lunedì 13 gennaio 2014

Le scarpe a (e di) Ratzinger, Papa Angelo Scola e le lacrime della Curia (e della CEI).



Tra le tante questioni e vicende, in Vaticano, sia sa, c'è anche quella delle scarpe del Papa. Quelle di Papa Ratzinger, in sintonia con il personaggio, gentiluomo d'altri tempi, erano le classiche scarpette rosse in usum Santitate. Così pure era il suo modus operandi: se qualcosa non andava, ad es. la pedofilia, con tempo, discrezione e garbo dava la possibilità di farsi da parte magari anche con delle dimissioni dovute a motivi assai decorosi... Tuttavia, specie agl'occhi della Curia, nel personaggio - pur ben noto ed a cui si era alquanto assuefatti - c'era qualcosa che non quadrava del tutto, che era, come dire, troppo "tetesco ti Cermannia". Questo "qualcosa" divenne del tutto evidente quando dalla pedofilia (ma anche lì si sarebbe magari potuto essere meno intransigenti...) l'attenzione di Benedetto XVI si spostò sullo IOR. Che quello che non bisognasse toccare i cordoni della borsa fosse il primo e più sacro di tutti i comandamenti era sottinteso da millenni, così come il fatto che la contabilità fosse eseguita rigorosamente nei termini che Giuseppe Tomasi di Lampedusa descrive ne "Il Gattopardo": "... era il ragioniere di casa Salina, il quale con rigorosa scrupolisità (e con un anno di ritardo) annotava nel libro mastro tutti i conti di casa tranne quelli veramente importanti." Un atto dunque che, sebbene fatto da qualcuno con le scarpette rosse e nei termini di cui sopra, era del tutto inaccettabile. E così l'uomo dalle scarpette rosse fu costretto a riconoscere la sua (o costruita da altri?) "inadeguatezza" al proprio compito. La Chiesa tutta, Curia in testa, paludì al "gesto di grandissima umiltà". Che non si trattasse solo di questo era un quid al cui sostegno v'era più di un indizio e qualche prova certa. Una di queste - ovviamente subito nascosta dalle autorità vaticane - è il biglietto augurale, evidentemente preparato già prima, del Presidente della CEI, allora Card. Angelo Bagnasco, al nuovo Papa per la sua elezione al soglio pontificio. Qualche segretario troppo solerte aveva subito inviato il biglietto alla notizia della fumata bianca, senza attendere neppure che fosse noto il nome del nuovo Pontefice e così Papa josé Bergoglio si vide recapitate le felicitazioni per la nomina a Papa "all'eminentissimo Card.Angelo Scola...". Evidentemente nel fare le scarpe a Ratzinger, qualcosa è andato storto. Che al nuovo Papa - anch'egli come già Ratzinger uomo di Gesù, ma a differenza di questi anche di Ignazio e di Francesco - delle scarpette rosse non potesse importargli nulla lo si era capito subito, appena si era affacciato alla folla in piazza. Qualche fotografo più attento ha potuto successivamente anche documentare che adesso le calzature non sono più le scarpette rosse ma delle robuste scarpe da montanaro. La Curia prima, con Bertone (ma anche con altri) e la CEI adesso con Bagnasco (e altri) hanno potuto ben constatare in prima persona come anche il piglio del personaggio sia ben diverso, in sintonia con le calzature, il cui stampo possono rimirare ben impresso - come ben meritano - nel loro fondoschiena. Dispiace che le suole non siano chiodate...
francesco latteri scholten.

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