programma spaziale russo, il più importante tra i fiori all'occhiello di Putin. La Russia infatti importa ben il 90% della tecnologia spaziale con cui costruisce i propri sistemi e vettori. La situazione cinese è invece diametralmente opposta con il 90% prodotto in casa e solo il 10% importato. Sinora tuttavia tra i due Paesi le relazioni per l'aerospace sono state improntate da reciproca diffidenza: da parte russa, come risulta proprio da uno dei dossier Roskosmos, si lamenta la non condivisione tecnico scientifica e tecnologica dei cinesi; da parte cinese invece la scarsa qualità dei prodotti e dei materiali russi, specie dopo la precipitazione della sonda Phobos Grunt nel 2011 con a bordo tra l'altro un microsatellite cinese. Per Ostapenko ormai le premesse per un capitolo nuovo e nuovi orizzonti - peraltro già avviato a giugno dal vicepremier Dmitrij Rogosin - ci sarebbero tutte: razzi vettori russi ed elettronica e componentisca cinese, una integrazione che risolverebbe tutti i problemi. I cinesi, dal canto loro, hanno proposto uno scambio di visite cosmonautiche: cosmonauti russi al modulo spaziale Tiangong 1 e cosmonauti cinesi alla stazione orbitale internazionale ISS, quest'ultima anch'essa invero impossibilitata dal veto USA. Che ci sia già nell'aria qualcosa di più che delle semplici proposte da Airshow lo testimonia una dichiarazione di Lew Seljony, capo dell' IKI, l'istitituto russo per la ricerca spaziale, secondo il quale già a gennaio dovrebbero aversi i primi incontri tra gli scienziati dei due Paesi per elaborare le premesse concrete di una collaborazione.
francesco latteri scholten

domenica 21 dicembre 2014

Rivoluzione Merkel: oltre 315 Mld ai Paesi UE da investimenti privati.



Angela Merkel prosegue a passo serrato quella sua politica di crescita economica autentica che ha portato alla sua recente e plebiscitaria rielezione a capo della CDU. Questa volta nel mirino è l'Unione Europea, non con false politiche keynesiane dietro le quali si celano le nefaste politiche votoscambiste inaugurate dal CAF (tre criminali: Craxi, Andreotti e Forlani) e dilagate a macchia d'olio in tutta Europa, Germania compresa. Sostanzialmente: voi ci votate noi vi facciamo avere privilegi e soldi con finanziamenti pubblici fatti facendo ricorso al debito pubblico. Esito: un interesse sul debito pubblico che ormai in molti Paesi eguaglia il PIL soffocandone completamente qualsiasi attività economica. Di questa politica la Cancelliera continua, ed orgogliosamente, ad essere la nemica giurata. Niente false politiche fintamente keynesiane e soprattutto niente CAF, ma, invece, una politica di crescita in cui il Pubblico è a sostegno e garanzia della possibilità e dell'agevolazione del Privato, politica che, non solo in Germania ha portato i suoi frutti. In sintonia con questa linea per l' Unione Europea sono stati presentati ben 80 progetti di legge a sostegno di investimenti e sviluppo, centrati su quello che Jean Claude Junker ha definito il "triangolo magico": consolidamento del Bilancio, riforme strutturali e investimenti. La Commissione a Bruxelles ha approvato il pacchetto che ha un valore complessivo di oltre 315 Mld, e la cui direzione è stata affidata alla Banca Europea per gl'Investimenti per meglio garantire la redditività anzitutto economica dei progetti e non solo una semplice assegnazione politica. "Si tratta infatti anzitutto - così la Merkel - di prendere non delle decisioni politiche ma di fare delle scelte economiche." Si registra intanto già un primo risultato, ovvero il Consiglio Europeo ha già dato il proprio nulla osta dimodoche già a gennaio 2015 la Commissione potrà procedere ed i primi finanziamenti potranno essere disponibili entro la prima metà dell'anno. I progetti privilegiati ineriscono il digitale (soprattutto internet veloce), le infrastrutture (autostrade e ferrovie), l'energia, strutture ed infrastrutture sociali, ecologia. Il criterio di valutazione sarà anti CAF, ovvero anzitutto economico a prescindere dalla politicità. Dal canto suo Angela Merkel sta facendo valere il suo rinnovato peso politico per l'accelerazione della concrezione dei progetti: "Perché la gente in Europa, le cittadine ed i cittadini vedano cosa accade per davvero adesso, è fondamentale che i progetti abbiano uno sbocco concreto ed è a questo che si sta alacremente lavorando."
francesco latteri scholten

