sabato 10 dicembre 2016

Niente voto prima di giugno: la sovranità popolare delle ns vite di scarto...




Dal Quirinale un nuovo Governo di nominati non eletti dai cittadini. Dal 15 dicembre e per almeno i prossimi sei mesi. Infatti: niente elezioni senza legge elettorale omogenea e funzionante - e sarebbe da vedere quanto sia funzionante quella che ha portato alla situazione attuale -, dunque attesa fino al 24 gennaio per la pronuncia della Consulta, altre tre/quattro settimane per le motivazioni della sentenza (probabile la incostituzionalità). Quindi, i giuristi dovranno vedere quale legge è rimasta in piedi. Poi il Parlamento dovrà legiferare per armonizzare le leggi elettorali di Camera e Senato, in base ai principi della Consulta. Segue: prima di aprile è tecnicamente impossibile la convocazione di qualsiasi comizio elettorale e perciò di elezioni politiche prima di giugno. Dunque di nuovo un Governo di nominati, come in “Vite di scarto”: le nostre. Siamo tanti “homo sacer” vite prive di valore umano e divino, non definiti né dalle norme etico morali che precedono il diritto, né dal diritto. Siamo gli scarti umani su cui è costruito lo Stato moderno, ormai non più in grado di garantire le sicurezze economiche e lavorative ed i diritti dei cittadini. Ciò che infatti si è ormai palesemente delineato, come l'attuale asservimento dimostra, è una realtà politica sovrastatale (Bilderberg, J.P. Morgan etc.) dove lo Stato non ha nessun ruolo e potere e dove viene invece ordinato ciò che all'interno degli Stati deve essere fatto. Siamo passati dallo Stato sociale, il Welfare State, allo Stato penale, in grado solo di imporre modelli dai quali i più sono esclusi e nei quali 


non possono essere assimilati, ma che per questo vanno colpiti, come bene ha osservato Zygmunt Bauman. Il primo obbiettivo dello Stato penale, quello cui siamo ridotti, è la criminalizzazione, non ad es dei dirigenti di Banca Etruria, tutti assolti perchè facenti parte dello Stato penale, ma di tutti noi in quanto non assimilati al modello. Veniamo confinati nelle Banlieues, emarginati, dal nuovo Stato, lo Stato caserma che protegge solo i privilegi degl'appartenenti alle nuove caste sovrastatali. Veniamo colpiti nella dignità, nell'immagine, privati con ciò delle ns qualifiche professionali ancor prima che del lavoro ed esclusi dall'economia, a vantaggio non di chi è più qualificato – papà Boschi è più qualificato o era semplicemente più vicino a Licio Gelli padrino di Banca Etruria? La figlia è più qualificata o più vicina ai succedanei di Gelli & Co? - bensì di chi è più idoneo al perseguimento degli obbiettivi di J.P. Morgan e/o Bilderberg, e la capacità criminale è magari una qualifica reale tra le più importanti. In questa nuova ed attualissima realtà “Vite di scarto” sono anche quelle che erano le élites di un tempo ad es il principe Junio Valerio Borghese, quello del golpe borghese, all'epoca tra gli sponsorizzati di Gelli. Oggi i successori del “Grande Maestro”, ma ancora già lui stesso negl'ultimi anni (è scomparso nel 2015) non hanno che farsene di un Junio Valerio Borghese. Le figure “adatte” sono ben altre e con altri connotati. Oggi anche Junio Valerio Borghese – così come i capi mafia che lo hanno spalleggiato – sono “Vite di scarto”, e qui gl'improvvisi arresti ormai qualche anno addietro, di famosi capimafia latitanti da sempre ed improvvisamente scoperti e catturati (magari grazie ad una foto praticamente inservibile di quando erano poco più che fanciulli): tolti perché non servono più. Perché le loro connotazioni sono inconciliabili: “Vite di scarto” anche loro. Chi sono allora oggi i “Qualcuno”, oggi nello Stato penale? E' semplice e sotto gl'occhi di tutti: quelli che hanno le performances che hanno i “nominati”, i nominati, appunto. Nominati dal sistema sovrastatale, da J.P. Morgan, dal “Gruppo Bilderberg” e da altri. Nominati anche ad eminenza ecclesiastica, nominati anche a Capi Mafia...

francesco latteri scholten.


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