domenica 9 giugno 2013

Cina - USA rapporto sempre più in crisi?



Le immagini sono belle, patinate, come sempre, con Xi Jinping e Barak Obama sorridenti, Obama più "a quaranta denti" all'americana, Xi con più contegno orientale: si abbracciano, si prestano ai fotoflash. Tutto è - o almeno sembra - bello, tirato a lucido, alla "Dallas" delle grandi occasioni. Eppure nonostante il tanto impegno è difficile non vedere le diverse incrinature anche profonde che vengono fuori qui e là. E, l'articolo del "Guardian" che impedisce ad Obama la tirata di orecchie che aveva in animo nei confronti di Xi, semmai è opportuno a mitigare le cose, sbattendo sul tavolo il "Grande Fratello" degli USA e perciò facendo cadere un ulteriore contrasto pesante. Resta l'imposizione da parte di Xi Jinping, che parla l'inglese quasi meglio del cinese e comunque meglio di molti americani, di un traduttore per i colloqui; resta il saltato faccia a faccia delle first ladyes per il rifiuto di Michelle Obama. Insomma l'incontro del disgelo basato su un rapporto personale fondato sulla fiducia tra i leaders di Cina ed USA pare perlomeno alquanto affannoso. Invero se si guardano i media, non solo per l'incontro, ma dai tempi del recente sorpasso della Cina, ovvero della conquista cinese della leadership economica mondiale, si vede che non solo quelli americani, ma quelli occidentali in genere faticano a confrontarsi con questa nuova realtà: il numero Uno è la Cina, di cui tra l'altro gli USA sono debitori e grandi. I media sembrano non averlo recepito e non capacitarsene e continuano con l'impostazione di sempre: quella di una premirship americana ormai inesistente. Tutti: incontro USA Cina (anzicché Cina USA) e Obama Xi anzicché viceversa etc. Ciò che qui si svela è che è carente e soprattutto falsa l'immagine della Cina che l'Occidente continua a conservare, quella della Cina quale era sino a 50 e più anni fa: un lontano Paese grandissimo, con una cultura millenaria, ma, nonostante la rivoluzione fuori dal mondo, arretrato e dedito soprattutto alle produzioni economiche e scadenti senza tecnologia e al copiato dei prodotti occidentali. Ebbene, oggi la Cina, prima ancora che per l'economia è al primo posto nel mondo per i brevetti e la tecnologia, anche e soprattutto l'alta tecnologia, l'informatica, la robotica etc. I prodotti cinesi sono di qualità ed offrono anzi il miglior rapporto qualità prezzo. E' la realtà che l'Occidente più fatica ad accettare, probabilmente perché è quella che maggiormente mette in discussione la propria immagine: quella di una premiership in qualche modo - e non si capisce perché - connaturata dovuta ad una superiorità scientifica inarrivabile perché costruita su una scienza la cui nascita ed il cui sviluppo è intrinsecamente occidentale e perciò inemulabile. Ebbene la Cina di oggi è la dimostrazione che tutto ciò è falso e false sono le pretese occidentali che affondano le proprie radici nel razionalismo scientifico illuministico, peraltro da tempo crollate.
francesco latteri scholten.

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