Camerlengo Tauran annunciatore del papato di Francesco.


Era ora. Finalmente Papa Francesco si è deciso ed il nuovo camerlengo è un volto noto in tutto il mondo per essere stato, nella sua qualità di Cardinale Protodiacono, l'annunziatore proprio dell'ultimo celeberrimo "Habemus Papam", quello annunziante il papato dello stesso Francesco, cui il 19 marzo 2013 ha imposto il Pallio. Francese, originario di Bordeaux, classe 1943, è noto soprattutto per la sua notevolissima competenza diplomatica internazionale e curiatica, iniziata fin dal 1969 come sottosegretario della Curia per i Rapporti con gli Stati. Le sue capacità sono premiate da Giovanni Paolo II il quale il I° dicembre 1990 lo promuve a segretario della stessa Commissione. E' sempre Papa Wojtyla a consacrarlo Arcivescovo il 6 gennaio 1991 e ad innalzarlo alla dignità cardinalizia in occasione del Concistoro del 21 ottobre 2003. Fece scandalo alcuni anni fa la sua dichiarazione da diplomatico che asseriva che "paradossalmente i cristiani erano più tutelati in Iraq ai tempi di Saddam Hussein". E' proprio la sua capacità diplomatica in sede ONU e per quanto riguarda le relazioni con gli Stati di religione islamica a portarlo il 25 giugno 2007 alla Presidenza del Consiglio per il Dialogo Interreligioso ed a quella della Commissione per le Relazioni Religiose con i musulmani. La sua competenza lo ha poi portato ad incarichi estremamente delicati (ed in momenti delicatissimi) per le notorie vicissitudini connesse, ossia a membro della Commissione Cardinalizia di Vigilanza sullo IOR, e, nel 2013, alla Pontificia Commissione Referente sullo stesso istituto. Di nuovo un Camerlengo dunque con incarichi anche inerenti lo IOR, ma questa volta dallo spessore morale decisamente superiore ed alieno alle scandalosamente sfarzose dimore e ricevimenti del suo predecessore. Un uomo dunque ben più in sintonia con il suo Papa e perciò ben più adatto a farne le veci in Sua assenza.
francesco latteri scholten

mercoledì 17 dicembre 2014

Papa Francesco diplomatico della normalizzazione Cuba USA.


