lunedì 27 aprile 2015

Buddismo e Cina: l'abominio della Desolazione in luogo sacro?


Ai lutti ed alle devastazioni del recentissimo sisma in Nepal, si aggiungono duri colpi inferti a quella che è una delle più antiche e diffuse religioni del pianeta. La Cina infatti ha deciso di inasprire la lotta politica e teologica contro i Monaci con due provvedimenti, di natura eminentemente politica il primo, l'imposizione della bandiera cinese a tutti i monasteri buddisti del Tibet, di natura più infima il secondo, teologico, con l'imposizione del culto di Dorje Shugden, una divinità o entità dotata di poteri mondani cospicui e terribili, una sorta di "Principe di questo Mondo". Per i teologi buddisti più ortodossi si tratterebbe di un vero e proprio culto "luciferino", se è consentito il parallelo, del tutto in grado di compromettere sino all'annientamento la realtà spirituale del buddismo autentico. Dunque di porre "l'abominio della desolazione in luogo sacro". Tuttavia la questione in ambito buddista è più complessa in quanto, a differenza che nel cristianesimo dove l'Angelo caduto è l'AntiCristo tout court, Dorje Shugden non ha connotazioni solo eminentemente negative ma anche positive, Egli infatti è un protettore del Dharma, emanazione del Buddha della Consapevolezza ed in grado di rimuovere tutti gl'ostacoli sia interiori che esterni che si oppongono all'Illuminazione. Dorje Shugden però - ed è quanto i puristi gli contestano - ammette anche pratiche tantriche sensuali inerenti alcoolici, sessualità e droghe. Il suo culto comunque fu accolto sin dal V° Dalai Lama. Contatti profondi con il culto di Dorje Shugden ha del resto avuto anche Tenzin Gyatso, l'attuale Dalai Lama, il XIV, già negl'anni '50. Appena assurto al potere infatti ebbe contatti con il medium dell'Oracolo di Dorje Shugden, il quale durante una trance gli diede delle risposte talmente precise ed esaustive da convincere Tenzin Gyatso a ricevere l'iniziazione ed a diffondere il culto di Dorje Shugden. Quando nel 1959 dovette fuggire in India a Dharamsala per stabilirvi il suo governo in esilio fu proprio l'Oracolo di Dorje Shugden a suggerire la via di fuga al XIV° Dalai Lama. Il distanziamento dal culto di Dorje Shugden avviene negl'anni '70 a seguito di presagi inquietanti, premonizioni, profezie e sogni infausti a seguito delle quali cose il Dalai Lama si consulta con i più importanti Lama e le più importanti Ghesce ed emana, siamo al 1975, il bando del culto ad un Dorje Shugden ormai considerato solo ed esclusivamente quale latore del "lato oscuro". E' connesso a questo bando anche l'ulteriore contrasto con la Cina che lo considerava una violazione dei diritti umani recante grave danno ai Lama ed alle Ghesce esercitanti il culto. Oggi, da un lato si sono ormai immolati ben 130 Monaci in opposizione al culto di Dorje Shugden, dall'altro la Cina mira ad intromettersi nella "Nomination" del prossimo Dalai Lama per imporre proprio un seguace di Dorje Shugden...
francesco latteri scholten 

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