Nuova pietra miliare pontificia nell'isola caraibica. Impensabile ai tempi di Nikita Cruscev e di JFK, ed anche in quelli più recenti di Michail Gorbaciov. Tuttavia, nove anni dopo la caduta del muro di Berlino, anno 1998, c'è una prima avvisaglia ed è, ovviamente storica: il "Leader Maximo", Fidel Castro incontra proprio a L'Avana Giovanni Paolo II, uno dei nomi più significativi proprio per la caduta di quel muro. Il passo successivo è compiuto da Benedetto XVI, il quale, di ritorno dalla capitale cubana osserva: "Oggi è evidente che l'ideologia marxista non corrisponde più alla realtà. Ci vogliono nuovi modelli e un dialogo costruttivo per evitare traumi. Bisogna collaborare in questo senso. La Chiesa sta sempre dalla parte della libertà, della coscienza e della religione." Anche il modello liberal capitalista non regge: "C'è in America latina una schizofrenia tra vita morale e vita pubblica. Vi sono molti i quali sono anche fedeli alla Chiesa ma i cui comportamenti vanno talvolta in direzione opposta. Sono cattolici ma non si impegnano per una realtà giusta. La fede serve anche a liberare dagli interessi falsi. Occorre superare l'attuale divisione sociale (dovuta alla eccessiva discrepanza tra ricchezza e povertà, ndr). Bisogna superare il male e l'idolatria del denaro che condiziona gl'uomini." Dunque "modelli nuovi sia culturali che economici e sociali, modelli che si ispirino ad una concezione antropologica autentica". E' la via imboccata dal Vaticano, che ha potuto contare anche su successi anzitutto spirituali - prima ancora di quelli diplomatici attuali - con la vicinanza alla fede sia di Alina, figlia di Fidel, che dello stesso Fidel. Le contrapposizioni Cuba / USA tuttavia non sono mancate - e forti - anche di recente e così si era giunti da un lato all'arresto di Alan Gross collaboratore Usaid per spionaggio, dall'altra di tre agenti cubani a Miami. Intanto però il canale partricolare Vaticano Cuba era stato, oltre che riaperto, rinsaldato dalla fine delle discriminazioni religiose sigillate con l'apertura di un nuovo Seminario proprio a L'Avana, presente all'inaugurazione lo stesso "Leader Maximo". E' stato così che, già dallo scorso anno, Papa Francesco, sulla scia dei suoi predecessori, ha contattato sia i cubani che lo stesso Barak Obama per risolvere la vicenda di Alan Gross. Si è giunti così alla liberazione di tutti e quattro. Da qui, la prospettiva, indicata ufficialmente da Obama, di una normalizzazione dei rapporti sia di viaggi e turismo, sia economici e, per parte cubana, di liberalizzazione di internet. Prossimo passo è l'imminente apertura di una ambasciata americana a Cuba. Perintanto Barak Obama ha ringraziato ufficialmente il Pontefice per la sua fondamentale mediazione.
francesco latteri scholten

martedì 16 dicembre 2014

Basta con il fondamentalismo islamico e le sue violenze. No a Dio che non ride, sì a Dio che Ride.


Basta con il fondamentalismo e l'integralismo islamico e le sue violenze. Basta con il Burka. Basta con l'infibulazione (amputazione della clitoride) delle donne perché la donna non ha da provare piacere sessuale ma ha da essere oggetto del piacere sessuale dell'uomo. Di quale uomo? Di quello che non sa neppure fare godere la sua donna? E che uomo è? Basta con la lapidazione delle donne e la loro discriminazione in genere. Basta con il taglio delle teste, delle mani, di altri arti, basta con le lapidazioni, basta con le violenze, le sentenze in contumacia, le persecuzioni dei cristiani, dei buddisti e dei fedeli di altre religioni, basta con gl'assassini in nome di Allah. Basta con la condanna a morte per ateismo. Basta con gl'attacchi istero paranoici di massa per una vignetta o per un filmato, che nasconde solo l'inacapacità assoluta di confrontarsi culturalmente e civilmente con gl'altri. Basta con tutto questo che è l'insudiciamento dello stesso Islam, quello vero, quello che fu la cultura di uomini insigni come Avicenna, Al farabi, Ibn Gebirol e tanti altri, che è - ai ns. tempi - il substrato culturale di uomini grandissimi quali Salman Rushdie, condannato a morte in contumacia per aver scritto un romanzo giudicato non ortodosso da chi quel romanzo non ha neppure la capacità di leggere. Basta con ciò che sta a monte di tutto questo: il concetto che il riso sfregi e deturpi il volto dell' uomo e quello di Dio. Perché come benissimo dice già Aristotele nella sua "Poetica" anche Dio ride ed il suo riso è sublime e ad Aristotele miravano con ammirazione Avicenna, Al farabi, Ibn Gebirol e tanti altri uomini illustri ed appartenenti all'Islam, quello Vero e non la sua caricatura grottesca che vediamo in scena nelle violenze di oggi. Una caricatura grottesca che sta all'Islam vero come il Ku Klux Klan sta al cristianesimo. Nessun credente di nessuna religione ha diritto di commettere violenza in nome di Dio, neanche se si chiama Allah. Anche tutti gl'altri hanno diritto alla propria fede religiosa o laica che sia ed alla propria cultura. Chiudo con una frase di Michel Foucault "Qualunque forma di delirio (dunque compreso quello religioso ndr), il fatto stesso di esercitare il proprio delirio, vale a dire di respingere tutto ciò che esige discussione, ragionamento, prova, comporta in quanto tale una certa affermazione di onnipotenza, e ciò risulta assolutamente comune ad ogni forma di follia ...."
francesco latteri scholten.

domenica 14 dicembre 2014

Padre Livio: "... noi le riforme facciamo finta di farle..."


"La Spagna le riforme le ha fatte per davvero, è stato difficile, ma ora piano piano comincia a riprendersi... Il vero problema è che noi le riforme facciamo solo finta di farle...", così Padre Livio Fanzaga, nel suo commento alla stampa dopo il rosario di mezzanotte di sabato u.s. . L'essenza della questione delle riforme è stata centrata appieno, seppure con la a lui usuale grettezza, ma con chiarezza lampante, ormai qualche tempo addietro da Beppe Grillo: "Le riforme della Merkel... Ma le ha mica fatte la Merkel, le ha fatte Schroeder, e sono questo: tu prendi un posto di lavoro per dire da 6.000 Euro e dividi il lavoro e le ore lavorative in tre posti da 2.000 Euro... Bravissimi! Ma così non si è mica creato un solo posto di lavoro in più..." Sostanzialmente coincidenti anche se tecnicamente più dettagliate e politicamente più articolate quelle della Camusso e di Landini. L'osservazione è purtroppo vera. Il fatto è che "un posto di lavoro vero" non è un posto di lavoro creato tanto per dare uno stipendio a qualcuno, bensì un posto di lavoro che produca adeguatamente e si mantenga con quanto produce, il che attualmente è assai difficile visto l'affacciarsi sulla scena di diversi importanti produttori, non solo la Cina ormai prima economia del pianeta, ma anche India, Indocina, Paesi del centro e sud America. Inoltre, creare un nuovo posto di lavoro significa prima ampliare o costruire una nuova fabbrica o industria o azienda e questo richiede degl'anni. Conscio di questo Schroeder ha puntato ad un'opzione immediatamente attuabile, quella della riduzione della sperequazione ovvero della maggior equità: la ridistribuzione di ciò che effettivamente è disponibile. La riforma di Schroeder, conosciuta come politica della Merkel, non è costata sacrifici solo alla Grecia, al Portogallo o alla Spagna, ma alla stessa Germania. Tuttavia è grazie ad essa che anche nella stessa Germania a fronte di un incremento solo ridotto della produttività si è potuto avere una riduzione ben più cospicua della disoccupazione ed addirittura delle nuove assunzioni. Il fatto che proprio in Italia si riscontri la più forte avversione alle riforme trova un parallelismo ed un riscontro nel dato di fatto che è l'Italia ormai il Paese dalla più alta sperequazione. Due dati soli: il consigliere di Obama guadagna 136.000 dollari, quello di Renzi 163.000 Euro; sempre da noi, oltre il 70% della ricchezza è detenuto da meno del 10% della popolazione. Insomma si capisce perché per noi le riforme siano una spina nell'occhio: colpiscono la Vera questione italiana.
francesco latteri scholten

giovedì 11 dicembre 2014

Esercito israeliano organizzato col Talmud e controllato dai Rabbini ultraortodossi.


L'ultranazionalismo di Netanyahu che reintroduce il Talmud - dove come è noto ai dieci comandamenti della Torah si integrano ben 623 altre sottonorme - come riferimento giuridico per lo Stato di Israele e che di fatto evoca e ripete quanto fatto da molti Stati arabi con la Shaharia, non poteva non ripercuotersi anche al suo strumento più proprio, l'esercito. O, forse bisognerebbe affermare il contrario, vista la realtà da sempre assai integralista di questa struttura. Conta 180 mila uomini, con i riservisti si arriva a 600, e costa circa 20 Mld di dollari l'anno. Tsahal, così il nome, sarebbe difesa ma è inteso, già dal nascere nel 1948, come difesa del purismo ebraico. Nasce dalla confluenza di gruppi ultraortodossi come Haganah, Palmach, le Brigate ebraiche ma anche gruppi clandestini terroristici quali Etzel, Irgun e Lehi. Il ruolo dei Rabbini, già in passato andava ben oltre quello che un occidentale può immaginare come similare a quello di un cappellano militare, al punto che il laicismo o peggio l'ateismo erano assai mal visti. Con il regime Netanyahu l'esercito si è teocratizzato al punto che ufficiali anche di rango come il colonnello Winter, portano apertamente il kepì giudaico anche in uniforme militare ed il ruolo dei Rabbini si è a tal punto accresciuto da essere essi a fare le ispezioni delle caserme ed a decidere promozioni (o retrocessioni) e gradi dei soldati insieme agli altograduati. Sono anche sempre loro a decidere addirittura delle missioni militari vere e proprie. Insomma, tali e quali all'integralismo islamico. Come per quest'ultimo un esercito che prima ancora che di uno Stato è un esercito religioso, per il quale la norma non è quella del diritto internazionale o del diritto internazionale militare ma quella religiosa, una norma per la quale le guerre possono essere e sono anche lecite e addirittura "Sante"...
francesco latteri scholten.

mercoledì 10 dicembre 2014

Microsoft, pronto Windows 10


La versione di "prova" di Windows 10 è già scaricabile - gratuitamente - dal sito Microsoft e direttamente installabile con download su chiavetta Usb. La commercializzazione del nuovo sistema operativo è programmata invece per la seconda metà del 2015. Non sarà invece ulteriormente portata avanti quella di Windows 9. Questo, insieme alle molte proteste per Windows 8, spiega come per la nuova versione si sia guardato soprattutto ai grandi successi del passato, gl'ancora oggi diffusissimi ed apprezzatissimi Windows XP e Windows 7. Per i possessori di Windows 8 Phone invece è previsto un Upgrade gratuito a Windows Phone 10. In sintonia, ciò che colpisce immediatamente all'apertura è di nuovo la presenza dello "Start Menu", appunto come su XP e Windows 7, da cui si differenzia per l'integrazione delle App nella schermata di apertura. Il nuovo sistema operativo è infatti in grado di riconoscere il tipo di computer su cui è installato ed adattarsi conseguentemente visualizzando lo "Start Menu" oppure la schermata di avvio con le App. Ovviamente, l'operatore può successivamente anche scegliere il passaggio dall'uno all'altro. Chi scrive usa ancora l' XP, cui è affezionatissimo e rimprovera a Microsoft di non dare più gl'aggiornamente da aprile u.s., ed inoltre ha provato sia Windows 7 che 8 e non ne è rimasto per nulla soddisfatto: speriamo che il 10 abbia preso quanto più possibile da XP...
francesco latteri scholten.

Angela Merkel rieletta Presidente CDU con maggioranza bulgara: 96.7%.


Né Adenauer né Kohl c'erano riusciti: Angela Merkel è stata rieletta con il 96.7% dei voti, 884 per 914 elettori. Successo plebiscitario anche per i suoi tre portavoce, in particolare Julia Kloeckner 96.5%, ma anche per Voelker Bouffier 89.1% e Armin Laschet 76.1%. Nel suo intervento davanti al plenum la Cancelliera ha attaccato apertamente la politica dell'attuale SPD definendola autolesionista e bancarottista. "Quanto ancora vuole farsi più piccola la SPD?" si è chiesta in riferimento alle vicende della Turingia dove la SPD si è non solo legata ad una coalizione rosso verde, ma ha consentito e sostenuto l'elezione di Bodo Ramelow a Presidente, rafforzando "rossi" e "verdi" ed indebolendo sistematicamente, dati alla mano, sé stessa. "La Turingia - così la Merkel - è infatti solo un primo passo in vista delle elezioni per la cancelleria del 2017, delle quali invero si tratta (...) solo una CDU forte è in grado di contrastare questo progetto ed è a questo che dobbiamo lavorare" Attaccata anche la politica estera SPD, in particolare nei confronti della Russia e della nuova Unione Economica Euroasiatica di Putin e di altri oligarchi ex Soviet degl'altri membri: la Germania continuerà con le sanzioni. Per la politica economica invece, sia tedesca che europea la ricetta è la solita (e difficile): rilanciare la crescita senza fare debiti ed in ciò la cancelliera ha un grande risultato da mettere sul tavolo sia in Germania che in Europa, il conseguimento - per la prima volta da molti anni a questa parte - del pareggio di bilancio proprio da parte del suo Governo. Ovvero è difficile ma non impossibile e proprio su questo molti in Germania ed in Europa storcono il naso, ma sono costretti a riconoscerlo. Visibilmente contenta della Vittoria, dopo un sentito "Danke..." Angela Merkel ha confermato sé stessa: "Niente festeggiamenti, mettiamoci al lavoro..."
francesco latteri scholten

martedì 9 dicembre 2014

Ariane 6: sì dell'Unione al nuovo razzo vettore.


E' stato ancora l' "Ariane 5", con lancio dalla solita base di Korou nella Guyana francese, a portare in orbita ad inizio anno il satellite italofrancese Athena Fidus del peso di circa 3 tonnellate con a bordo 280 Mln di tecnologia sia militare che civile per le comunicazioni internet a banda larga. Lo sviluppo di una versione evoluta dello stesso - l' "Ariane 5 ME" - era già stata decisa nel novembre 2008 dagli Stati membri dell' ESA ed il primo lancio pronosticato per il 2017. Gl'investimenti ESA al 2014 nel progetto ammontano a 400 Mln di Euro, ma lo scontro tra le diverse concezioni dei due principali investitori, Germania e Francia, era rimasto irrisolto, i francesi infatti volevano un razzo più leggero ed alimentato a combustibile solido denominato "Ariane 6". Tanto i tedeschi quanto i francesi avevano finito con il trovarsi isolati rispetto agl'altri membri dell' ESA e si è deciso così per un progetto apparentemente alternativo, ma in realtà frutto di un compromesso: il vettore principale resterà quello vecchio dell' Ariane 5 affiancato da 2 o 4 vettori a combustibile solido, mentre la parte superiore sarà quella dell' Ariane 5 ME. Insomma, i bimbi discoli si sono messi d'accordo su con quali pezzi del meccano e dati da chi, costruire il nuovo giocattolo, tentando di spartirsi la torta miliardaria. Se e quanto questa realtà un pò posticcia possa reggere la concorrenza internazionale è ciò su cui verte il vero punto interrogativo. L'Unione Europea perintanto ha dato il primo via libera sostenuto con 4 Mld di Euro. Gl'Ariane 6 costeranno circa 90 Mln ciascuno ed il primo lancio è previsto per il 2020. E' però tuttavia solo nel 2016 che sarà dato l'eventuale sì definitivo al progetto stesso. Ma, allora, perché erogare già adesso 4 Mld?
francesco latteri scholten.

domenica 7 dicembre 2014

Roma alle urne con Marino candidato sindaco?


Solo ora se ne accorge anche la Commissione Antimafia... Eppure, come per Milano c'è una prosecutio ed una attiguità con la realtà criminale preesistente, ovvero quella degl'anni '80 e '90. Nella città lombarda sono gli stessi anche i nomi, quello di Greganti ad es. . Come nella città sforzesca, anche nell'Urbe c'è un intreccio in cui "Le rouge et le noir" confluiscono in un colore indefinibile, quello un tempo proprio dei liquami della Cloaca Massima. Nel grande romanzo di Stendhal però i colori si riferivano a due realtà, quella delle armi - anch'essa già presente nelle vicende romane - e quella ecclesiastica, al momento attuale non presente nelle vicende giudiziarie, ma ben presente in quelle precedenti, come testimonia la sepoltura nella Basilica di SantApollinare di De Pedis, ex capo storico proprio di quella Banda della Magliana cui ineriscono anche i fatti di adesso. Ma, l'attore che al momento è in ombra è quello che a Roma conta di più, anzi, è l'Attore della città, è quello che da millenni ne tempra la cultura e ne dirige la politica anche senza guardare ai mezzi come le vicende di "Romanzo criminale" testimoniano; esso inoltre è il primo e più importante datore di lavoro della città. Ed è con la ratifica, solo alcune settimane addietro, da parte di Marino dei matrimoni gay, in aperto contrasto delle linee orientative vaticane, che inizia il declino della stella del sindaco PD. In realtà le prospettive sensate subito attuabili sono tre, avanzate ciascuna da una delle tre principali forze politiche: 1) l'immediato commissariamento, proposta da Silvio Berlusconi; 2) l'istituzione di un assessorato alla trasparenza ed alla legalità guidato da Giancarlo Caselli, proposta dal PD; 3) il ricorso alle urne, proposta dal M5S. Sarebbe buon senso porle immediatamente in atto tutte e tre, ma, storicamente, il buon senso ha sempre fatto a pugni con il buon senso politico machiavellianamente e, soprattutto, guicciardinianamente intesi.
francesco latteri scholten

giovedì 4 dicembre 2014

Russia: crollo Rublo incrementa guadagni petroliferi e favorisce ritorno a statalismo.


E' del 40% - ed in ulteriore caduta - il deprezzamento del Rublo dall'inizio dell'anno e del 6% solo nell'ultima settimana di novembre. Il dato è superato solo da quello della crisi del 1998: - 75%. Un segnale estremamente negativo per gl'investitori stranieri e per la stessa economia russa, considerata l'elevata dipendenza dall'estero da cui sono importate la maggior parte delle merci (è, ad es., il motivo per cui sono stati bloccati i progetti dell'agenzia spaziale). Per il breve e medio termine tuttavia l'economia russa è in grado di ben bilanciare il forte deprezzamento valutario grazie alla connotazione strutturale della propria economia con un debito che ammonta a solo il 13% della produzione annua e riserve economiche per 400 Mld tutti in valuta estera. Nel breve periodo inoltre il crollo valutario difficilmente darà luogo a crisi sociali interne (sebbene focolai di disordini non manchino) perché se - secondo Forbes - nel 2012 un barile di petrolio fruttava 3.200 rubli, oggi, nonostante il crollo, ne frutta 3.600 ed è in rubli che sono pagati stipendi, pensioni e contributi sociali. Performances assai apprezzabili che anche per il breve periodo non eliminano il peso della caduta: ammontano a circa 130 Mld i debiti da pagare per il 2015, tutti in dollari ovviamente. Paradossalmente questa realtà economica favorisce e soprattutto rafforza la nuova rotta economico politica di Putin avviata con la creazione dell' Unione Economica Euroasiatica (UEE) con gl'altri leaders ex Soviet: possessore delle centinaia di Mld di riserve economiche in valuta pregiata e, soprattutto, dei giacimenti petroliferi è infatti lo Stato, mentre i più colpiti sono i privati e le privatizzazioni. Un dietro front di fatto, come del resto accusa il Presidente americano Barak Obama.
francesco latteri scholten.